Scelte intelligenti per una Puglia che deve crescere

Più che occhi ed orecchie dovremo tenere bene aperta (e accesa) la mente. Seminascosta dietro una voglia di estate resa prepotente dalla “reclusione domiciliare” da Covid 19, si avvicina a grandi passi l’appuntamento elettorale per il nuovo Consiglio regionale. In realtà, al solito, più dei programmi ad appassionare il dibattito sono le candidature a presidente (che dalle nostre parti amiamo pomposamente definire governatore). 

E mentre si cerca un po’ di ombra sotto gli ombrelloni (a proposito chi e quando controlla i distanziamenti che non ci sono?) ecco che fioccano i sondaggi.

Una sorta di gioco che ricorda, in qualche modo, lo spionaggio e il controspionaggio. Notizie vere, false, semivere, semifalse e soprattutto verosimili. Perché abbiamo tutti una predilezione per il possibile che nella nostra mente diventa probabile.

E diciamolo chiaramente: è assai divertente la sicumera con cui, sia dagli apparati dei comitati elettorali sia da alcune redazioni fiancheggiatrici, viene data per scontata la vittoria di questo o di quello.

Una riflessione intelligente e basata su riferimenti di cronaca degli ultimi anni dovrebbe far riflettere (soprattutto nelle redazioni) sul fatto che i sondaggi (quando non sono pilotati ad arte) sono sempre più fallaci. 

È un altro prezzo imposto dalla trasformazione digitale che ha mandato in affanno le società specializzate che sempre più stanno cercando di affinare i loro metodi di ricerca per diventare un po’ meno inaffidabili. 

La stragrande maggioranza delle elezioni in Europa e negli Stati Uniti ha avuto esisti “sorprendenti” giacché gli elettori si sono comportati in modo diverso da quello che era stato previsto (e... auspicato) nei sondaggi propinati alla stampa come “polpette avvelenate”. 

Tuttavia il numero dei media è cresciuto in modo vertiginoso e la “fame” è cresciuta in modo direttamente proporzionale: a ingoiare polpette avvelenate e i suoi residui sono in tanti.

E così che il pubblico, frastornato da una valanga di messaggi contradditori, alla fine sceglie ciò che più è vicino alle sue scelte. Risultato? Un giorno Fitto è avanti, il giorno dopo è avanti Emiliano. E c’è ovviamente chi scommette su clamorose sorprese da parte degli altri candidati.

Tutto il dibattito si sviluppa sulle percentuali e sulle previsioni e (quasi) mai sui contenuti della campagna elettorale.

Ancora qualche giorno e saremo travolti dagli slogan che spin doctor e agenzie di comunicazione stanno elaborando per conquistare le attenzioni e le simpatie degli elettori. E di certo non mancheranno i colpi sotto la cintura come abbiamo visto più volte sia nelle elezioni regionali che in quelle comunali.

Si punterà a segmentare l’elettorato, cercando di generare consensi facendo leva sugli interessi particolari. 

E così l’elenco delle promesse per accontentare questo o quell’altro si allunga a dismisura producendo le ingenue aspettative di chi crede che sia la volta buona per loro.

È proprio qui il limite: nel particolare. Abbiamo, al contrario, necessità di una visione condivisa della nostra Puglia, del suo profilo identitario e di come si intende renderlo più efficiente, efficace, attraente.

Il consenso passa spesso attraverso la promessa di lavoro per alcuni, il dichiarato supporto a particolari settori produttivi, l’impegno per la sostenibilità ambientale, il potenziamento della sanità, la valorizzazione dell’agricoltura. Potremmo continuare a lungo. E non mancheranno neanche le bugie di chi prova a farci credere che siamo un’isola felice in un Mezzogiorno che arretra sempre di più.

Come abbiamo detto più volte è una magra consolazione essere “primi tra gli ultimi”, sebbene le redazioni caschino regolarmente nel tranello di una comunicazione che sa come far leva sulle ingenuità giornalistiche.

In questo numero pubblichiamo uno “Speciale” con le interviste ai primi cinque candidati presidente (gli altri li sentiremo alla ripresa delle pubblicazioni). Le domande sono uguali per tutti (tranne una aggiunta a Scalfarotto sulla competizione “interna” con Emiliano) e le risposte pubblicate integralmente. 

Rimettiamo, come sempre, la valutazione dei contenuti all’intelligenza dei nostri Lettori. Perché con l’affollamento mediatico, oggi più di ieri, alla prova dei fatti, siamo certi che solo lettori-elettori consapevoli possano fare le scelte migliori.


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