Romito: "Il Sud paga le sue arretratezze"


L'analisi del presidente pugliese dei dirigenti scolastici non fa sconti

Dopo un anno intero di Dad, la Puglia e il Sud escono con le ossa rotte dal banco di prova della scuola in epoca Covid. Degli scenari presenti e futuri dell’istruzione parliamo con Roberto Romito, presidente della sezione pugliese dell’Anp - Associazione nazionale dirigenti scolastici e alte professionalità della scuola.

Il rapporto Invalsi boccia la didattica “a scelta” pugliese su tutta la linea…

Il problema non è tanto la Dad, ma la mancata frequenza a scuola. In Puglia e in Campania, rispetto ad altre regioni, si è fatto sì che i ragazzi non fossero presenti, nel nostro caso con l’escamotage del “fate voi” se pensate di essere a rischio. Ma quando i ragazzi stanno a casa e non a scuola la relazione educativa inevitabilmente perde qualità, tanto nei più bravi quanto nei più fragili. Soprattutto i diversamente abili avrebbero dovuto frequentare le lezioni in presenza, ma i genitori hanno preferito lasciarli a casa, potendo contare sulle ordinanze di Emiliano. Tutta l’Italia è indietro con gli apprendimenti, ma Puglia e Campania sono andate più indietro degli altri a causa della massiccia non presenza in classe.

Learning loss, dispersione scolastica, digital divide: la Dad ha acuito le differenze Nord-Sud?

Al Sud ci sono problemi sia per quanto riguarda le reti di comunicazione, sia per quanto concerne le disponibilità economiche delle famiglie. In molti non hanno in casa il wi-fi o i mezzi tecnologici; le scuole hanno fatto di tutto per integrare i deficit, ma le risorse a disposizione non sono bastate per tutti. In questa operazione, chi era già debole è diventato ancora più debole. Un discorso che ha afflitto tutta l’Italia, ma il digital divide ha contribuito ad ampliare le differenze Nord-Sud.

Si è parlato di digitalizzazione della scuola e di un personale docente anziano. Qual è il bilancio?

C’è stata una digitalizzazione forzata, perché il deficit di conoscenza informatica nella classe docente è molto elevato. In qualche modo, comunque, i docenti hanno tenuto botta. Ci sono, però, delle cose che online proprio non si possono fare, come il sostegno a un alunno autistico. Operazioni che hanno aggravato la posizione di questi studenti, in termini di perdita di relazione e di learning loss.

La prossima sfida sarà rientrare in classe al 100% in sicurezza. La strada è l’obbligo vaccinale?

Siamo in attesa delle decisioni politiche. Tutto è legato alla variabile dei trasporti e alla vaccinazione, da cui dipende la possibilità di evitare il distanziamento. Laddove serve, il vaccino obbligatorio è la soluzione. In Puglia siamo abbastanza avanti con l’immunizzazione del personale scolastico, ma in Italia mancano all’appello 200mila operatori sul totale di un milione. Il problema, poi, si trasferisce alla vaccinazione degli studenti, e difficilmente in tempi brevi avremo il 60% di ragazzi immunizzato, come indicato dal Cts. La Regione Puglia ha detto che le vaccinazioni per gli studenti partiranno il 23 agosto; difficile che si completi tutto entro il 20 settembre. Probabilmente si andrà a regime sotto Natale.

Concorsi: le prove a risposta chiusa sperimentate con lo Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) aiuteranno a coprire i posti vacanti?

Sicuramente velocizzano le operazioni e sono favorevole a questa soluzione; in tutti i concorsi pubblici la preselezione prevede prove a risposta chiusa. Dai primi riscontri, però, sembra che la preselezione dello Stem sia andata abbastanza male, ed è verosimile che non tutti i posti saranno coperti.

Sarebbe il caso di “ammorbidire” le prove?

Il deficit di preparazione è stato impietosamente messo a nudo dalle preselettive. Ammorbidire le prove non è giusto, perché bisogna garantire l’ingresso a chi possiede almeno le conoscenze disciplinari. Chiaramente la docenza non si limita a questo, perché ci sono le competenze didattiche che le preselettive non misurano. C’è da lavorare sulla preparazione dei docenti, con percorsi universitari dedicati; la questione viene da lontano, e finora si è fatto poco. È preoccupante che laureati in Matematica e Fisica trovino difficoltà in questo tipo di concorso.


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