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Quasi, quasi festeggio le tante teste di... zucca

L'avverbio “quasi” ha trovato casa stabile in Italia. E ovviamente in Puglia. È quasi politica, è quasi lavoro, è quasi onestà, è quasi senso civico, è quasi sanità, è quasi cultura, è quasi green, è quasi etica. Una sequela di “quasi” che scandiscono la vita di ogni giorno. Una pezza qua, una pezza là. Ma il vestito resta un “quasi vestito”.

Governo con maggioranza e opposizione in eterni duelli (quasi sempre vuoti), esponenti di Enti e Istituzioni (da noi, eletti con quasi voti) arrestati, automobilisti (quasi patentati) che investono e uccidono, gente che dà di testa (ahi, i quasi servizi sociali), pandemia per alcuni vera (per altri quasi vera), il verde quasi verde…

A tutti questi “quasi”, si è aggiunto il… dramma Halloween, colpa del clima impazzito del 2022 - fra nubifragi, grande caldo, grandinate e siccità - circostanza che ha tagliato del quindici per cento la produzione delle zucche made in Italy che, per varietà e qualità, tra le migliori al mondo.

La Coldiretti Puglia ha esposto il bilancio in rosso, in occasione del “Zucca day” che si celebra nei mercati di “Campagna Amica” a Brindisi e a Lecce, con lezioni di intaglio delle benemerite zucche da sacrificare per Halloween. Tra esposizione delle “sculture” (povere zucche violentate) e consigli culinari dell’Aagrichef, la Coldiretti ha anche reso noto che l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera all’Iva ridotta al quattro per cento per le “streghe” di Halloween a una condizione: utilizzo delle zucche da cucina, ossia zucche ambivalenti, da trasformare in maschere da paura e da mangiare. Un escamotage per il bene dell’umanità. Niente agevolazioni, al contrario, per l’uso delle zucche ornamentali, non commestibili, ma rigorosa aliquota del ventidue per cento. Ovviamente, è stata corsa all’acquisto dell’ortaggio più grande del mondo con il prezzo medio oscillato tra 1,5 a 2 euro al chilo.

Cosa dire? Siamo un popolo che ama le feste, anche quelle importate. E non sono soltanto bambine e bambini, ragazze e ragazzi a fare baldoria. Ci sono nello stesso tempo i grandi, diventati pure artisti, alla faccia delle povere zucche. E ci sono pure i poeti o le poetesse come Jolanda Restaino: “C’era una zucca tanto carina / Sopra il ripiano della cucina / Che si annoiava di noia noiosa / Ché pur essendo allegra e curiosa / là sulla mensola a quell’altezza / il tempo era solo tedio e tristezza. / Poi un bel giorno di ottobre inoltrato / provò un sussulto e il cuor fu turbato; / sentì una forza arrivare dall’interno, / dentro la polpa scatenò l’inferno: / ruppe la scorza, si spezzò un sogghigno, / si aprì un sorriso un poco maligno; / spalancò gli occhi luminescenti / pronti agli sguardi più fosforescenti! / Ora era zucca da battere i denti / pronta alla notte dei morti viventi: / mai più la noia e il tedio infin / ora era zucca per Halloween! “.

Scusate per la nostra evasione: serviva per quei tanti “quasi”. A nome della Restaino, chiediamo scusa a Leopardi e a Montale.


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