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Lo storytelling "medicamentoso" non cura i mali del Sud

Bisogna avere occhio non solo per le singolarità (le eccezioni, le eccellenze) ma soprattutto per le “pluralità” e per le tendenze di medio termine: i peggiori nemici del Sud sono proprio coloro che chiudono gli occhi di fronte alle situazioni diffuse e illudono se stessi e gli altri sulla possibilità che le eccellenze possano diffondersi semplicemente perché esistono (l’adagio è questo: se ci sono riusciti lì, perché non dappertutto?). Si sostituisce uno storytelling medicamentoso alla cruda realtà dei fatti e si conferisce alle “best practices” una sorta di valore taumaturgico. Ma le “migliori” pratiche sono appunto tali; se…fossero diffuse non sarebbero più “le migliori”!

Purtroppo il divario Nord-Sud, nel nostro Paese, potrebbe essere ridotto solo con pratiche virtuose del tipo di quelle – proattive e fondate su “strappi innovativi” – che si ebbero nei primi anni (ma solo nei primi) della Cassa del Mezzogiorno. Successivamente tutto si è involuto e il cambiamento è cominciato a latitare.

Le radici profonde del Sud (quelle di cui argomentò Robert Putnam in “La pianta e le radici”) hanno ben presto avuto la meglio e purtroppo l’hanno tuttora: come interpretare, ad esempio, la totale assenza di misure per “mettere in sicurezza” gli eventi massivi (come il raduno per Vasco Rossi, Il Libro Possibile, e altri) che si svolgono in Puglia, pur essendo questa regione fra le più minacciate dal virus? È evidente che manca del tutto la consapevolezza civica necessaria per far prevalere la salute rispetto agli interessi economici e “politici” molteplici connessi al divertimento. D’altra parte ciò conferma, più in generale, la conclusione sconsolata per cui la pandemia non ha insegnato nulla a nessuno, nonostante le speranze nutrite nella possibilità che un evento così fratturante potesse favorire i cambiamenti necessari.

Che dire dei risultati INVALSI in Puglia, diffusi in questi giorni? Intanto nel Sud abbondano coloro che li svalutano, perché la cultura della misurazione spariglia, è scomoda in quanto prelude alle “valutazioni” (che sono quanto di più… indigesto nelle società immobili abituate a vivere sulle rendite). Inoltre essi certificano un forte divario con il Nord, specie nelle scuole superiori. D’altra parte, cosa mai ci si può aspettare da una società alquanto arretrata come quella pugliese, ove le biblioteche funzionanti sono diffuse come le mosche bianche e la lettura è stata per lo più trasformata in un enorme baraccone di eventistica effimera? Il baraccone serve alle clientele “politiche”, certo, e determina un qualche ristoro economico in termini di presenze turistiche, ma sul piano del Knowledge profondo costituisce una vera e propria tragedia.

Nel Sud si assiste anche ad uno scompenso fra votazioni conseguite dagli studenti e prove INVALSI: i risultati INVALSI sono modesti, le votazioni alte. Nel Nord accade esattamente il contrario. Ce lo spieghiamo? Credo sia facile!



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