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Scuola sempre Cenerentola: la didattica è da brivido

Il Comune di Bari si balocca con il progetto Fuksas di mastodontico parco urbano, che dopo il suo completamento (non certo – si presume - con le sole risorse programmate) comporterà altrettanti mastodontici problemi di manutenzione e sicurezza. Mentre la scuola a Bari e in Puglia ricomincia con tutte le défaillances di sempre: dispersione, classi pollaio, impianti di ventilazione quasi assenti, sistemi di trasporto identici a prima della pandemia e così via. In più si aggiunge la feroce opposizione dei sindacati alle timide proposte governative di attivare retribuzioni differenziate per gli insegnanti “esperti”: il merito non alberga in Italia, dove vige invece l’incrollabile motto populista “uno vale uno”!

A Milano nel mese di luglio è stato presentato il progetto PNRR della BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura): 30.000 mq, due padiglioni “green” lunghi 75 metri e alti 33 che entro il 2026 accoglieranno 2,5 milioni di libri, oltre un “imaginarium” per i bambini. Chissà, se i tempi saranno rispettati (il condizionale è d’obbligo, anche a Milano) la BEIC entrerà in funzione a regime forse addirittura prima della biblioteca realizzata nell’ex Rossani a Bari, visto il ritardo con cui procede il ruolino di quest’ultima.

Naturalmente è una boutade, spero vivamente che ciò non accada, né che le scelte gestionali per l’attivazione della nuova biblioteca barese vanifichino la bontà del progetto (tutto può accadere), ma tant’è: stiamo pur sempre al Sud, dove la principale questione da affrontare in assoluto, e cioè la funzione educazionale, resta invece la più negletta.

L’azione educazionale non comporta necessariamente un “educatore”, perché possono esservi percorsi di Knowledge (conoscenza) basati sull’auto-educazione e l’auto-apprendimento: questo tipo di percorsi, ovviamente, si fanno più cospicui passando dalla tenera età all’età adulta e alla vecchiaia. Quindi esaltare in generale il Knowledge è un obiettivo di strategica importanza perché riguarda tutti nell’intero Paese.

In Puglia, dove la dispersione scolastica è enorme, la problematica “educazionale” dovrebbe essere all’attenzione massima di ognuno, a cominciare dalle istituzioni. Ma ciò non è, talché cosa fare per innovare o almeno essere più efficienti ed efficaci in questo campo non cattura più di tanto l’attenzione di chi decide ovvero di chi orienta l’impiego delle risorse finanziarie.

La spesa pubblica per il Knowledge è del tutto insufficiente, si sa. Lo stesso PNRR non ha favorito una vera inversione di marcia (né le somme stanziate ci danno vere garanzie di utilizzo rapido, specie nel Sud, tanto che si ventila una proroga del piano, cosa che avverrà).

In modo particolare, per la scuola, ciò che meno soddisfa riguarda non tanto le infrastrutturazioni (gli edifici scolastici), quanto la gestione della didattica: qui si manifestano gli scompensi, le deficienze e le arretratezze maggiori.






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