La Fiera parte, ma dove va?

“Pronti partenza…Fiera!”. Una donna vestita di verde che corre spensierata sul Lungomare di Bari con le cuffiette alle orecchie in pieno stile grafico futurista. Uno slogan neanche tanto originale, non che “Dove pulsano le idee” (quello dell’anno scorso) fosse meglio, per annunciare un evento a cui la città non può proprio rinunciare. Da che mondo e mondo dopo l’estate e le ferie d’agosto il primo pensiero, anche prima di zaini e astucci, per un barese che si rispetti è: “Ma quand’è la Fiera del Levante? Hai i biglietti? Mio zio ha la tessera andiamo con quella”. 

Se proviamo a fare la stessa domanda ad un milanese (ipotizzando che vi sia una fiera campionaria che in realtà non esiste almeno dagli anni ’80), non saprebbe certo cosa rispondere perchè una città non si fa certo condizionare da una Fiera. A Bari è diverso. Tutto ciò che devi fare a settembre (dal matrimonio, al battesimo del piccolo, al convegno degli odontoiatri), non si fa se non dopo la Fiera del Levante che solitamente ricade a metà settembre. Tutto resta sospeso, in città non si fa nient’altro se non all’interno della Fiera, i politici di turno vanno in Fiera, i convegni più assurdi si svolgono in Fiera, la stampa vive in Fiera dal mattino sino a sera inoltrata, (perchè da qualche anno a questa parte in Fiera si svolgono anche i concerti, le mostre, etc). Insomma la città scompare e resta in piedi solo il quartiere fieristico tra Fesca e San Girolamo. E con il Covid-19? 

Tutti, ammettiamolo, abbiamo pensato “No…quest’anno la Fiera salta sicuro per il Coronavirus”. E  infatti ad aprile le prime voci sembravano proprio confermare questa prima ipotesi e invece no. È stata solo rimandata, il perchè resta ignoto, dato che ad ottobre ci ritroveremo nel pieno della seconda ondata della pandemia spinta anche dall’apertura delle scuole e di molti uffici. Fatto sta che dal 3 all’11 ottobre la Fiera del Levante dovrebbe mostrarsi in tutto il suo splendore. 

Ma come sarà organizzata quindi?

Secondo un accordo siglato tra “Spazio eventi” società vincitrice dell’appalto per l’aspetto logistico della Fiera e il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, un pool di esperti e ricercatori coordinati dal pro Rettore, Loredana Ficarelli stanno progettando l’evento: forme e dimensioni, materiali, distanziamento tra le persone, vie di accesso dedicate, limitazione del numero degli ingressi, utilizzo di sistemi di prenotazione e assegnazione posti online, percorsi interni differenziati, sanificazione costante delle zone comuni, riciclo e filtro dell’aria negli ambienti chiusi, disposizione in sicurezza delle sedute in platea in caso di convegni ed eventi.

A questi aspetti generici si aggiungono quelli base nel rispetto delle norme anti Covid -19.

Nel momento dell’accesso al quartiere fieristico, sarà rilevata la temperatura, si potrà circolare sui viali solo indossando anche la mascherina, gli ingressi saranno contingentati (non si sa ancora bene con quale numero massimo di capienza), nei padiglioni ci sarà un percorso obbligato segnalato, che prevede una sola entrata e una sola uscita e gli spettacoli previsti saranno itineranti. Tutto dovrà inoltre essere sorvegliato da personale ad hoc.

Anche gli espositori dovranno attenersi a rigide norme di sicurezza (mascherina obbligatoria, guanti in alcuni casi, distanziamento nella realizzazione degli stand) ma avranno uno sconto speciale del 20% sull’affitto degli spazi. 

Il costo del biglietto, nominativo e giornaliero, sarà sempre di 3 euro e l'acquisto potrà avvenire online o in 81 prevendite sparse in tutta la regione. 

Sul programma che si svolgerà in stand e padiglioni, durante questa 84esima edizione, che punta alla rinascita del Mediterraneo, (un tema originale) le prime anticipazioni parlano di alcuni settori strategici per l’economia pugliese, dal vino all’innovazione, dal turismo all’occupazione.

Ci sarà quindi il salone mediterraneo dei vini “Be Wine!” diretto da Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, all’interno del quale si svolgeranno anche grandi eventi in programma nei sabato e nelle domeniche della campionaria e saranno proposti attraverso la formula della masterclass con degustazioni ed ospiti di fama internazionale. 

Il salone dell’Innovazione Sostenibile realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Bari e la Fondazione Eni Enrico Mattei, sarà una sorta di mostra-convegno che presenterà la visione del cambiamento e dell’innovazione, attraverso start up e imprese.

Il Salone inoltre presenterà i migliori progetti di innovazione delle start up cresciute nel sistema pugliese di incubazione, sottolineando le capacità di crescita che il territorio ha saputo presentare. Parteciperanno anche iniziative analoghe di altre regioni europee, costruendo un quadro di collaborazione internazionale sul tema dell’innovazione e dell’occupazione giovanile.

C’è poi Puglia Experience, dove grazie alla tecnologia multimediale, il visitatore che entrerà all’interno delle experience rooms, sarà immerso in un percorso interattivo e sensoriale tra immagini, storie, profumi e sapori tradizionali di Puglia.

Restano invariati il salone dell’automotive, quello dell’artigianato con un ampio spazio dedicato alla creatività innovativa e ai manufatti tipici locali, del cibo con i prodotti biologici dolci e salati del sud Italia in particolare di Puglia e alla Sicilia e per i bambini saranno allestiti alcuni spazi dedicati e BiblioHub, la biblioteca mobile su ruote.

Insomma tutto come se il Covid fosse ormai un lontano ricorso. O quasi. Il padiglione che potrebbe subire delle modifiche importanti è quello delle Nazioni. Da sempre il più gettonato dalle famiglie soprattutto nei weekend. Innanzitutto gli spazi. Gli stand saranno distanziati per non creare assembramento e saranno quindi in numero ridottio rispetto al passato. Poi la provenienza. 

Si parla di accogliere solo gli Stati che non presentano livelli di contagi potenzialmente pericolosi per i visitatori, si tratterà quindi per la maggior parte di Paesi interni all’Europa e quindi niente India o Pakistan.

Anche i visitatori, tutti solo con mascherina, potranno accedere da un unico Ingresso e dopo un percorso obbligato e contingentato, uscire. 

Sui numeri poi quest’anno ci sono poche aspettative. L’edizione n.83, quella dello scorso anno aveva fatto registrare l’ennesimo record di presenze con 300mila visitatori, 50mila solo in un giorno, sabato 21 settembre 2019. Un dato significativo che segnava il picco più alto di visitatori negli ultimi dieci anni. Ampiamente superato il numeri di ingressi rispetto all'edizione del 2019, che si era chiusa con un bilancio di 260mila persone. Numeri che forse segneranno un’era: quella pre Covid e quella post Covid.


Una grande storia iniziata nel 1930

Sul finire del Ventennio Comune di Bari, Provincia di Bari e Camera del Commercio decisero di creare il cosiddetto Quartiere Fieristico tra San Girolamo e Fesca dove promuovere i contatti fra espositori centromeridionali, del Sud Est europeo e più in generale di tutta l’area del Mediterraneo. I battenti della Fiera del Levante si aprirono nel 1930, il logo, una caravella a vele spiegate, venne realizzato dal pittore futurista Thayaht. Da allora si ripete puntuale ogni settembre tranne nel periodo compreso tra il 1940 ed il 1946 quando a causa della Seconda Guerra Mondiale tutto venne sospeso. 

Negli anni ’70 arrivano le prime fiere di settore come Expolevante, ExpoEdilizia, Agrilevante. Ma la manifestazione principale resta la Campionaria di settembre. Grazie a una dozzina di sale di diversa capacità e dimensioni, sono ospitati regolarmente oltre 120 convegni l'anno. Dal 2011 c’è una nuova struttura che permette di contenere fino a 6.400 convegnisti in sessione plenaria. Nel corso del 2012 è stato aggiunto un ulteriore edificio comprendente altre 11 sale di dimensioni medio-grandi, dotate delle più aggiornate tecnologie. Dal 2017 l’assetto economico della Fiera è cambiato. Dall’ente autonomo è nata “Nuova Fiera del Levante s.r.l”, controllata per l’85% da Camera di Commercio e per il 15% da Bologna Fiere s.p.a, il presidente è Alessandro Ambrosi.


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