Le ultime

Un Co.Co.Co per la classe dirigente

Siamo, come si dice, tra l'incudine e il martello. Tra gli stenti generati da una crisi con più cause e un appuntamento elettorale con una campagna mai così povera di contenuti e ricca di propaganda populistica.

Una situazione nazionale drammatica non solo per i conti che non tornano (con piccoli e medi imprenditori che meditano scelte drastiche di chiusura).

Un Paese nell'angolo colpito dalla crisi e dall'insufficienza di una classe dirigente irresponsabile, incompetente ed egoista. Ma se l'Italia piange, la Puglia ha poco da ridere. Il dibattito segue un declino intellettuale che davvero non ha precedenti. Alla povertà di contenuti segue un linguaggio da cortile che, non di rado, sprigiona una violenza verbale capace di assicurare l'attenzione di media che puntano, sull'onda della trasformazione digitale, sempre più a sorprendere piuttosto che a capire e a far capire.

La Puglia vanta da anni un repertorio di trovate sensazionalistiche da primato. E, così, mentre la politica si sollazza con sceneggiate sempre più pittoresche per guadagnare la scena dei social (ma anche di quei giornali che da tempo hanno smarrito ogni principio di tutela e di rappresentazione degli interessi di cittadini e territorio), le imprese chiudono i battenti, i nostri giovani fuggono, le nostre aree arretrano.

Le previsioni parlano di un astensionismo che non ha precedenti generato da una diffusa mancanza di fiducia (se ne occupa Waldemaro Morgese in queste pagine). In una campagna elettorale così priva di visione strategica emerge con decisione una sfacciata caccia alle poltrone (tema di cui in questo numero si occupa Gianni Spinelli).

Il tema dell'energia, da troppo tempo imbrigliato in uno schema ignorante e colmo di pregiudizi, è centrale e ha sfiancato le imprese che oggi sono allo stremo (argomento trattato da Michele Marolla e Pino Ricco). Non sono pochi a voler mollare perché non riescono più a reggere i pesi di costo del lavoro e delle utilities. La completa assenza di politiche lungimiranti per sostenere progetti di che puntassero all'autosufficienza delle imprese, sfruttando fonti alternative, dà la misura della miopia di una classe dirigente che ancora non distingue un inceneritore da un termovalorizzatore (Pino Bruno ci offre un eloquente e virtuoso esempio di ciò che sta accadendo a Brescia).

L'estate è alle spalle. Il sospirato bisogno di svago che ha pervaso la popolazione si sta dissipando, mentre avanzano le difficoltà per imprese e famiglie in un'economia di guerra con inflazione galoppante, razionamento dell'energia e taglio delle spese (comprese, come si è già visto con il Covid, quelle per la salute).

Ci aspettano mesi duri e farsi sedurre dalle leve emotive orchestrate dai comizianti di ogni genere e parte non è un bell'affare. L'Italia con questa crisi ha pagato un prezzo incalcolabile in termini di reputazione e autorevolezza internazionale. Nell'epoca in cui vale tutto, anzi in cui "uno vale uno", siamo più che mai allo sbando.

E se da un lato emergono vene sovraniste che sollecitano deleteri egoismi, dall'altro l'evanescenza delle proposte non è rassicurante.

Si procede per slogan e con il piglio di chi punta solo a demolire. La campagna leghista è una sequenza di stop, cui seguono slogan senza il supporto di progetti e piani sostenibili. Sono tornati con forza i temi dell'autonomia e dell'immigrazione (il lupo perde il pelo...). E sull'autonomia il messaggio è stato chiaro: fa paura agli incapaci. E gli incapaci, per loro antica definizione, siamo noi meridionali.

L'elettorato più consapevole e informato, refrattario alle lusinghe propagandistiche, è in difficoltà. Al danno di una consultazione elettorale, dettata dalla sete di potere, può seguire una stagione capace di isolare l'Italia dal contesto europeo, producendo conseguenze pesanti. Scherzare col fuoco si può, ma ci si brucia (Orban docet). Serve, alla prova dei fatti, un Co.Co.Co. per una classe dirigente Coraggiosa, Competente e Concreta. Quindi, siamo messi male e a “sputare sangue” alla fine saranno solo i cittadini.


Scrivi all'autore

wave