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"Quest'anno per San Nicola un pellegrinaggio per la pace"

C’erano uomini e donne in preghiera. C’erano occhi azzurri come il cielo in adorazione al Santo con la pelle scura che ha abbracciato per secoli occidente e oriente. C’erano charter che arrivavano nel capoluogo pugliese e voli di linea provenienti da Mosca. Ad accompagnare i fedeli russi nel loro pellegrinaggio di fede, c’erano i rappresentanti del Patriarcato di Mosca. A dicembre e a maggio, occidente e oriente, cattolici e ortodossi, si abbracciavano qui a Bari in nome di San Nicola. Un’unione che ha radici antichissime e che negli anni si è consolidata. Ne è testimonianza la Chiesa Russa nel cuore del quartiere Carrassi, costruita per volere dello Zar Nicola II per accogliere i pellegrini che venivano a Bari per venerare il Santo Patrono. Nel 1998 l'amministrazione comunale barese guidata da Simeone Di Cagno Abbrescia, siglò un accordo con il Patriarcato di Mosca con cui venne concessa alla Chiesa Russa Ortodossa di usufruire di una parte dei locali di proprietà comunale. Una amicizia che lentamente si è fortificata: nel 2003 il presidente russo, Vladimir Putin, donò una statua di San Nicola, installata sul piazzale antistante la Basilica del Santo a Bari vecchia.
Poi il 22 febbraio scorso, l’inizio della guerra. Una guerra che ha tolto il respiro e che ha inevitabilmente raffreddato un processo di scambio e di amicizia. I voli da e per Mosca non partono più. “Vogliamo riportare il Festival dell’arte pugliese a Mosca in occasione della celebrazione di San Nicola, l’8 dicembre”. È questa la proposta di Rocky Malatesta che si dedica da anni ai rapporti istituzionali, culturali, turistici ed economici tra la Puglia, l'Italia e la Russia attraverso l'attività del CESVIR (Centro economia e sviluppo Italo Russo). Malatesta non ha dubbi: “Abbiamo il dovere, attraverso il Santo di Myra, di rendere omaggio a tutto il popolo ortodosso. Faremo in modo di riportare il nostro Festival nella capitale russa anche quest’anno. Perché proprio in questo momento abbiamo il dovere di portare un messaggio di pace ai nostri fratelli ortodossi”. L’arte pugliese è arrivata a Mosca per la prima volta nel 2000. Un omaggio a San Nicola che ha sancito, in un più di un decennio, il legame fra la chiesa ortodossa e la chiesa cattolica. Un legame che ora rischia di congelarsi. Così come i rapporti con la comunità russa che vive qui a Bari. “Le famiglie russe che vivono qui – spiega il Console onorario della Federazione russa, Michele Bollettieri – vivono un momento di disagio. Le notizie che arrivano ogni giorno dall’Ucraina fanno male. Male ai rapporti con la nostra città. In altre parole – insiste - la comunità russa soffre della conseguenza della guerra”.

“In occasione della festa di San Nicola – sottolinea Bollettieri – dobbiamo stringerci tutti insieme in preghiera per la pace. Qui a Bari abbiamo una storica testimonianza dell’amicizia con i fratelli russi. Dobbiamo continuare il nostro percorso di costruzione. Non dobbiamo permettere che questa guerra distrugga i ponti costruiti in questi secoli. Bari è - e vuol essere - il luogo di unione tra i popoli. Non deve perdere questo ruolo”. D’altronde qui a Bari vivono Irina, Katerina ed Elena. Sono nomi di fantasia. Non hanno voglia di parlare. Gli occhi sono bassi. Sono in Italia da tanti anni. Hanno famiglia qui. Figli che frequentano le nostre scuole. Pregano il Santo di Myra, svolgono attività nella Chiesa russa. “Noi non c’entriamo nulla con la guerra. Per noi gli ucraini sono sempre stati fratelli. I russi non sono tutti dei mostri”. C’è l’amarezza e c’è anche la preoccupazione. Per le famiglie lontane e per quanto stanno vivendo. “Ci sono tanti russi che non vogliono questa guerra”.
Intanto Bari si prepara a celebrare il Santo patrono. “Festeggiare San Nicola per la comunità barese è sempre motivo di grande gioia – racconta Giovanni Distante, priore della Basilica di San Nicola - una forte emozione che si rinnova il 6 dicembre nella festa liturgica del Santo, il 9 maggio nell’anniversario della Traslazione delle sue reliquie da Mira nel 1087. Anche se durante il lungo periodo della pandemia sono stati soppressi i festeggiamenti esterni, sia a maggio che a dicembre – prosegue - non si è affievolito l’amore della Città per il suo Santo Patrono. Le prossime festività saranno vissute all’insegna delle nostre sane tradizioni: aiutano a meglio vivere e crescere moralmente e socialmente. Penso particolarmente alla grande affluenza di fedeli e devoti in Basilica alle prime ore dell’alba del 6 dicembre. Mi auguro che sia vissuta da tutti, piccoli e grandi, come un pellegrinaggio di pace! Lasciamoci prendere per mano da San Nicola. Mai come in questi tempi necessita guardare alla pace, senza lasciarsi soccombere dalla guerra.

E per quel che riguarda la partecipazione della comunità russa alla celebrazione del Santo, Padre Distante è ottimista: “Per le prossime festività prevediamo una consistente presenza di pellegrini russi, nonostante le attuali sanzioni per la guerra impediscono di raggiungere Bari in aereo direttamente dalla Russia. È tradizione – prosegue - che il Patriarca di Mosca, in occasione delle festività nicolaiane invii a Bari un suo delegato. L’auspicio è che possa presiedere le celebrazioni del prossimo 19 dicembre Sua Eminenza il metropolita Antonij, nuovo Presidente degli Affari Esterni del Patriarcato di Mosca succeduto nel mese di giugno al Metropolita Hilarion.

Anche da Bari e dalla sua Basilica, arriva chiaro un messaggio di pace. “Mi ricollego al colloquio in videoconferenza di papa Francesco con il patriarca Kirill sottolinea padre Distante - il 16 marzo 2022. È dovere di ogni cristiano e dei loro pastori ‘fare di tutto’ nello ‘sforzo di aiutare la pace, di aiutare chi soffre’ e di fermare la guerra perché ‘chi paga il conto della guerra è la gente’. Non si può essere operatori di pace senza il nostro metterci in gioco nella visione evangelica delle “Beatitudini”, che richiede scelte coraggiose, anche controcorrente. San Nicola, venerato e amato nell’Oriente e nell’Occidente cristiani, ricorda e insegna che soprattutto in tempi di guerra e di disordini sociali, la nostra fede in Cristo va vissuta in sintonia con i valori di giustizia, unità e pace; valori che San Nicola – conclude - ha salvaguardato in vita come pastore della Chiesa di Mira e che vuole continuare a difendere e proteggere insieme con noi oggi, come nostro comune Patrono e Protettore”.

L'8 DICEMBRE TORNANO

Torna giovedì 8 dicembre 2022, al Teatro Petruzzelli lo spettacolo “Le Strade di San Nicola”. Uno show con artisti di fama nazionale che si alterneranno sul palco nel nome della solidarietà. Con la Direzione artistica di Fabiano Marti si esibiranno Raphael Gualazzi, Fausto Leali e il componente degli Articolo 31, Dj Jad in duo con Wlady, i comici Massimo Bagnato e Vincenzo Albano. La serata sarà presentata da Mauro Pulpito e Alessandra Bucci.

“Le Strade di San Nicola” è un progetto benefico che si ispira al Santo di Myra, protagonista di numerose leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Un progetto da sempre orientato all’altruismo e alla beneficenza. Un evento unico che resti sempre nella memoria di chi vi assiste e, soprattutto, di chi, grazie ad esso, potrà sentir nascere un nuovo sorriso.

Il ricavato ogni anno viene interamente devoluto ai progetti benefici che sono stati individuati attraverso le associazioni confederate. Perché “Le strade di San Nicola”, in un modo o nell’altro, porta sempre ai cuori dei più bisognosi. Nel corso di ogni edizione vengono celebrate due eccellenze nazionali. Il punto più alto dello show è infatti costituito dall’assegnazione del Premio “Le Strade di San Nicola” che viene conferito ad una personalità che si è distinta per generosità e sostegno ad iniziative solidali. Verrà inoltre consegnato ad un grande-giovane artista del nostro territorio il premio “Le Strade di San Nicola ART”.

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