Più libri e focacce una ricetta per essere migliori

In una società consumistica, quello che siamo dipende da cosa consumiamo.

E la fotografia scattata ai consumi del 2020, l’anno del Covid, ci restituisce un cambiamento nelle abitudini degli italiani abbastanza particolare. Se la maggior parte degli aspetti è scontata, c’è anche qualche risultato sorprendente.

I dati quantitativi, com’era prevedibile, sono tutti in pesante calo.

L’immagine complessiva è quella di uno sfacelo consumistico: dalle tabelle di Eurostat, che segnalano -1.700 euro di consumi a testa, ben al di sotto della media europea che si attesta a -1.000, ai conti dell’Istat che segnalano come i consumi delle famiglie italiane siano tornati ai livelli del 1997, con un crollo della spesa del 12,3% rispetto al 2019. Per quanto riguarda i macro-settori, sono tutti in calo, l’unico che registra un incremento (+2,8%) è l’alimentare. E non potrebbe essere altrimenti, visto che gli italiani, chiusi in casa e senza bar e ristoranti, si sono esibiti in quantità abnormi di manicaretti di tutti i tipi, dalle torte alle focacce, proseguendo per primi e secondi piatti fra la tradizione e ricette esotiche. Da segnalare il +7,6% della quota di reddito familiare destinato al risparmio, anche questo un sintomo scontato della preoccupazione per il futuro.

Per il resto un pianto unico, dal -40,5% di spesa per alberghi e ristoranti, al -26,8% per i trasporti, dal -23,2% per ricreazione e cultura, al -20,1% per vestiario e calzature. E ci fermiamo qui perché sarebbe inutile continuare con i segni negativi.

Ma in questo scenario di sangue, sudore e lacrime ci sono alcuni comparti che mettono a segno risultati positivi, e anche di un certo rilievo. Sono quelli legati alla trasformazione tecnologica della casa, tra scelte forzate, funzionalità e comfort. L’Information Technology ha fatto registrare un +29,6%, i piccoli elettrodomestici un +13,9%. Tutta colpa dello smart working e della didattica a distanza. Ma non solo necessità, anche funzionalità e benessere casalingo, si spiegano così il +32% dei congelatori e il +38% dei wine cabinet, quella specie di cantine refrigerate per tenerci dentro i vini.

Insomma, se proprio dobbiamo stare in casa, meglio starci bene. Per chi può permetterselo, perché di contro c’è l’aumento vertiginoso dei livelli di povertà. Senza dimenticare una “questione meridionale” anche nella spesa media delle famiglie che, se al Centro-Nord è di 2.500 euro al mese, al Sud è di 1900 euro. Ma qui bisognerebbe citare la storia del pollo di Trilussa per spiegare le statistiche: “Se io mangio un pollo e tu non lo mangi, per la statistica abbiamo mangiato metà pollo a testa”.

Un ultimo dato molto interessante dimostra come la tecnologia, contrariamente a quello che si crede comunemente, può anche aiutare qualche prodotto cosiddetto “maturo” a trovare nuova vita. Si tratta, in particolare, del libro. Durante i primi tre mesi del 2021, infatti, la vendita dei libri ha registrato un incremento del 26,6%. E il 91% dei libri è stato acquistato online. Non solo, l'editoria indipendente, cioè le piccole case editrici non legate ai grandi gruppi editoriali, è cresciuta del 34%.

Crescono, finalmente, anche i lettori. Nel 2020 il 61% degli italiani, d’età compresa tra i 15 e i 74 anni, era considerato un assiduo lettore, contro il 58% dell’anno precedente. Certo, se aumentano le vendite on line, diminuiscono quelle nelle librerie e nelle grande distribuzione. La sfida, in questo caso, sta tutta nella diversificazione dei servizi, copiando in parte anche quello che accade per le piattaforme di vendite on line.

Dunque, se siamo quello che consumiamo, un libro inserito tra una focaccia e un sushi, non potrà che renderci migliori. E sappiamo quanto ne abbiamo bisogno. Di essere migliori.


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