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Un mare di chiacchiere

C’è, ormai da anni, in atto una narrazione trionfale sul mare della Puglia e sulle capacità turistiche della nostra regione. Tutto vero, per carità; la nostra terra possiede un patrimonio paesaggistico, storico e naturale da stropicciarsi gli occhi. Ma c’è un’altra faccia della medaglia, diversa dalle bandiere blu e dagli squilli di tromba della politica. A un sistema di servizi turistici che ancora viaggia col freno a mano tirato, si somma il problema dell’inquinamento e degli affari sporchi della criminalità (ma anche i cittadini comuni) che minacciano le nostre acque.

L’allarme sullo stato di salute del mare pugliese arriva da Legambiente, che ha diramato il rapporto “Maremonstrum 2022”, in cui l’organizzazione passa ai raggi X le violazioni dell’ecosistema marittimo su tutto il territorio italiano nell’anno 2021.

Bene, in questa (davvero pochissimo onorevole) classifica la nostra Puglia vince la medaglia di bronzo a livello nazionale. Il Tacco dello Stivale nel 2021 è stato interessato da ben 6.032 illeciti (tra amministrativi e penali) ai danni del mare. Il che vuol dire un valore pari all’11% di tutti gli illeciti di questa natura contestati lo scorso anno in Italia. Nella fattispecie, 2.499 sono le persone arrestate o denunciate per violazioni dell’ambiente marittimo in Puglia lo scorso anno, con 2.165 sanzioni elevate e 965 tra sequestri penali e sequestri amministrativi.

Medaglia di bronzo, dicevamo… Sì, perché la Puglia si piazza al terzo posto nella classifica italiana delle violazioni del mare, alle spalle di Campania e Sicilia: i nostri vicini di casa campani “collezionano” nel 2021 la somma di 7.970 tra illeciti amministrativi e penali commessi ai danni del mare (il 14.5% del totale), mentre gli isolani sono a quota 6.725 violazioni del mare (il 12.2% del totale). Tra le regioni costiere, chi fa meno peggio è il Friuli Venezia-Giulia, con 651 illeciti lo scorso anno (1,2% del totale). Aggregando il dato, in Italia sono stati commesse nel 2021 ben 55.020 violazioni del mare, che tradotto significa 24.909 sanzioni, 20.485 tra arresti e denunce, 7.021 sequestri penali o amministrativi.

Tornando a puntare la lente d’ingrandimento sulla Puglia, emerge un dato ancor più inquietante rispetto a quelli citati sopra. Il rapporto “Maremonstrum 2022” di Legambiente afferma che la nostra regione è al secondo posto tra quelle che tradizionalmente registrano la presenza radicata della criminalità organizzata. Secondo l’elaborazione che Legambiente ha fatto dei dati forniti da forze dell’ordine e capitanerie di porto, i numeri relativi agli illeciti commessi ai danni del mare portano la Puglia a stare dietro soltanto alla Campania, e comunque davanti a Calabria (4.629 illeciti lo scorso anno, 8.4% del totale italiano) e Sicilia.

Insomma, ai primi cinque posti della classifica si piazzano ben quattro regioni meridionali, guarda caso quelle che sono “casa” delle quattro mafie storiche del nostro Paese. Sugge a questa localizzazione soltanto la Toscana, che con 5.359 illeciti nel 2021 (il 9.7% del totale nazionale) si piazza al quarto posto della graduatoria.

Nel dettaglio, con i suoi 865 chilometri di costa, la Puglia nel 2021 ha fatto registrare la media di sette illeciti ai danni del mare per ogni chilometro di territorio costiero. Un valore che porta la Puglia a scendere all’undicesimo posto della classifica nazionale che misura il numero totale di illeciti in relazione ai chilometri di costa; una graduatoria condotta dalla Basilicata (29.6 illeciti per ogni chilometro), seguita da Abruzzo (27.6 illeciti per ogni chilometro di costa) e Molise (26 violazioni per ogni chilometro di costa). In generale, le regioni che dispongono di minore territorio costiero occupano, chiaramente, i primi posti; basti pensare che in coda alla graduatoria ci sono le due isole maggiori, Sicilia (4,5 illeciti per ogni chilometro di costa) e Sardegna (un illecito ogni chilometro di costa). In definitiva, meno sono i chilometri di territorio costiero e più alta è l’incidenza.

C’è, quindi, molto poco da stare allegri. Se, infatti, si restringe l’area d’indagine alle sole violazioni a carattere penale, la Puglia sale addirittura la secondo posto, “guadagnando” una posizione rispetto al 2020, l’anno del lockdown. Nella nostra regione, infatti, l’anno scorso si sono verificate 2.285 violazioni del mare a carattere penale (12.1% del totale nazionale), con 2.499 tra arresti e denunce e ben 870 sequestri penali. Al primo posto si conferma la Campania (3.395 violazioni penali, il 18% del totale italiano, con 3.630 arresti e denunce e 1560 sequestri penali); terza piazza per la Sicilia (2269 infrazioni a carattere penale, 12% del totale italiano), quarta posizione per la Calabria (1.850 violazioni penali del mare, il 9,8% del dato nazionale). Il totale in Italia nel 2021 è di 18.924 violazioni penali del mare, con 20.485 tra arresti e denunce e 6.330 sequestri penali.

Insomma, a comandare anche questa classifica ci sono le quattro regioni italiane che “ospitano” le mafie tradizionali. Ci sono, infatti, dati che sembrerebbero lasciar pensare che il grosso delle violazioni del mare nelle nostre regioni sia commesso a carattere penale. Un po’ diversa è la classifica relativa agli illeciti amministrativi, graduatoria in cui la Puglia scende al quarto posto con 3.574 casi registrati (9,9% del totale nazionale), 2.165 sanzioni amministrative e 95 sequestri. A comandare la classifica ci sono Campania (4.759 illeciti, 13.2% del totale nazionale) e Sicilia (4.699 casi, il 13% del totale), ma al terzo posto sale la Toscana (4.102 illeciti, 11,4% del totale). La Calabria, in questa particolare sottoclassifica, scende addirittura al settimo posto con 2.525 violazioni contestate, il 7% del totale italiano.

Un ultimo dato che val la pena esaminare è quello relativo al ciclo illegale del cemento nelle regioni costiere nel 2021. La Puglia è al quarto posto della classifica (2.712 illeciti tra penali e amministrativi, 1.067 arresti e denunce, 424 sanzioni, 320 sequestri penali e amministrativi). In cima alla classifica c’è, ancora, la Campania (3.921 violazioni, 14.2% del dato nazionale), seguita da Sicilia (3.822 violazioni, 13.8% del totale italiano) e di nuovo Toscana (3.199 illeciti, il 11.6% del dato italiano). Al quinto posto la Calabria (2.247 illeciti, 8.1% del dato italiano), a conferma anche qui del fatto che, in quanto a violazioni ai danni del mare, le regioni a maggior “trazione mafiosa” si spartiscono le vette delle classifiche.

A Pane e pomodoro ''lotta'' ai mozziconi


Gli affari sporchi della criminalità organizzata fanno certamente la differenza, ma lo stato di salute del nostro mare dipende anche dai comportamenti dei semplici cittadini. Come, per esempio, la odiosa abitudine di alcuni fumatori di abbandonare in spiaggia i mozziconi delle sigarette. Per questo, nei giorni scorsi, la All service Bari, società che gestisce il servizio di salvataggio a Pane e Pomodoro, ha deciso di distribuire 400 posacenere portatili ai bagnanti della spiaggia cittadina. «Se proprio si vuole fumare, almeno non si sporchi l'ambiente buttando mozziconi ovunque e anche in spiaggia», il commento di Pietro Petruzzelli, assessore all’Ambiente del Comune di Bari.

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