Sanità pugliese tra ipocrisie e compromessi

Il finale era già scritto e il copione si è snocciolato come nella più classica delle soap opera: prevedibile, scontata e annunciata.

L'incompatibilità tra Emiliano e Lopalco è stata evidente fin da subito. A parte la fase del primo innamoramento, nato da un lato per portare più consensi, dall'altro per cimentarsi con un'esperienza nuova per lo scienziato, tutto è ben presto precipitato.

D'altra parte, che la presenza di Emiliano sia ingombrante per chiunque è cosa risaputa e mormorata in ogni corridoio dei palazzi regionali.

Possiamo girarci intorno con quell'ipocrisia che segna la politica frutto di mille compromessi, ma la sequenza di dimissioni, divorzi, incursioni in settori di non stretta competenza, mancato rispetto dei ruoli hanno costellato l'attività delle giunte regionali.

È accaduto (e accade) nonostante lo stesso presidente (in campagna elettorale) abbia più volte fatto ammenda dei propri errori. Per poi ricadervi.

La vicenda del farmaco preteso da Emiliano per curare un bambino malato di SMA (Atrofia muscolare spinale) è davvero l'ultima goccia. E il rischio di strumentalizzazione della vicenda in termini demagogici è molto alto e bisogna fare molta attenzione.

Da un lato si parla di un farmaco costoso (più di due milioni di dollari), ma se servisse a salvare davvero una vita non sarebbe il caso neanche di discuterne. Dall'altro, secondo le evidenze scientifiche, l'efficacia del medicinale ha bisogno di condizioni precise: diagnosi precoce ed età del paziente.

A quanto se ne sa il piccolo che, suo malgrado, si è trovato al centro di questa vicenda, non rientrerebbe in queste condizioni.

Il terzo elemento, estraneo alla vicenda "politica", è relativo al dolore dei genitori che, come farebbe ognuno tra noi, restano disperatamente aggrappati alla speranza. Meritano rispetto e solidarietà. Non c'è famiglia (purtroppo) che ormai non abbia vissuto il dramma di una malattia grave di un congiunto. È una fase terribile che mina psicologicamente il paziente e si propaga ai parenti. Qui è anche peggio, perché parliamo di un bambino e questo produce (anche in chi è estraneo) un dolore sordo, profondo, dettato dalla rabbia di ciò che consideriamo un'ingiustizia intollerabile.

Ma al netto di questa terribile e triste vicenda, il match tra Emiliano e Lopalco era arrivato all'ultimo round. L'assessore ha gettato la spugna e lo ha fatto con alcune righe senza alcun riferimento polemico apparente.

Il che dimostra quel che un po' tutti sapevamo: Lopalco, "approdato" alla Regione per la sua fama di scienziato, ha imparato in fretta l'"arte" della politica.

Nella sua lettera non c'è alcuno strappo e ha dato la stura per la replica di Emiliano che (ovviamente) lo ha invitato a ripensarci. Un balletto che, sebbene sia andato in scena mille volte, conserva i suoi passi fondamentali e una stucchevole ritualità.

La sanità pugliese, al di là di ogni propaganda, non gode affatto di buona salute. La gestione della pandemia è un capitolo buio sia in termini economico-finanziari sia in termini di strategia. Ci sarà modo di valutare numeri, analisi e parametri per capire cosa è davvero accaduto in Puglia, anche se magari gli attuali attori saranno migrati verso altre destinazioni. Il tempo è dalla loro parte.

Dicono che sullo sfondo ci siano divergenze tra i due per le nomine dei direttori generali delle Asl. È un errore. Infatti, non è vero che siano sullo sfondo, ma s in primissimo piano. Quelle nomine, al solito, sono frutto di accordi politici, ma si riverberano in modo pesante sulla gestione della sanità regionale. Così come il progetto di riforma del sistema di prevenzione. Minacce per un apparato i cui equilibri si reggono su incrostazioni e compromessi.

La sanità corre oggi un altro rischio enorme. Emiliano ha già giocato d'anticipo, affermando che non è previsto alcun rimpasto in Giunta. La delega alla sanità è tornata nelle sue mani. La storia recente, in questo caso, alla prova dei fatti, parla chiaro.


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