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Un buio Natale o un Natale al buio?

Sarà per l’ennesima volta un Natale condizionato da una crisi. Avevano illuminato la città come mai prima d’ora durante il covid, segnale rivolto ai cittadini che sembrava gridare: “Non molleremo davanti alla pandemia”. Ora la pandemia non c’è più e con lei anche le luci di Amgas saranno nettamente di meno. L’azienda di illuminazione non ha ancora chiarito il contributo che riuscirà a fornire a tutta la città, unica certezza è che fuori dalle consuete vie dello shopping non ci sarà molto di festoso. Per lo meno niente messa in scena dal main sponsor di Babbo Natale a Bari. È il segno del tempo. I riverberi di quella guerra che miete vittime a 800 chilometri a nord-est da Milano, influenzerà anche il Natale 800 chilometri a sud del capoluogo meneghino. Non tutto è perduto. S’intende. Anzi, la città si sta organizzando perché siano i giorni di festa che i bambini si aspettano. Il Natale è loro. Ecco allora che l’amministrazione sta provando a far quadrare i conti, senza dimenticare però il gusto del bello. In attesa dell’inaugurale cerimonia di accensione dell’albero, i preparativi fremono. I punti focali della festa saranno piazza del Ferrarese, piazza Moro e le periferie. Intese queste in senso più culturale che commerciale.

Si comincia dal cuore della città. La piazza rimasta simbolo. «Il 6 dicembre, anche quest'anno illumineremo il nostro albero in piazza del Ferrarese – ha scritto il sindaco di Bari sul suo profilo Facebook - e lo faremo tutti insieme, come sempre, ma nel rispetto del periodo che stiamo vivendo e delle difficoltà economiche che in questi mesi tutti dobbiamo affrontare». Poi Decaro continua: «I festeggiamenti saranno quindi più sobri rispetto agli altri anni ma l'amministrazione comunale ha voluto comunque abbellire la città con luminarie e piccoli eventi che possano attrarre cittadini e turisti così da sostenere le attività commerciali che proprio nel periodo natalizio possono contare su qualche occasione di lavoro in più». Nel concetto espresso di sobrietà potrebbero rientrare i mercatini. Le assessore alle culture, Ines Pierucci, e al commercio, Carla Palone, sono impegnate in queste ore per capire se ci sono i fondi per rifinanziare le casette di legno sulla muraglia. Non proprio il più barese degli scenari. Negli anni spesso sono state oggetto di lamentela, non ultimo la merce in vendita. Certo è che il progetto sarebbe stato quello di modificarne il contenuto di vendita. Non eliminarle. Qualora non dovessero esserci, ci si aspetta comunque molto dai due spazi pubblici. Ancora da chiarire la destinazione del mercato del pesce. Si valuterà nei prossimi giorni se organizzare qualcosa al piano rialzato oppure valorizzare la facciata con qualche gioco di luce. Così come accade con la Basilica di San Nicola. Spazio Murat invece, il secondo degli spazi pubblici che affacciano nella piazza, è pronto per l’uso. Al suo interno sarà presto ufficializzata una mostra i cui contorni rimangono ancora misteriosi, sebbene dall’amministrazione abbiano lasciato trapelare che si tratterà di un momento di intrattenimento per i più giovani. E per i loro genitori.

Naufragato il progetto di spostare il villaggio di Babbo Natale in piazza del Ferrarese. È stata la stessa assessora Pierucci a dire di aver fatto dietrofront, consapevole che forse il beneficio di accorpare i momenti di intrattenimento avrebbe creato un danno ai residenti di un’altra area della città. In attesa della lista esatta dei giostrai, la notizia è dunque confermata. Tra le due aree poi, ecco il serpentone delle luci. Non si poteva rinunciare alle passeggiate illuminate con lucine e festoni. Ecco allora che almeno Corso Vittorio, via Argiro e via Sparano saranno tutt’altro che spente.

Alla crisi Bari non si arrende. Nei prossimi giorni sarà reso pubblico il calendario natalizio d’eventi, nel mentre è stata riconfermata la stagione natalizia di Municipi Sonori. Si tratta di quell’evento che ogni anno porta la qualità dell’orchestra del Petruzzelli in giro per la città, consentendo così a chi non ha la possibilità di arrivare fino in centro di vedersi il Petruzzelli entrare in casa. Sobrio ma festoso, la città è pronta al suo Natale.

Sana invidia per le periferie. A loro quest’anno Bari concederà solo la musica del Petruzzelli, forse qualche collegamento speciale. Ma non è detto. Insomma nessuna festa del consumismo. Solo un po’ di musica. L’assessora alle culture del comune di Bari, Ines Pierucci, da quando ha cominciato il suo lavoro ha puntato moltissimo sui quartieri lontani dal centro. Spesso dimenticati. Ha deciso di farlo portando in giro per la città iniziative che altri pagano. Un investimento, saggio. Per loro una sorta di benedizione. Nessuna fanfana, ma solo trombe. E’ il caso di dirlo. Non un bel tappeto rosso per lo shopping ossessivo compulsivo. Fuori dal centro ci sono delle sedie nere per l’ascolto. Chissà che l’esperimento non funzioni così bene da conciliare l’addobbo obbligatorio dei giorni di Babbo Natale con la qualità del servizio che viene riservato solo “ai meno fortunati”.

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