San Nicola? Per una volta lasciamolo in pace...

San Nicola, icona della fede? Sì, ma non basta. Il Santo è tirato da tutte le parti, al centro di progetti su cui investire per il futuro di Bari. Turismo religioso? Un po’ di tutto. Punto fermo dell’operazione per la candidatura citta capitale della Cultura 2022 (andata buca per la vittoria di Procida), idea per una statua di settanta metri e ora Totem allo scopo di intercettare i soldi del Recovery fund per finanziare un Parco divertimenti. Una specie di nobile Disneyland. Cosa seria è, inserita nella sezione Progetti Speciali nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza della Regione Puglia, dipartimento Turismo, Cultura e Valorizzazione del Territorio. Il piano, per la storia, è stato presentato a novembre al Governo, da trasmettere alla Commissione europea per il “Next generation EU” (Recovery Fund).

Nella fattispecie, l’intenzione è quella di «sviluppare un Sistema integrato nicolaiano che, a partire dalla valorizzazione e messa in rete dei siti di rilievo storico artistico dedicati a San Nicola (Basilica, Museo, Portico del Pellegrino) e delle tradizioni religiose e storico culturali nicolaiane, preveda la realizzazione di un grande Parco ludico culturale Nicolaiano presso la ex Stanic…». Insomma un maxi-pacchetto, in cui mettere insieme attività culturali, didattiche, laboratoriali, ricettive, commerciali e ludiche, «reinterpretando in chiave di economia culturale i tradizionali modelli dei parchi divertimento».

Evviva San Nicola portatore di benessere? A parte aspetti di etica religiosa, in cui non è il caso di entrare, la centralità del Santo nell’economia della città sembra eccessiva. Potrebbe addirittura essere controproducente perché i fedeli che arrivano da ovunque potrebbero non capire: per loro la fede è fede, legata alla tradizione.

Ovviamente, come era prevedibile, a Bari, è iniziato il dibattito tra “puristi” e “innovatori”, con la nascita di comitati. Fra l’altro, attorno all’ex Stanic, si ragiona da anni per destinazioni diverse, essendo un’area di ricucitura urbanistica fondamentale: si erano fatte le ipotesi “sede del Politecnico” e addirittura “Nuova Cinecittà d’Italia”.

La voce del popolo, il popolo del Corteo Storico, si fa sentire: «Ma è mai possibile che ci si debba infilare sempre San Nicola? La statua sul porto, la candidatura a Capitale della Cultura, adesso il parco divertimenti. Basta. Basta. È possibile che Bari non sia capace di esprimere nient'altro che il culto di San Nicola? Lasciamo in pace il Santo. Avast».

“Avast” ci piace. Il vernacolo è efficace. Il futuro di Bari deve seguire coordinate diverse. L’indirizzo monotematico fa acqua da tutte le parti.


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