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"Stare ammare": con le onde alte i muri diventano grandi coperte

Amadeus ha annunciato su Rai 1 i nomi dei partecipanti al Festival di Sanremo. Sommo gaudio perché Sanremo è Sanremo. Che vuoi che contino le bollette, l’inflazione galoppante, le aziende che chiudono, i nuovi poveri. Il Nord, il Centro, il Sud, le isole di questa bell’Italia si ricaricano, respirano e festeggiano, con la spinta di Mara Venier, una grande donna che ci governa meglio di tutti i politici messi insieme, che ci manda baci e trova pure il tempo di mostrarci l’ultimo (o il penultimo) libro su Mussolini.

Canzoni e canzoni come “distrazione”, suggerita anche da qualche psicologo depresso per uscire dal buio in cui siamo immersi. Ovviamente, è un tentativo per divagare, fra l’altro posto da chi è fermo a Dalla, De Andrè, Battiato, Conte, Paoli e Mina. Solo un tentativo. Perché, qui a Bari, ci piace parlare e scrivere di altro. Ad esempio di volontariato. Ho avuto la fortuna di leggere un post su Facebook (non sempre inutile e vuoto) e lo voglio copiare e incollare per voi. È di Antonia Chiara Scardicchio, professore associato in Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Bari.

«Quand’ero piccola non amavo la mia città. Nel mio quartiere allora c'era il coprifuoco. Del mio dialetto percepivo solo la durezza, dell'anima barese solo il commercio. Crescendo a volte ci si difende ulteriormente, altre volte si impara a vedere di più, e ancora. Della mia città oggi vedo, e amo, come sa aprirsi al mare. E aprirsi come il mare. Significa molte cose, perché ci sono maree e onde mai uguali, sempre imprevedibili, e scogli su cui imparare a camminare con i piedi scalzi. E persino cozze da aprire con cura.

Ma significa anche stare “ammare” come stare in faccia al vento senza sconti del nostro lungomare: e così Bari è una citta con una storia generosissima di volontarie e volontari che oltre ogni mia immaginazione trasformano le onde alte, le trasformano da muri a coperte».

Lo “stare ammare” di Antonia Chiara non è una solo poesia. È la maniera partecipata di sintetizzare lo spirito che ha pervaso il “Meeting del Volontariato”, organizzato dal “Centro di servizio San Nicola” di Bari. Giornate dense per “esplorare questioni che come scogli ci scalfiscono”. Gli scogli che il Volontariato contrasta e trasforma in regali, in vita, per chi ha bisogno di aiuto. Un tantissimo che solo il Volontariato sa fare.

Al di là del meeting, tutti i volontari di Bari, si chiamino Nicola, Gloria, Michele, Luca, Maria, Antonio, Lucia o Francesco, di questa o di quella associazione, si impegnano su più fronti. Fra l’altro, molti accolgono e sostengono quanti vivono per strada. C’è chi offre pasti caldi, chi medicine, coperte e vestiti, chi conforto. Sì, perché agli “invisibili” è necessario donare anche amore.


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