Renzo Piano ci fa scoprire il valore delle periferie

Le periferie delle città, da quella raccontata da Pier Paolo Pasolini nelle sue opere a quelle raccontate con superficialità e a quelle non raccontate, ignorate... Esistono tante periferie, ognuna con una sua storia e con caratteristiche proprie, territori in cui quasi sempre prendono corpo fattori di dissociazione sociale. Un problema su cui discute da anni, con dibattiti senza seguiti concreti. Per fortuna, in un’Italia che parla troppo e opera poco, ogni tanto arriva in dono l’iniziativa del singolo, il virtuoso della Provvidenza. A beneficiarne in questo caso è Bari, scelta dall’archistar e senatore a vita Renzo Piano tra le tre città dove realizzare l’edizione 2022 del “progetto G124”, che ha come obiettivo appunto la riqualificazione delle periferie urbane.

Il luogo individuato, in sintonia con Comune e Politecnico, è un vuoto urbano nel quartiere San Paolo, un’area di circa cinquemila metri quadri in una zona del rione già oggetto dell’intervento del “Quartiere Museo” con la messa in opera di dieci opere murali sulle facciate di edifici popolari. Un altro tassello positivo, dunque, per il “San Paolo”, peraltro già candidato a un più ampio progetto di riqualificazione, nell’ambito del “Piano Periferie”, finanziato con 7,5 milioni di euro.

L’area per progetto G124 diventerà una piazza, una sorta di nuova agorà, luogo incontro per rinsaldare i legami con il territorio. Il gruppo di lavoro di Renzo Piano collaborerà con i docenti del Politecnico, Carlo Moccia e Francesco Defilippis, e con quattro architetti baresi, neolaureati, la cui borsa di studio è coperta dallo stipendio del senatore a vita.

Un senatore a vita che regala il suo stipendio agli studenti è da standing ovation, un gesto inconsueto in una nazione come la nostra, dove i politici badano solo alla voce incassi. Renzo Piano, un fautore del recupero del preesistente, innamorato anche dei borghi, è un professionista che coinvolge e, per i suoi “lavori di rammendo”, solleciterà un percorso di partecipazione civica per una trasformazione condivisa di quel pezzo di città. Bellissimo: il dialogo aperto con i residenti è la strada giusta per il risorgimento delle periferie.

Terminata la fase di progettazione, toccherà al Comune finanziare le opere. E Decaro, invece di borbottare (i bilanci per le Amministrazioni locali sono sempre da far quadrare), felice, ha ringraziato Renzo Piano: «Ci ha dato l’onore di scegliere Bari (insieme a Napoli e Rovigo) per questo progetto di rammendo urbanistico in una periferia che, con la piazza, avrà la location per socializzare».

“Scortesemente”, una tantum, è diventata “Cortesemente”: in tempi grigi, come quelli che viviamo, una notizia positiva è come una boccata di ossigeno.


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