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Tutti a caccia di talenti, ma con quale meritocrazia?

«L’Università di Bari cerca talenti, sconti sulle tasse ai maturati con 110 e lode… Fioccano i nuovi assunti nell’hi-tech, ingegneri e informatici i più richiesti… Laurea in matematica e poi Milano, quindi rientro a Bari, non mi sembra vero…».

Toh… La Puglia si sveglia dopo il lungo sonno suo (congenito, purtroppo) e le disattenzioni degli altri (il Governo centrale e il Nord, entrambi avvezzi a guardarci dall’alto in basso come fossimo esseri inferiori). I cervelli sono scappati, chi a Milano, chi a Londra, chi in Germania, chi in Svezia… E scopriamo di averli avuti e piangiamo lacrime amare per averli persi. E cerchiamo di fare scouting con affanno, imitando le società di calcio che cercano campioni sui campetti di provincia e nelle serie inferiori.

La Puglia si sveglia? Intanto, per ora, il lavoro sta arrivando da Pirelli, Atos, Lutech e Ntt Data, con sommo gaudio del vicesindaco barese Di Sciascio: «Stanno tornando qui tanti pugliesi che erano andati al Nord o all’estero». Bene, anche se non abbiamo nomi e cognomi dei rientranti dall’esilio. Bene, anche il movimento dell’Università e del Politecnico. Nello specifico, il Politecnico di Bari sta lavorando all’apertura di un corso di laurea triennale in Trasformazione digitale, aperto a chiunque sia in possesso di una laurea triennale, anche in facoltà umanistiche. Insomma, scelte in linea con le richieste di… mercato. Una necessità perché paradossalmente noi pugliesi non abbiamo preparato una “classe lavorativa” adeguata al mondo che cambia a velocità supersonica.

Cerchiamo talenti, per formarli e non perderli. Ma è il caso di essere più profondi. Non si può risolvere tutto con l’Università e il Politecnico. La nuova vita del Sud deve essere appoggiata da una grande riforma generale e nazionale della scuola. Una scuola in funzione delle attitudini degli allievi, strutturata in modo da prevedere un traguardo, altrimenti continueremo a vedere vaghezze e tanti laureati in giurisprudenza o gente persa per strada. Le riforme operate nel corso degli anni sono state un disastro, con ministri inadeguati. Eppure non è difficile: esiste la sana arte del copiare le nazioni virtuose, vedi Germania, Olanda, Svezia.

Cerchiamo talenti, formiamo talenti, ma nel contempo impariamo a rispettare la meritocrazia, mettendo da parte il clientelismo becero quasi sempre in soccorso dei figli di e dei nipoti di. La meritocrazia crea motivazioni e fa diventare i talenti più talenti. Sarà un motivo in più per rivedere i nostri figli in Puglia, nel Sud, un Sud che potrà crescere con il loro ritrovato entusiasmo.

Svegliamoci tutti in fretta. Insieme, si può cambiare davvero!


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