WeAreinPuglia: la terra e la scuola delle frivolerie

Erdogan oltre a droni e altri prodotti dell’industria militare cerca di sviluppare la sua presenza in Africa, un continente con oltre un miliardo e mezzo di abitanti (in ulteriore sviluppo), anche attraverso la diffusione delle scuole, propiziate da più di un’agenzia e fondazione: nel vertice Turchia-Africa di fine 2021 si sono svolte sessioni specifiche sull’istruzione dalle quali abbiamo appreso che la Turchia attraverso la fondazione Maarif e l’agenzia Tika gestisce in Africa più di 200 scuole ed elargisce migliaia di borse di studio. Il tutto in rapida espansione.

Penso a questo punto che perfino l’attivismo turco in Africa sia più vivace dell’attenzione del nostro Governo e Parlamento per la scuola italiana!

In Italia e con maggiore acutezza nel Sud, quindi anche in Puglia, le problematiche riguardanti la scuola si accavallano e sono sul punto del non ritorno per finale deflagrazione. In Puglia ci balocchiamo con san Nicola, le frecce tricolori (enorme ed inutile sciupio di soldi a carico dell’indifeso cittadino), le grandi navi da crociera, le sfilate di Gucci a Castel del Monte e le influencer davanti al museo di Taranto: un vero e proprio fuoco d’artificio di “frivolerie” che, prese in se stesse, potrebbero anche essere innocue e perfino piacevoli ma che inserite nel quadro d’assieme si trasformano in vere e proprie micce distraenti dai gravi problemi che ci dovrebbero impegnare. La scuola è uno di questi problemi, fra i più importanti.

Recentissime indagini di fonte Istat hanno chiarito ciò che già sapevamo e cioè che la didattica a distanza (Dad) è stata disastrosa in tutta Italia ma soprattutto al Sud: le ragioni sono facilmente intuibili e non mi dilungo su esse. Già in uno studio che prendeva in considerazione il periodo settembre 2020-febbraio 2021 si segnalava che fra tutte le regioni italiane la Puglia è stata la seconda, dopo la Campania, per consistenza di periodi di didattica in presenza completamente sospesa.

Ma non si riflette affatto su un altro lato della medaglia, messo in luce da una iniziativa di ScuolaZoo, sorta di think-tank animato da studenti. Si sono riuniti di recente a Milano provenienti da 100 istituti superiori di tutta Italia e hanno discusso di nuova didattica: insomma, la didattica che gli studenti sognano, che vorrebbero (ma che la scuola non dà), fatta di portali utili, facili a navigarsi, di repositories digitali ricchi di informazioni, di sistemi di chat efficienti, di stage autentici e non fasulli come l’alternanza attuale, insomma di tecnicalità e strumenti che dovrebbero animare, essere il backbone di una efficace didattica che a questo punto non può essere a distanza (Dad) ma didattica digitale integrata (Ddi).

Quindi la scuola si spopola per denatalità (bisognerà parlarne in un’altra occasione), la Dad ha fatto strage ma la nuova didattica non la promuove nessuno. Che scuola è mai questa? Quale futuro può avere?


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