Tre argomenti e mille contraddizioni: ma che Puglia è?

Puglia e tre argomenti che pesano molto sulla bilancia adibita a misurare la disonestà e le cose che non vanno. Una bilancia sfiancata dalla fatica, che addirittura arrossisce nel “segnare” numeri incredibili o storture. Si, d’accordo, il marciume e le negligenze ci sono ovunque: in tutt’Italia, in Europa, nel mondo. Ma noi pugliesi abbiamo il dovere di guardare in casa nostra, di gridare, di ribellarci, perché abbiamo (pare) come obiettivo un percorso virtuoso, un percorso di crescita.

Bonus casa. Abbiamo visto cantieri spuntare qua e là, dalla sera alla mattina: tutti invasi dalla necessità di rifarsi la facciata e tutto quello possibile, tanto paga Babbo Natale. Abbiamo visto nascere imprese con un tocco magico, con operai che si sono inventati “professionisti dell’edilizia”, abbiamo saputo di preventivi e consuntivi pazzeschi. Tutto in regola? Macché. Ora si scopre un imprenditore, che prima dichiarava un reddito da operaio o anche meno, d’improvviso diventato Paperone dei Paperoni. Ovviamente, supponiamo, non sarà l’unico a vincere la lotteria del pastrocchio, alla faccia di chi suda dalla mattina alla sera, masticando lavoro vero e incassando quattro soldi.

Lidi e varie. Abbiamo raccontato spesso della Gallipoli diventata un formicaio ai limiti dell’indecenza. Una caduta verticale partita da anni, con B&B neppure dichiarati, con autorimesse date in fitto a una pletora di ragazzi, con scarsissima igiene generale. Bene, in concomitanza, il Salento, giusto per non farsi mancare niente, ha… ritoccato i prezzi dei lidi. A un signore titolare del lido “Le Cinque Vele” è anche scattata l’idea brillante di farsi pagare 1000 euro al giorno in cambio di un gazebo day bed. Ma quello delle tariffe alte è una mossa che riguarda tutto il bellissimo mare di Puglia: si batte la grancassa e il turista per adesso ci sta. In futuro? Ai posteri.

Ex Ilva. Il consiglio d’Europa dichiara: «A Taranto l’inquinamento è ancora pericoloso per la salute». È un problema vecchio che si trascina con il Governo balbettante: provvedimenti-tampone e niente di risolutivo. La città, i rioni Tamburi in specie, continua a essere coperta di polveri nere, i bambini e i loro papà spesso si ammalano di cancro e il tutto viene accettato come “tragica normalità”. Dovremmo gridare e invece accettiamo, salvo a riscoprire il dramma della bellissima Taranto, quando un giornalista come Iannacone, con un reportage televisivo (trasmesso in tarda serata dalla Rai!) rinfresca la memoria agli uomini che dovrebbero agire e non agiscono. Sveglia! Dobbiamo ribellarci. Il Sud deve far sentire la sua voce sempre, in maniera globale, e non aspettare la spinta benemerita degli eroi costretti a combattere da soli.


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