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Nel primo "annuncio" partenza nel 2020

La vicenda dell’istituzione del 112, il Numero unico di emergenza in Puglia, ha ormai oltre tre anni. Disposta nel 2019, doveva essere inizialmente tutto pronto prima per l’anno dopo e poi per la scorsa estate. Invece, siamo di fronte ad uno slittamento di almeno un anno, se tutto andrà per il verso giusto. La prossima scadenza è insomma l’estate 2023.

Si tratta di un servizio estremamente moderno, assimilabile in qualche modo al celebre 911 statunitense. Dovrà unificare le linee telefoniche delle forze dell’ordine ed i servizi di emergenza.

In realtà è l’Italia ad essere in forte ritardo, se è vero che la decisione dell’Unione europea di istituire il numero unico è datata 1991. L’obiettivo era renderlo operativo entro il 2008, ma nel nostro Paese attualmente è attivo in dieci regioni su venti e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

In sostanza, invece di comporre numeri diversi a seconda delle esigenze (oggi, ad esempio, facciamo 113 per la polizia, 112 ma per chiamare i carabinieri, 115 per i vigili del fuoco, 117 per la Guardia di Finanza e 118 per l’emergenza sanitaria), basterà comporre un solo numero, spiegare la richiesta e sarà l’operatore del Cur (Centrale unica di emergenza), dopo una veloce valutazione, a indirizzare il richiedente.

Quello degli operatori è un altro nodo che attende di arrivare al classico pettine. Sono 760 coloro che sono stati ritenuti idonei nella lista pubblicata (in ordine strettamente alfabetico) lo scorso 25 gennaio. Dal 9 febbraio, secondo quanto comunicato, doveva cominciare l’istruttoria per definire la graduatoria ed individuare i 126 operatori telefonici che devono essere assunti a tempo indeterminato nelle tre sedi di Bari, Foggia e Campi Salentina. Ma da allora, nessuna notizia.

Va detto, a titolo di cronaca, che il concorso (organizzato dal Formez) fu accompagnato da qualche polemica. Inizialmente perché i requisiti richiesti erano la licenza media e la certificazione informatica Ecdl/Eipas. Per molti troppo poco. Bandito il 24 settembre 2021, si tenne il 13 e 14 dicembre a Bari, Foggia e Lecce. Dodicimila le domande arrivate, poco più della metà si presentarono per sostenere la prova e in 760 vennero dichiarati idonei. Il 13 gennaio scorso si tenne però una prova per sole 4 persone (a dicembre in isolamento causa Covid) sebbene il bando non lo prevedesse. In ogni caso, la graduatoria non c’è. Non è chiaro se per prendere tempo rispetto al fatto che i tempi sono slittati o per altri motivi.

Al di là di tutto, si tratta di un compito gravoso quanto importante, che richiede competenze specifiche nella gestione della chiamata, compresa ad esempio l’attivazione di una audio-conferenza per l’eventuale conversazione in lingua straniera attraverso il servizio di interpretariato multilingue. Così come fondamentale risulterà la raccolta in tempo reale dei dati relativi all’identificativo, oltre a localizzare la chiamata e a compilare la scheda con l’inserimento delle informazioni acquisite nel corso della telefonata. Il tutto deve poi essere passato, con i maggiori dettagli possibile, alla centrale operativa di secondo livello che deve intervenire.

E, giusto per non farci mancare niente, aggiungiamo che a fronte di queste responsabilità che potrebbero salvare la vita della gente, nel progetto economico iniziale la formazione del personale non era stata prevista. Successivamente è stata finanziata per 200mila euro. Ovviamente comincerà non appena si avranno certezze sulla graduatoria e su chi ancora potrà essere assunto, se nel frattempo non avrà trovato un altro lavoro.

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