La "ricetta" per le Regionali: candidare i medici


Otto candidati alla presidenza della Regione Puglia, 29 liste e circa 1.300 aspiranti consiglieri regionali, molti dei quali medici e infermieri: riassunta in numeri, ecco cosa i pugliesi troveranno sulla scheda elettorale recandosi nei seggi il prossimo 20 e 21 settembre. A sfidarsi saranno Michele Emiliano (centrosinistra), Raffaele Fitto (centrodestra), Antonella Laricchia (M5S), Ivan Scalfarotto (Italia Viva), Mario Conca con una lista civica Cittadini pugliesi, Pierfranco Bruni per il Movimento sociale; Nicola Cesaria per Pci, Rifondazione e Partito risorgimento socialista; e Andrea D’Agosto per Riconquistare l’Italia. 

Per la prima volta i pugliesi potranno votare esprimendo una doppia preferenza per una candidata e un candidato della stessa lista. Emiliano ha fatto incetta di liste, sono 15, anche se alcune contano una manciata di candidati con nomi che si ripetono nelle diverse circoscrizioni; cinque invece le liste per Raffaele Fitto; due per Antonella Laricchia; Sono tre quelle che sosterranno la candidatura del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Il voto pugliese, però, potrebbe valere molto di più: negli Stati Uniti l’Ohio viene chiamato “Mother of Presidents”, perché ha mandato alla Casa Bianca sette suoi figli nativi ma anche perché nel macchinoso sistema elettorale degli Usa i suoi “voti elettorali”, 18, sono quasi sempre decisivi. Con le dovute differenze, in Italia potrebbe essere la Puglia l’ago della bilancia, diventando decisiva per le sorti del governo Conte. 

Se il centrosinistra dovesse perdere anche la Regione che governa da 15 anni ininterrottamente (10 con Nichi Vendola al timone e gli ultimi cinque con Michele Emiliano) le ripercussioni potrebbero arrivare sino a Roma. Lo sa anche il premier Giuseppe Conte che, non a caso, ha provato a caldeggiare sino all’ultimo l’alleanza Pd-M5S. Il Partito democratico si è giocato così l’ultima carta per convincere i pentastellati a sostenere Emiliano e superare un centrodestra in ascesa; ma Antonella Laricchia ha fatto muro e ha retto. La partita per il governatore è in salita, ne è consapevole lo stesso Emiliano che si appella al voto disgiunto. Una mano si augura possa arrivare dall’esercito di candidati, molti dei quali sono medici, infermieri, operatori del 118, dirigenti ospedalieri: tra i circa 1.300 aspiranti consiglieri regionali ci sono molti professionisti che arrivano dal mondo della sanità. E se, ai tempi del Covid-19, il governatore è stato il primo a puntare su un epidemiologo, il professore Pierluigi Lopalco, capolista nella civica “Con”, Raffaele Fitto e Antonella Laricchia hanno deciso di “marcarlo” a uomo: il primo ha voluto nella sua lista, “La Puglia domani”, la professoressa Danila De Vito, virologa ed epidemiologa dell’Università di Bari; la pentastellata, invece, ha risposto con il professore dell’Ateneo barese, Luigi Macchia, direttore della Scuola di specializzazione in Immunologia Clinica, presente nella civica “Puglia futura”. Ma non sono gli unici esponenti del mondo accademico-sanitario, la competizione elettorale pugliese vedrà impegnati molti camici bianchi. 


Ad esempio, sempre in “Puglia Futura” hanno trovato spazio Silvana Melli, ex direttore generale della Asl Lecce con una precedente esperienza anche nell’azienda sanitaria di Bari; e Monica Straniero, medico di famiglia e del 118. Anche la Lega punta decisa sull’appeal dei medici, a Taranto ne candida quattro su sette, un record: a contendersi uno scranno in Consiglio regionale saranno il neurochirurgo Antonio Tramonte, il pediatra di Pulsano Luigi Laterza, il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Manduria Francesco Turco e il medico Stefano Liuzzi di Crispiano. Restando nel Tarantino, tenterà la riconferma nella coalizione di Emiliano il consigliere regionale uscente Giuseppe Turco. Anche per Patrizio Mazza, ematologo tarantino, non sarà una esperienza nuova la campagna elettorale: ex consigliere con Italia dei valori durante la legislatura targata Vendola, ora ci riprova in “La Puglia domani”. 

Nella Bat, con la lista “Puglia solidale e verde”, tenterà l’ingresso nella sede di via Gentile, Felice Spaccavento, medico rianimatore: è stato impegnato in prima linea nella prima fase dell’emergenza Coronavirus assieme a Donato Sivo in Sirgil, il Sistema regionale pugliese di gestione integrata della sicurezza sul lavoro. 

L’elenco, però, non si ferma qui: Forza Italia, a Bari, va all-in sul dottor Bartolomeo Lofano, responsabile dell’unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale del gruppo Cbh. 

Nel Brindisino, Fitto ha voluto nella sua civica il dottor Francesco Semeraro di Ostuni; Fratelli d’Italia non è da meno e ha candidato Giuseppe Carbone, rappresentante della Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità). Nella civica “Emiliano sindaco di Puglia”, nel Leccese, è presente il dottor Giampiero Esposito, cardiochirurgo; mentre i “Popolari con Emiliano” scommettono su Giuseppe Polito, medico del Perrino di Brindisi. E ancora: Luigi Manca (Fdi), chirurgo senologo, è consigliere uscente e tenterà di rimettere piede nel palazzo di vetro a Bari; è un medico anche l’ex parlamentare brindisino Luciano Sardelli, candidato con Forza Italia. Ignazio Zullo, medico di base di professione, oltre ad essere l’attuale capogruppo in Consiglio regionale per Fdi, è l’uomo di esperienza a cui punta il partito di Giorgia Meloni per sbancare nella circoscrizione di Bari.


Ecco le regole da rispettare alle urne

Obbligo di mascherina, ingressi contingentati, percorsi separati, distanziamento tra i componenti del seggio, cabine lontane le une dalle altre. Anche votare sarà una esperienza nuova rispetto al passato, il Covid-19 costringe ad adottare delle misure di protezione e sicurezza per evitare contagi. Quelle elencate sono solamente alcune delle regole previste dal protocollo ministeriale firmato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e dal ministro della Salute Roberto Speranza; anche in Puglia, quindi, le operazioni di allestimento dei seggi e del voto stesso saranno diverse rispetto al passato. La serie di regole mira a prevenire il rischio di contagio da Covid-19 e, contemporaneamente, garantire il regolare svolgimento del procedimento elettorale, prevedendo le modalità operative e precauzionali. Tra le misure per l’allestimento e l’ingresso ai seggi, sono previsti accessi contingentati agli edifici che li ospitano, percorsi distinti di entrata e di uscita, distanziamento tra i componenti del seggio e tra questi e gli elettori, in particolare nel momento in cui questi devono rimuovere la mascherina per il riconoscimento, definizione del numero e della disposizione delle cabine elettorali, tenendo conto dello spazio disponibile e delle necessità di movimento. Per accedere ai seggi elettorali è obbligatorio l’uso della mascherina da parte degli elettori e “di ogni altro soggetto che ha diritto ad entrarvi, come i rappresentanti di lista”.

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