Liste d'attesa: scandalo senza fine

Tante promesse, molti annunci, ma lo stato delle cose rimane sempre lo stesso. No, non è una riproposizione del “Gattopardo”. Parliamo delle liste d’attesa nella sanità pubblica, che in Puglia sono da anni un vero e proprio dramma, con tempi che si dilatano sempre più di anno in anno.

A tracciare la fotografia della nostra regione è stata Puglia salute, l’agenzia preposta al servizio sanitario, su dati campione prelevati fra il 12 e il 16 luglio scorso.

Bene, il quadro che emerge non è dei più rassicuranti.

Al Policlinico di Bari, per esempio, una prima visita cardiologica classificata come “urgente” (da espletare entro le 72 ore previste per legge) si fa attendere in media 67 giorni. Delle cinque visite cardiologiche da svolgere a breve termine, solo una è stata espletata entro i 10 giorni previsti, con un tempo medio d’attesa pari a 50 giorni. Dato che sale a 77 e a 97 giorni di attesa media per le visite differibili (tempo massimo previsto di 30) e programmate (attesa massima di 120 giorni).

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato rimane uguale anche se dalla cardiologia ci si sposta all’urologia. Al Policlinico di Bari, il più grande e attrezzato ospedale della Puglia, si aspettano cinque giorni per una visita urgente, 59 giorni per una visita a breve termine, 108 per una differibile. Paradossalmente, si aspetta meno (una media di 68 giorni) per una visita programmata, prestazione che dovrebbe essere erogata in un tempo massimo di 120 giorni.

Per una prima visita endocrinologica urgente al Policlinico, il tempo medio di attesa è di 80 giorni, che salgono a 85 per una visita a breve termine; “appena” 60 giorni per una visita differibile e 94 per una programmata.

Se dalle visite specialistiche si passa agli esami diagnostici la musica non cambia: per un elettrocardiogramma urgente al Policlinico si aspettano in media 67 giorni, che diventano 53 per un esame nel breve periodo, 75 per una prestazione non urgente e 56 per una programmata.

Fra quelli che sono chiamati ad attendere meno tempo (anche perché in questo caso la diagnosi precoce è fondamentale) sono i pazienti oncologici: due giorni per una visita nel breve periodo, un giorno per un consulto differibile e 15 giorni in media per una visita programmata.

Tutto perfettamente in regola, almeno in questo caso.

Però lo scenario rimane desolante se si allarga la lente d’ingrandimento e si passa dal Policlinico alle strutture gestite dalla Asl Bari.

Qui, per un consulto cardiologico urgente, il tempo medio di attesa è di 23 giorni; dato che sale a 59 giorni per la visita a breve termine, a 76 giorni per la visita differibile e a 69 giorni per quella programmata.

Identico discorso per i consulti con uno specialista di chirurgia vascolare: 41 giorni di attesa media per una visita urgente, 59 giorni per una visita a breve termine, 76 giorni per una visita differibile e 69 giorni per una programmata.

Chi ha bisogno di una visita gastroenterologica e si rivolge alla rete sanitaria pubblica di Asl Bari in media aspetta la bellezza di 78 giorni tanto per una prestazione urgente quanto per una prestazione da erogare nel breve periodo, per salire a 91 giorni in caso di visita differibile e a 98 per una visita programmata.

Per un elettrocardiogramma dinamico (Holter), i pazienti delle strutture di Asl Bari attendono in media 39 giorni una visita urgente, 72 giorni una a breve termine, 80 giorni una visita che andrebbe eseguita invece in 60 giorni e 87 giorni una visita programmata.

Anche qui, però, sono i pazienti oncologici ad attendere di meno: 72 ore per una visita urgente, 4 giorni per una visita nel breve periodo, 7 giorni per una visita differibile e 20 giorni per una visita programmata. Tutto abbondantemente nei tempi.

Sempre restando in ambito oncologico, all’Irccs Giovanni Paolo II di Bari una per una mammografia bilaterale urgente tocca attendere in media 72 giorni, che salgono a 108 per una prestazione a breve termine, addirittura a 440 in caso di visita differibile e a 438 per una visita programmata; praticamente un anno e mezzo in attesa, se non si hanno le possibilità per procedere privatamente o rivolgersi ad altre strutture pubbliche fuori regione.

E, d’altra parte, il caso della sanità pubblica fra Bari e provincia si inserisce in un quadro regionale perfettamente “in linea” con quanto accade nel capoluogo e dintorni.

In Puglia, per una prima visita cardiologica classificata come “urgente in media si attendono 22 giorni, che passano a 56 per i consulti nel breve periodo, a 74 per quelli non della massima urgenza e a 72 per quelli programmati a medio-lungo termine.

Una delle specialità mediche che garantisce tempi di attesa più brevi è la chirurgia vascolare: i pazienti pugliesi attendono in media 33 giorni per una visita classificata come “urgente”, 28 per una visita a breve termine, 25 per un consulto differibile e 49 per uno programmato.

Per una mammografia monolaterale in Puglia si attendono 53 giorni tanto per i consulti urgenti quanto per quelli a breve termine. Tempi che scendono (ma restando comunque fuori dai limiti di legge) per le mammografie bilaterali: 13 giorni di attesa in media per una visita urgente, 37 per una visita a breve termine.

Tutto perfettamente nei tempi, anche in questo caso, per quanto riguarda le visite oncologiche: due giorni di attesa per un consulto urgente, sei tanto per quelli a breve termine quanto per quelli differibili, 22 giorni per quelli programmati.

Attese che, però, tornano a dilatarsi se dai consulti specialistici si passa agli esami diagnostici: in Puglia un elettrocardiogramma dinamico urgente lo si riceve in 38 giorni, che diventano 66 per quelli a breve termine, 70 giorni per esami che andrebbero espletati in 60 giorni e 62 giorni per quelli programmati.

Insomma, un problema atavico che non trova soluzione. Sul piatto presto arriveranno i 631 milioni a disposizione della Puglia dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: una somma che il governo regionale ha già annunciato di voler utilizzare per avviare 31 ospedali di comunità a servizio della medicina del territorio.

Partendo dall’opera di ripotenziamento di dieci ospedali (Monopoli, Molfetta e Putignano i tre in provincia di Bari) declassati appena due anni fa dal piano di riordino regionale, che li fece passare da ospedali di primo livello a ospedali di base.

Tutto e il contrario di tutto, in estrema sintesi. Le liste d’attesa crescono e i viaggi della speranza aumentano. La sanità pugliese, invece, resta ferma al palo.


gli inutili proclami di vendola e gentile

Era il 2013 quando Nichi Vendola annunciava la guerra senza quartiere alle liste d’attesa. La delibera di giunta, proposta dall’assessore Elena Gentile e mai applicata, prevedeva visite ed esami dalle 8 alle 20, con prolungamento fino alle 24, e apertura anche il sabato e la domenica.

«In questo quadro – dichiarava Vendola - la delibera sull’abbattimento delle liste d’attesa è la più strategica del sistema sanitario pugliese. Non è possibile immaginare che le grandi macchine per la diagnostica lavorino poche ore al giorno e che invece si allunghino le liste dei cittadini che hanno diritto di sapere se hanno una malattia oppure no».

Dopo otto anni, nei fatti, cosa è cambiato?


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