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Per i lampioni sul lungomare l'assessore torna a promettere

Questa è la storia di un lampione. Un lampione solitario, montato dinnanzi all’ingresso monumentale della Fiera del Levante. Il lampione è solo da un anno e non certo per sua volontà. E neanche per volontà dei cittadini che - almeno per questa volta - non sono colpevoli. Ma cerchiamo di capire cosa è successo.
Il 13 aprile del 2021, quasi un anno fa, è stato montato il primo lampione ornamentale sul lungomare Starita (a San Cataldo, per intenderci). Il primo di quaranta candelabri previsti da un vecchio appalto che risale a cinque anni fa, il cui procedimento è stato più volte interrotto e condizionato da controversie che ne hanno impedito la regolare esecuzione. L’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Galasso, in quell’occasione spiegò che si trattava - appunto – di uno dei quaranta prodotti dalla ditta appaltatrice sulla base di un calco appositamente realizzato sul modello di quelli storici presenti sul lungomare monumentale, in modo da renderlo fedele per dimensioni, forma e decorazioni. Il prototipo – disse allora l’assessore – sarebbe stato valutato nei giorni successivi dai tecnici comunali, al fine di verificarne la corrispondenza qualitativa, dimensionale e geometrica rispetto alle specifiche tecniche poste a base di gara. In altre parole, l'amministrazione comunale decise di montare solo un esemplare dei quaranta realizzati per poterne osservare le caratteristiche. Se la qualitativa rispetto ai materiali utilizzati e ai dettagli del lampione fosse risultata positiva, a seguito dei controlli dei tecnici, il resto della fornitura sarebbe stato montato da un'altra azienda tramite un nuovo differente appalto.
"Ancora un po' di pazienza – disse Galasso - e potremo porre fine a questo appalto con il completamento dell'installazione dei candelabri ornamentali su questo tratto di lungomare, dove originariamente erano stati installati per poi essere spostati sul tratto di lungomare monumentale Crollalanza".E, in nome della pazienza, sono passati giorni, settimane, mesi. Quasi un anno. A quanto pare di pazienza ce ne vuole ancora. E tanta. Di fatto ad oggi il modello prototipo è rimasto solo. Ad essere stati predisposti nei primi mesi di lavorazioni dell'appalto, invece, sono stati i basamenti in pietra, che dovrebbero ospitare il montaggio dei restanti lampioni (condizionale d’obbligo). Quella del lampione solitario è una cantilena che si ripete: sono tanti i cittadini che, riferendosi ai tempi dell’inaugurazione del primo lampione, ricordano che dell’illuminazione promessa sul lungomare assieme al decoro non ve ne è traccia.
Sono passati quasi sei anni da quando il Comune di Bari aveva promesso un progetto di ristrutturazione complessivo dei muretti e dei lampioni ornamentali del lungomare di San Cataldo, all’altezza della Fiera del Levante. Già nel 2017 veniva annunciato l’inizio dei lavori per l'installazione dei lampioni. Foto di operai al lavoro e solite prime pagine, annunciavano la realizzazione dei basamenti in pietra sul lato mare. Con una promessa: gli interventi sarebbero durati altre due settimane, dopodiché sarebbero stati posizionati i classici ed iconici candelabri in ghisa, simbolo della città. Insomma, il cantiere sarebbe stato chiuso per aprile di quell’anno con una certezza: “Questo tratto di lungomare, uno tra i più belli della città, vista la cornice di sfondo dell’ingresso monumentale della Fiera del levante sarà finalmente arricchito dalla suggestione dei famosi candelabri ornamentali che sono un tratto identitario dell’immagine di Bari". Nei fatti di quel progetto sono stati realizzati solo muretti e attacchi elettrici. Per anni è rimasto tutto fermo fin quando nell’aprile del 2021 è stato montato un lampione con l’intento di fare arrivare presto anche gli altri 39 che, però, non sono mai arrivati. A distanza di undici mesi finalmente il Comune ha sbloccato la situazione.
I ritardi ad onor del vero non sono dipesi dall’amministrazione, ma dalla revoca dell’appalto alla ditta che aveva svolto i lavori, a causa di una interdittiva che riguardava però una altra città, precisamente Roma. Dopo lo stop dei lavori, per i quali sono stati stanziati due milioni e mezzo di euro, sono cominciati i ricorsi, le carte bollate, per arrivare alla risoluzione del contratto. Ma questo non è bastato. Perché il produttore dei candelabri aveva già realizzato i lampioni, prima della risoluzione del contratto. Di fatto il Comune avrebbe potuto prenderseli. Il problema è che il produttore aveva espresso perplessità in merito alla cessione dei candelabri alla precedente ditta. In poche parole, il Comune ha effettuato un ulteriore approfondimento. Nell’aprile del 2021, l’amministrazione ha fatto installare il primo dei quaranta lampioni ornamentali e ha fatto con i tecnici ulteriori verifiche. Nelle intenzioni del Comune c’è anche la volontà di risistemare tutti i lampioni ornamentali del lungomare a sud e a nord di Bari, che rappresentano il simbolo della città. Sono circa duecento e molti si trovano in pessime condizioni: vetri rotti, senza lampadine, senza bracci di ferro o arrugginiti. Stanno letteralmente cadendo a pezzi e la semplice manutenzione ordinaria non è abbastanza. Numerosi i cittadini che anche sui social hanno denunciato le condizioni in cui versano i lampioni, soprattutto sul lungomare Nazario Sauro.
L’intenzione del Comune è quella di sviluppare una progettazione complessiva con interventi di due tipi: uno sulle lampade, sostituendole anche con led per ottenere risparmi energetici, e l’altro di tipo manutentivo vero e proprio. Al momento, però, non ci sono fondi per realizzare questo progetto, ma l’intenzione c’è ed è quella di avviare presto questa progettazione, in modo da ridare lustro ad uno dei simboli della città di Bari. Insomma, le intenzioni ci sono perché effettivamente ci sono tratti di lungomare in cui il simbolo della città sono deturpate da usura e vandalismo.
Intanto procedendo per gradi, non resta che attendere il via libera per proseguire con il montaggio degli altri 39 lampioni sul lungomare Starita. L’assessore Galasso assicura che entro la fine del mese i lavori cominceranno e che per la fine l’estate del 2022 la storia dei lampioni sarà chiusa. Se così fosse sarebbero stati necessari sei anni circa per montare quaranta lampioni. Ma considerando ciò che è successo per altri cantieri della città, poteva andare anche peggio.

Una storia lunga un secolo

Sono i simboli di Bari: immortalati in cartoline, fotografie e dipinti d’autore. Sono i 197 lampioni del lungomare, che attraversano i tre chilometri di strada che vanno dall’entrata del Porto sino a Pane e Pomodoro. Dopo la loro realizzazione tra gli anni 20 e 30 vennero completamente smantellati durante la guerra per poi essere rimessi al loro posto negli anni Cinquanta. A partire dal 1962 furono oggetto di riqualificazione: le lampade sferiche vennero sostituite con quelle cilindriche che conosciamo oggi. I lampioni, in ghisa nera, furono installati durante la costruzione del lungomare cittadino voluto da Araldo di Crollalanza, podestà della città prima e ministro del governo Fascista dopo. I baresi potettero godere del nuovo lungomare solo per poco tempo: durante la Guerra l’industria bellica fece man bassa di tutto ciò che era composto di metallo. Bisognava costruire armi per far fronte al nemico e così i lampioni vennero smantellati e la strada costiera dovette rimanere “spoglia” sino al termine del conflitto mondiale. Nel 1949, grazie all’allora sindaco Vito Antonio Di Cagno, si decise però di avviare una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari al ripristino degli amati lampioni. Ne furono subito costruiti 21, anche ci vollero poi una decina d’anni per veder completati gli altri 176.

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