Per i regali non c’è solo l’e-commerce


“So che Babbo Natale è anziano ed è pericoloso andare nelle case, ma spero che per lui si possa fare una eccezione”. A novembre, all’indomani della divisione dell’Italia in colori, Tommaso Z. di Cesano Maderno – bambino di 5 anni – scriveva al Primo Ministro Giuseppe Conte chiedendo, legittimamente, come Babbo Natale avrebbe potuto viaggiare a Natale essendoci tutte queste restrizioni. 

Una richiesta così ingenua tanto spiazzante, alla quale il Premier ha risposto che Babbo Natale gode di una speciale autocertificazione internazionale che gli permette di raggiugere tutti i bambini buoni, in qualsiasi parte del mondo si trovino. 

In particolare quest’anno Babbo Natale si avvarrà – ancora di più - di elfi molto speciali: quelli impiegati da Amazon. Con oltre 250mila dipendenti sparsi per il mondo e oltre 3,7 milioni di prodotti spediti al giorno, il colosso statunitense fondato negli anni Novanta da Jeff Bezos non conosce crisi che tenga; come il Rio delle Amazzoni, dal quale prende il nome, la piattaforma online è una immensa “fonte” di prodotti – dalla cucina, all’Hi-Tech, passando per l’editoria, capi d’abbigliamento e giardinaggio fino alla vendita di software e valigeria - dove è possibile acquistare davvero di tutto, dalla A alla Z (come sottolinea subdolamente la freccia diventata il simbolo).

E in tempo di pandemia Amazon ha nuovamente confermato i suoi numeri: mai fermatasi, neanche tra marzo e giugno, ha continuato ad effettuare le sue consegne a discapito di tutta l’economia locale non ancora provvista di e-commerce. Un trimestre con un introito di 5,2 miliardi di dollari, tale dal raddoppiare quello giudicato “standard” nello stesso periodo dell’anno precedente. Un record che rischia di essere nuovamente battuto con l’acquisto dei prossimi regali di Natale. E poco importa delle accuse di sfruttamento dei suoi dipendenti e della richiesta – fatta da Amnesty International – di lasciare ai propri dipendenti la possibilità di organizzarsi in un sindacato. Per tutto dicembre si continuerà a lavorare, con un incremento di 300 dollari lordi in busta paga a coloro che danno disponibilità dal 1 al 31 dicembre. Una decisione presa dopo la mobilitazione globale “Make Amazon Pay” per la tutela dei lavoratori e che ha spinto l’e-commerce a dare una gratifica ai suoi dipendenti a causa del lavoro straordinario a cui sono costretti. Una decisione che ha aumentato le critiche, essendo la gratifica meno di un decimo dell’incremento totale dei guadagni avuti grazie alla pandemia da Covid19. 

Una situazione rosea che però non si riflette sull’economia locale, già sfiancata dal primo lockdown. Secondo i dati forniti da Confcommercio dopo un debole recupero delle vendite registrato durante il periodo estivo, la seconda ondata della pandemia, unita alle nuove restrizioni, ha nuovamente deteriorato la situazione economica. A essere maggiormente colpiti, i settori dell’abbigliamento e delle calzature (quest’ultimo con un calo previsto di un terzo nelle vendite) mentre i prodotti legati alla tecnologia come computer e cellulari (complice anche l’attivazione dello smartworking, con conseguente usura dei dispositivi), hanno visto un aumento delle vendite. 

Prezzi più bassi, minor dispendio di tempo e feedback sui prodotti, oltre che possibilità di rimborso in caso di reso, sono le motivazioni che spingono il consumatore a preferire l’acquisto in rete, oltre alla sensazione di maggior sicurezza rispetto alla possibilità di contrarre il Covid19. 

Una tendenza, quella di acquistare in rete, che sta inglobando anche i generi alimentare e che ha spinto la Coldiretti Puglia, in collaborazione con Terranostra, all’avvio della campagna “regali contadini”. 

Un’idea innovativa per regalare una degustazione e una esperienza negli oltre 870 agriturismi pugliesi e per cercare di coprire un buco da oltre 50 milioni di euro, causato dal blocco del turismo e dal divieto di spostamento durante il periodo natalizio. 

Già da novembre, in occasione del Black Friday e del Cyber Monday, sono partite campagne di sensibilizzazione per spingere ad acquistare dalle attività di prossimità. 

“I regali quest’anno non arrivano da lontano, perché Babbo Natale è sotto casa” è il claim della campagna promossa da Confcommercio “Compro sotto casa perché mi sento a casa” per spingere i consumatori a sostenere le piccole realtà locali. Non sono poche le attività che hanno sviluppato piattaforme per la vendita on line, anche grazie al supporto dei social come Facebook e Instagram che hanno inserito la sezione “shop” nei loro aggiornamenti, dando la possibilità agli account registrati come “attività commerciali” di mettere letteralmente in vetrina i propri prodotti. 

Acquistare dal negozio di quartiere non significa soltanto salvaguardare la nostra economia e quindi posti di lavoro: vuol dire anche acquistare dopo esser stati guidati da persone competenti ed entusiaste, e non attraverso una serie di numeri freddi che compongono l’algoritmo. 

Comperare su internet non è il male. Ma in un periodo come quello che stiamo vivendo, la solidarietà e l’empatia verso l’altro è una delle prime armi per sconfiggere la malattia. e quale occasione migliore delle feste natalizie? Magari chiedendo a Babbo Natale di fare i suoi acquisti in loco. In fin dei conti, in questo modo risparmia anche il costo di farsi spedire i pacchi al Polo Nord. 


Prodotti tecnologici e sportivi: vero boom

Dicembre non è solo il mese dei regali di Natale. È anche il periodo in cui si iniziano a tirare le fila dell’anno appena trascorso e a stilare i primi bilanci. In un anno come questo 2020, segnato dalla pandemia da Covid19 e da un boom nelle vendite online, tra i prodotti maggiormente venduti poteva non esserci al primo posto i prodotti tecnologici. Personal pc e telefonini, ma anche tablet, stampati e accessori – complice lo smartworking e la didattica a distanza – sono stati in assoluti i prodotti più visualizzati e acquistai sulle piattaforme di e-commerce. A seguire (e al contrario di quello che è accaduto nei negozi in presenza) , l’abbigliamento e le calzature soprattutto durante il primo lockdown durante il quale tutti gli esercizi commerciali non indispensabili hanno chiuso. Una impennata tra le vendite, è stata registrata anche per l’attrezzatura sportiva: dai bilancieri ai pesi, sino alle cyclette passando per elastici e materiale vario sono stati presi d’assalto da chi non ha voluto rinunciare al proprio benessere fisico anche con le palestre chiuse. Acquisti che però hanno anche fatto salire vertiginosamente il numero di truffe. Per questo il Codacons ha stilato un vademecum di 10 regole per aiutare il consumatore durante l’acquisto: dal verificare l’autenticità del sito e della modalità di pagamento, sino al controllo dei feedback presenti. Senza dimenticare il dato più importante: la scontistica. Se è troppo elevata, potrebbe essere un campanello d’allarme.

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