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Mondiali di calcio: in campo la nostalgia

Com'è noto agli sportivi (e non solo), il campionato mondiale di calcio più strano della storia è alle porte. Si disputerà praticamente sotto Natale, mentre eravamo abituati alle partite da vedere con amici e parenti in piena estate. Davvero singolare.

Il tutto perché i Mondiali quest'anno si giocheranno in Qatar, destinazione che tanto ha fatto discutere negli anni scorsi. Non solo per le problematiche di gestione legate ai campionati nazionali - doverosamente da sospendere per l'occasione -, soprattutto per le scarse certezze su democrazia e lotta alla corruzione provenienti dal Paese asiatico. Tant'è, però: Mondiale a novembre-dicembre e buonanotte al secchio. Notte che c'entrerà, tra l'altro, non poco, se alcune partite saranno trasmesse a tarda sera, per il fuso orario. E dunque, magari cambierà qualche rito in base alla stagione in cui il Mondiale si giocherà. L'attesa, il fascino per una competizione così importante, la curiosità circa proprio l'organizzazione del Qatar. Dimenticavamo l'elemento più importante e critico per il calcio italiano: l'assenza della Nazionale azzurra ai Mondiali, nemmeno tanto una novità, ahinoi, considerata la non partecipazione anche all'edizione 2018. Incredibile smacco, mai successo nella storia. Toccherà allora guardarlo, il Mondiale, senza italici patemi, chissà forse provando simpatia per qualche particolare squadra, magari sfavorita e tra le compagini non di eccellenza. C'erano tempi invece in cui il calcio italiano nel suo complesso seppe, eccome, farsi rispettare. Italia '90, l'indimenticabile Mondiale (XIV edizione) giocato negli stadi dello Stivale: un momento importante per la storia dello sport e del calcio in Italia.

Anche a Bari si giocarono diverse partite di quel torneo, così storico e decisivo. L'Italia arrivò terza e questa posizione la concretizzò proprio al San Nicola. Ma andiamo con ordine. Perché il San Nicola e perché Bari? Nella città capoluogo della Puglia ebbero sede diverse gare di uno dei gironi della prima fase del campionato del mondo: esattamente il gruppo B, composto da Argentina, Urss, Camerun e Romania. Si sperimentava così finalmente, dopo tre anni di lavoro, il grande stadio progettato da Renzo Piano e da lui stesso definito "l'astronave". Nel 1987 partono i lavori, proprio in vista di Italia '90. Nell'amichevole di presentazione alla città e di inaugurazione ufficiale, il Bari di mister Gaetano Salvemini sconfisse 2-0 il Milan di Sacchi. Era il 3 giugno del '90.

Lo stadio San Nicola è il maggiore impianto sportivo non solo della Puglia ma di tutto il Sud Italia. Era naturale che potesse e dovesse ospitare gare dei Mondiali. Ci fu grande attesa e Bari seppe altrettanto pensarsi in grande. Lo stadio come simbolo di questa idea di crescita. Di proprietà del Comune di Bari, la struttura è stata intitolata, già dal 28 aprile 1990, al santo patrono della città, Nicola, a seguito di un referendum popolare svoltosi in abbinamento alla Gazzetta del Mezzogiorno. Per combinazione proprio la Russia, nazione e terra come si sa per cui Nicola è assai caro, venne a giocare a Bari. Non mancarono di certo pellegrinaggi e visite alla tomba del santo da parte dei tifosi e della squadra stessa russa, allora ancora sovietica e dunque rappresentativa di tutte le ex repubbliche facenti parte del grande raggruppamento politico comunista. Eppure, il Muro di Berlino era già caduto otto mesi prima. Quattro lettere, Cccp: in lingua russa, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Era l'acronimo politico storico, per lungo tempo stampato, su fondo rosso, sulle maglie della nazionale di calcio dell’Unione Sovietica. Eppure, sulle casacche indossate per Italia '90, quelle quattro lettere non compaiono. Scomparse, come scomparso era il Muro.

"Un anno e mezzo dopo, il 25 dicembre 1991, anche la stessa Unione Sovietica cesserà di esistere. L'Armata Rossa giocherà l’ultima partita ufficiale a Cipro, il 13 novembre 1991: tre a zero contro la formazione cipriota": lo ricorda il giornalista Franco Ordine in un suo articolo sul web. Ma torniamo al nostro San Nicola: il terzo stadio più grande d'Italia (dietro al Meazza di Milano e all'Olimpico di Roma) e il 34º impianto europeo per capienza. Bari, insomma, ritenne di avere tutte le carte in regola. E così fu.

Il 9 giugno del '90 iniziò il particolare Mondiale di Bari. Furono in tutto cinque le partite giocate qui da noi. Esordio con la Romania che batte 2-0 proprio i sovietici, con doppietta di Marius Lăcătuş, che verrà poi a giocare in Italia, nella Fiorentina. Fu la seconda sorpresa del girone, dopo che a Milano, nel pure rinnovato "Giuseppe Meazza", erano già scese in campo, nella gara inaugurale della competizione, Argentina e Camerun, partita finita 1-0 per gli africani del celebre giocatore Roger Milla, capaci di battere nientemeno che la formazione campione del mondo in carica. Il 14 giugno, sempre a Bari, è la volta di Romania-Camerun. Quasi quarantamila gli spettatori, vinsero ancora una volta gli africani (2-1, doppietta di Milla e gol della bandiera rumeno di Balint). Partita particolare, giocata nel primo tempo più dagli europei, poi con l'entrata in campo di Milla tutto cambiò. Il Camerun fu la vera sorpresa dei Mondiali, fermati successivamente ai quarti di finale, solo ai supplementari, dall'Inghilterra. Gli africani erano ormai già matematicamente agli ottavi quando si fecero battere, sempre a Bari chiaramente, per ben 4-0 dai sovietici dell'Urss. Fu l’ultima partita dell'intero primo turno eliminatorio del torneo. A segno Protasov, Zigmantovic, Zavarov e Dobrovolski. I russi furono comunque eliminati, grazie al pareggio di Napoli (1-1) tra Argentina e Romania, risultato utilissimo ad entrambe le compagini per continuare il Mondiale (i sudamericani avevano in precedenza battuto 2-0 proprio i russi).

Ma al San Nicola ci furono anche gli ottavi di finale: precisamente Cecoslovacchia- Costa Rica. Finì 4-1 per i primi, con Tomáš Skuhravý, subito dopo giocatore del Genoa, autore di una tripletta. Bari davvero vetrina mondiale. Ancor di più nella finale per il terzo e quarto posto. Il match vide, purtroppo, giocare l'Italia. Purtroppo perché questo volle dire sanguinante eliminazione in semifinale, cosa che capitò, ai rigori, a Napoli contro l'Argentina di Maradona, squadra che poi sarà punita da un penalty in finale contro la Germania.

La 'finalina' si effettuò il 7 luglio, tra gli Azzurri del ct. Azeglio Vicini e l’Inghilterra. I calciatori nostrani sconfissero i britannici per 2-1. Al vantaggio firmato da Roberto Baggio, rispose David Platt. Totò Schillaci, eroe delle notti Mundial, anch'egli su rigore, segnò il gol definitivo a favore dell'Italia. Diventò così il capocannoniere del torneo, con 6 reti. Una curiosità. David Platt, autore del gol inglese, di lì ad un anno tornò in Italia per vestire proprio la maglia biancorossa del Bari. Fu un Bari che illuse molto i suoi tifosi. E questa è tutta un'altra storia.



Per undici volte la nazionale è stata a bari

Quali sono state, invece, le partite della nazionale italiana giocate nella storia a Bari? Tra lo stadio della Vittoria e il San Nicola, non tantissime le gare: undici.

Prima di Italia-Inghilterra del Mondiale '90, solo amichevoli, tutte nel vecchio e famoso stadio vicino la Fiera: 1947, Italia-Cecoslovacchia; 1955, Italia-Belgio; 1983, Italia-Grecia; 1988, Italia-Urss.

Nel novembre del 1995, al San Nicola, c'è Italia-Ucraina, qualificazione per gli Europei del 1996: finisce 3-1 per l'Italia. Nel marzo 2007, ancora qualificazioni Europei: Italia-Scozia, gara che finisce 2-0 per noi. Nell'aprile del 2009, qualificazioni Mondiali: Italia-Repubblica d'Irlanda 1-1. Infine, tre amichevoli: agosto 2011, Italia-Spagna 2-1; settembre 2014, Italia-Olanda 2-0; 2016, sempre a settembre, Italia-Francia 1-3.

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