Vip e turismo la vista corta della strategia pugliese

Le masserie, la Valle d’Itria, il Salento, il Gargano, Polignano, Monopoli… Il turismo pugliese ha segnato una notevole ripresa. Un turismo prevalentemente di prossimità, con pubblicizzati arrivi di vip (attori, cantanti, calciatori, politici). Un turismo per ricchi (alcuni dei quali, secondo i soliti maligni, hanno goduto di ospitate o di sconti con annessi ringraziamenti per la pubblicità). È il caso di essere contenti, anche se alcune esternazioni ci sono sembrate esagerate, tipo quello del sindaco di Brindisi, al settimo cielo per l’arrivo al porto della “casa galleggiante” (uno yacht di 98 metri e sei piani di altezza) di Joe Lewis, proprietario del Tottenham, club calcistico della Premier League.

Bene, benissimo, applausi. Ma il turismo vero, che si sappia, è un’altra cosa: è una politica che tenga conto dell’utenza variegata, del rispetto delle regole, della struttura e del personale al servizio del cliente, delle tariffe serie e non gonfiate per la faccia… affidabile del settentrionale o del tedesco.

Il turismo per ricchi, quello che piace a Briatore, ci sta anche bene. Però l’offerta generale pugliese va rivista, con una programmazione che guardi alla stabilità e al futuro, cominciando finalmente con il prolungamento della stagione: non è possibile, chiudere i battenti a fine agosto, quando le presenze calano, tanto gli “incassi sono stati ottimi e non è conveniente tenere in servizio il personale”.

E poi tante negatività da abbattere: troppo personale improvvisato, imprenditori che fanno nascere B&B in 24 ore, ristoranti usa e getta. Il turista non è un pollo da spennare, ma è un signore che va coccolato e servito al meglio per conquistarselo e farlo ritornare. La Grande Bellezza non può restare il solo polo di attrazione della Puglia: alla natura va aggiunta la sostanza, altrimenti diventeranno più frequenti le altre opzioni come le Croazia o la Grecia. E la sostanza non è solo l’enogastronomia. È anche un “menù” culturale più coordinato e di qualità.

Un discorso più approfondito va fatto sul Salento che resta terra di oasi (I villaggi, gli alberghi e i lidi doc) e il resto in degrado continuo, con Gallipoli emblema dell’abusivismo, della sporcizia e di altro ancora. Come non bastasse, c’è da aggiungere l’allarme di Legambiente: le acque cristalline sono a rischio per i mancati controlli anti-inquinamento.

Allora? Mettiamo in saccoccia i bilanci positivi, le presenze di Madonna o di Conte, elogiamo le nostre favolose masserie dai prezzi proibitivi, ma cerchiamo di avere una volta per tutte la visione generale virtuosa di un settore trainante della Puglia.


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