Ma alla Regione la legge è uguale per tutti?

Richard Florida è un professore della Rotman School of Management nell'Università di Toronto e della School of Professional Studies della NYU. È un teorico di studi urbani e autore di una serie di opere (solo in parte tradotte in italiano) tra cui "The Great Reset". Il suo concetto di "reset" è illuminante perché per lui non si tratta "soltanto" di azzerare, ma di ripartire evitando di rifare gli stessi errori. A differenza di quel che sembra, la successione delle due cose non è un automatismo. Questo concetto mi è tornato alla mente leggendo il comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil di martedì scorso dopo l'incontro con il presidente Emiliano sul potenziamento dell'ospedale in Fiera.

Il comunicato è lastricato di buone intenzioni attribuite a Emiliano, che non solo avrebbe dichiarato pronta disponibilità per il potenziamento dell'Ospedale Covid, ma avrebbe assicurato che "da questo momento si procederà con un rinnovato spirito di collaborazione nel rispetto dei ruoli per trovare insieme soluzione ai problemi". Caspita, una rivoluzione.

L'obiettivo, ancora una volta attribuito a Emiliano, sarebbe quello di chiedere la collaborazione del sindacato nel rasserenare gli animi resi inquieti dai picchi della pandemia. Oltre che, aggiungiamo noi, dal fatto che la Regione abbia adottato una serie di decisioni (peraltro inconcludenti e onerose), ignorando ruoli e competenze. Alla fine, sullo sfondo dell'incontro, si legge un artificio di Emiliano per una riconciliazione, mutando l'atteggiamento che la Regione aveva assunto verso i sindacati, ignorandoli o etichettandoli come superflui. Lopalco docet.

Tutto è bene quel che finisce bene? Dobbiamo augurarci che sia così, ma non è detto che lo sia. La vicenda politica del presidente regionale è segnata da rare ammissioni di colpa (sempre nei momenti più gravi e delicati) e da molti buoni propositi. È successo tra il primo e il secondo mandato da sindaco e anche da presidente della Regione. Sappiamo com'è andata.

Siamo alla vigilia di Pasqua e la versione-agnellino di Emiliano ha qualcosa di suggestivo. Tuttavia, una cosa sono le parole e un’altra sono i fatti. E i fatti dicono che si è realizzato un costosissimo ospedale, non provvedendo al reclutamento del personale. E dicono pure che sono stati presentati numeri con posti letti non operativi che ci hanno “permesso” di restare in una fascia (la gialla) che ha solo peggiorato la situazione per la diffusione dei contagi. E i fatti dicono pure che ancora non si sa nulla sulla vergognosa vicenda dei furbetti dei vaccini. Sono trascorsi più di due mesi dalle dichiarazioni di Emiliano a "LA7" ("me ne sto occupando io", "si tratta di un reato grave", "si va in galera anche per una sola fiala") e dalle indagini dell'avvocato Lascala (capo del Nucleo ispettivo regionale sanitario), ma sembra calato il silenzio su una vicenda vergognosa, sulla quale speriamo che faccia luce in fretta la magistratura.

Come sempre la mancanza di trasparenza e di chiarezza alimenta pettegolezzo e, quindi, circola una girandola di nomi di persone che avrebbero "saltato la fila", senza che ci sia un riscontro. Il che rende ancora più avvilente questa storia. A quanto si dice, anche alcuni giornalisti sarebbero coinvolti nella squallida vicenda dei furbetti: predicatori che razzolano male. Qualcuno avrebbe saltato la fila e davvero non si capisce sulla base di quale graziosa concessione. Una cambiale all’incasso?

Il garante supremo della trasparenza, in questa storia, dovrebbe essere proprio Emiliano che legittimamente, a ogni piè sospinto, esibisce i bicipiti del suo passato di magistrato. Tuttavia, ancora una volta, si tratterà di passare dalle parole ai fatti per evitare il convincimento che da queste parti la legge con i nemici si applica e con gli amici si interpreta. Quindi, aspettiamo di sapere chi avrebbe commesso quel reato di peculato così ben argomentato in diretta televisiva dal presidente della Regione Puglia.

Trasparenza è parola di grande fascino, ma diventa stucchevole quando è mero esercizio dialettico. E di parole vuote e di dichiarazioni tradite la vicenda Covid è stracolma: un’ubriacatura di gincane e testacoda dialettici. Vuote etichette come quella “zona rossa” che stiamo vivendo in questi giorni: una finzione che stanno pagando solo i commercianti con le serrande abbassate.

In tutta la città, alla prova dei fatti, non c'è un solo supermercato che rilevi la temperatura dei clienti e disciplini il numero di accessi. L'assembramento è secondo solo all'ipocrisia che trasuda dalle dichiarazioni di chi è deputato a far osservare le regole. Se Emiliano vuole stupirci e resettare la sua conduzione della Regione Puglia è bene che tenga a mente la lezione di Richard Florida. Non commetta sempre gli stessi errori. Perché sono tanti e gravi.


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