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La Puglia francescana non vive solo di leggende

Il 4 ottobre la chiesa cattolica ricorda san Francesco d'Assisi (1182-1226), gigante della storia dell'umanità, personalità il cui portato spirituale e culturale va ben oltre il pur importante dettato della fede cristiana. La storia della vita e dell'esperienza terrena del grande mistico e santo di Assisi si è poi concretizzata in un impegno organizzato ed in una istituzionalizzazione prevista già dall'età storica in cui l'uomo Francesco è vissuto: il Medioevo, in larga parte cristiano e cattolico, in cui la Chiesa ed i suoi 'movimenti' costituivano magna pars dell'agire sociale e persino 'politico' stesso. Ed è così nato il francescanesimo, con san Francesco (siamo intorno al 1208-10): l'ordine religioso a lui dedicato, insomma, assieme al suo stesso messaggio ed al lascito della sua caratura spirituale. L'ordine francescano, attraverso varie vicissitudini (anche conflittuali al suo interno), si è poi diffuso ampiamente sin quasi da subito già in tutto il mondo, a partire naturalmente dalla penisola italica. Dalla grande Valle Umbra dove Francesco mosse i primi passi del suo cammino di ricerca interiore e di fede anche alla nostra Puglia, dunque, il 'passo' stesso è stato breve. Anche a Bari il movimento francescano trovò ben presto casa: terra la nostra amata, del resto, dal giovane Francesco, quasi di sicuro tramite fisico e di passaggio per il suo viaggio in Terra Santa. Il tutto, naturalmente, al di là di supposizioni o leggende circa il soggiorno dell'assisiate in alcune delle località pugliesi più intrise di spiritualità e a tale ruolo elette dal monachesimo o dalla stessa istituzione ecclesiastica. Il (futuro) santo sarebbe infatti stato, secondo molte tradizioni, a Monte Sant'Angelo, nel Gargano, per rendere omaggio a san Michele. Secondo lo storico Roberto Rusconi l'evento è plausibile. Ma Francesco sarebbe passato anche da Bitonto, presso quella che è poi diventata la località in cui ancora oggi insiste la chiesa di San Francesco La Scarpa. E così altrove. Altrove ed anche, naturalmente, a Bari.

Secondo una veneranda e diffusa tradizione, infatti, nel 1220, Francesco d'Assisi passò dall'attuale capoluogo pugliese. Francesco sarebbe stato in Puglia durante la primavera di quell'anno, quando aveva 38 anni. Abbiamo sentito su questo Michele Loconsole, teologo e storico del Cristianesimo.

"Il santo rientrava nella sua Assisi dopo il pellegrinaggio in Terra Santa dove a Damietta aveva incontrato il sultano dell'epoca, nipote del più celebre Saladino", ci dice Loconsole. E fin qui ci siamo. Come detto, diversi sono infatti i comuni adriatici di Puglia che ricordano 'l'evento' con colonne votive, sculture, lapidi, conventi e santuari francescani da lui 'fondati'.

Non tutto è documentato, chiariamo ancora. Tradizioni, citazioni, riferimenti. E Bari cosa ha da raccontare in merito? "La nostra città conserva non poche testimonianze -ricorda Loconsole-. Appena dopo l’ingresso del Castello Normanno-Svevo-Aragonese troviamo una lapide su cui è descritta la visita del fraticello, ospitato in una stanza del castello da Federico II. A poche decine di metri, poi, nella chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, possiamo ammirare il campanello di bronzo, lasciato in dono da Francesco alla comunità barese, con cui soleva chiamare i fedeli alla santa messa quotidiana, oggi custodito in una piccola nicchia nel transetto di destra. Ancora, secondo quanto rinvenuto nelle fonti, sappiamo che san Francesco posò la prima pietra del convento, oggi noto come San Francesco alla Scarpa, sempre nella città vecchia, il lunedì di Pasqua del 1220, a cui dopo circa un secolo verrà affiancata la chiesa a lui dedicata". Su Francesco e Federico, poi, continuiamo noi, anche la curiosa leggenda secondo cui l'imperatore volle sfidare la moralità del futuro santo facendolo raggiungere da una prostituta del luogo. Un fatto accaduto, non accaduto? Decisamente più no che sì. Però Bari può allo stesso tempo promuovere il riferimento ad una tradizione colta e comunque, a suo modo, documentata. I due uomini più grandi del XIII secolo a Bari. Un fatto bellissimo e suggestivo. Ecco perché la leggenda ci avrà forse un pochino 'marciato'. E poi, aggiunge Loconsole, "ciò che risulta essere la prova -definiamola così- più suggestiva è la tavola dipinta in stile bizantino che ritrae san Francesco a figura intera, datata, secondo gli studiosi, a pochissimi decenni dopo la morte del mistico umbro. L’immagine è in assoluto tra le più antiche di Francesco, persino del più noto affresco di Cimabue del 1285 circa, sito nella basilica inferiore assisiana. La tavola è oggi conservata nel Museo Diocesano di Bitonto ed è stata studiata dai più grandi esperti di iconografia". Ancora Loconsole: "Che Francesco sia passato o meno dalla nostra regione, in realtà, nessuno può saperlo per certo, ma conoscere la tradizione e magari commemorarla con l’intento di approfondire la sua figura e la storia locale è sempre un bene, per la fede e per la cultura". Se poi a Francesco aggiungiamo la possibilità di tornare, con rigidi criteri scientifici, anche sul personaggio di Federico II, ecco il grande interesse di questa 'leggenda'. Bari ha però avuto -ed ha ancora, ovviamente- sicurissimi luoghi francescani, come tantissime città del mondo.

Quali furono gli insediamenti francescani in Bari? La studiosa Damiana Iannone, recentemente scomparsa, li ha illustrati in un “Quaderno Monografico del Comune di Bari" (il n. 7, Mario Adda Editore, 1982), nel quale parla di chiese e case religiose dentro e fuori le mura. È il ricercatore Vittorio Polito a riportarci alla memoria questa preziosa e rara pubblicazione. I primi francescani che si insediarono a Bari furono i Conventuali, nell’anno 1300. Già nella seconda metà del XIII secolo, grazie a elargizioni di sovrani angioini, si iniziò la costruzione, accanto al convento, della chiesa consacrata poi a San Francesco. Al complesso, come già scritto in precedenza, fu dato il nome di San Francesco della Scarpa, per il fatto che i frati ospitati abbandonarono l’uso dei sandali a favore delle scarpe, oppure per distinguere i Conventuali dagli Osservanti (gruppo della riforma, XV sec), insediatisi a Bari nel 1436 nel convento di San Pietro, nei pressi dell’attuale porto. Questi ultimi portavano gli zoccoli ed erano detti “zoccolanti”.

Successivamente, seguirono la chiesa di Santa Chiara e quella di Santa Croce (fuori le mura). Eccola qui, allora, la Bari francescana.

Marino Pagano

Sant'antonio nel segno di Francesco


Bari vanta anche un altro bel luogo francescano, intriso di spiritualità. C'era già nel centro storico una chiesa intitolata all'altro grande santo della famiglia, sant'Antonio da Padova (1195-1231). Ma dopo il crollo di questa chiesa seicentesca, la nuova struttura dedicata al santo venne benedetta il 18 maggio 1839 da padre Giuseppe Maria Giove, vescovo di Gallipoli. È la notissima chiesa di piazza Luigi di Savoia, nei pressi della caserma Picca. "Nel 1936, in seguito al progetto della costruzione di un collegio missionario, fu necessario erigere una nuova facciata della chiesa con il relativo ampliamento dell’area interna della chiesa ed una sistemazione del sagrato". Così Vittorio Polito, che ringraziamo. L'8 dicembre 2015 la chiesa è stata elevata, dall’allora arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, alla funzione di santuario.

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