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L'evasione fiscale? A Bari evapora

Il tema dell’evasione fiscale rappresenta la più grande battaglia di questi anni. Dopo l’introduzione nella manovra dell’alzamento di limite al contante, si è tornati a ragionare sulla quantità di denaro che ogni anno non entra nelle casse del paese. Tra gli enti preposti a porsi questo problema, ci sono anche le amministrazioni. Le entrate tributarie sono una delle principali forme di finanziamento dei comuni e per questo motivo l’evasione fiscale può avere degli effetti importanti sulla qualità e la capillarità dei servizi, oltre a sottrarre delle risorse importanti per lo sviluppo e la riduzione della pressione tributaria. Per avere un’idea concreta di quanto certe entrate possano incidere sul bilancio, si calcola la propensione al tax gap, che rappresenta quanto viene evaso sul totale di ciò che dovrebbe entrare all’interno delle casse comunali.

Il comune di Bari per la riscossione dei tributi si è avvalsa di un’agenzia esterna. È una pratica diffusa, sebbene l’amministrazione risulti tra le meno impegnate a livello nazionale nella risoluzione dei problemi. È certo da specificare che spendere non vuol dire intervenire in maniera più efficace. Venezia investe 244 euro per cittadino nella lotta all’evasione. Bari invece 14,39 euro. Tema che causa dei problemi nella macchina che si occupa delle riscossioni. Se andiamo ad analizzare la situazione italiana nel suo complesso, notiamo che le uscite medie dei comuni per questa voce di spesa ammontano a 24,21 euro pro capite. Le amministrazioni che mediamente spendono di più sono quelle della Valle d'Aosta, della provincia autonoma di Trento e del Friuli-Venezia Giulia. Al contrario, le uscite minori si registrano nei comuni veneti, in controtendenza con l’andamento del capoluogo Venezia. I comuni registrano entrate di minore entità anche in Basilicata e Campania. Il capoluogo pugliese rimane comunque tra comuni che investono meno in questa battaglia, rapportata ai suoi pari con più di 200 mila abitanti. Peggio solo Firenze, Palermo e Napoli. Anche in regione non va meglio. Lecce spende 28 euro a cittadino, Brindisi 34 e Taranto 16. Tutte e tre più di Bari. Peggio del capoluogo però c’è il nord barese. Andria investe solo 7 euro ad abitante, Foggia 4 mentre Barletta, Andria e Trani investono rispettivamente 15, 7 e 14 euro. Secondo gli studi della fondazione Open Polis, dopo l’Irpef da lavoro autonomo, sono Tasi e Imu le tasse maggiormente evase. Numeri che non trovano riscontro nel rendiconto 2021 del comune guidato dal sindaco Antonio Decaro. La Tasi, ad esempio, è una fonte di non pagamento delle tasse che in città viene integralmente riscossa. Sono stati riscossi lo scorso anno oltre 46 mila euro. Numero accertato di fondi evasi. Male invece il lavoro sull’imposta municipale propria, dove sono stati intercettati solo due milioni dei sette accertati. E ancora, sulla tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono stati intercettati 400 mila euro rispetto all’oltre un milione di euro che dovrebbe essere intercettato. Sono solo alcune delle voci di spesa che mancano all’appello nei bilanci comunali. Nei documenti contabili degli enti locali c'è una missione legata ad entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa. Al suo interno, troviamo la voce "imposte, tasse e proventi assimilati" che rappresenta la somma di tutte le imposte e le tasse riscosse durante l'anno. Attualmente, le entrate fiscali delle amministrazioni si reggono su tre principali imposte: l'imposta unica comunale in cui sono comprese Imu e Tasi, la tassa sui rifiuti che è la Tari e l'addizionale comunale all'Irpef. A queste si aggiungono i trasferimenti non fiscalizzati e le entrate a titolo di fondo di solidarietà comunale che ha lo scopo di ridurre le disparità territoriali. Sono inoltre incluse tutte le tradizionali fonti di entrata locali, come ad esempio l'imposta di soggiorno e i diritti sulle affissioni pubblicitarie.

MENO GETTITO FISCALE: PEGGIORANO I SERVIZI

Tasse purché siano poi servizi. È evidente che le tasse siano parte sostanziale di un paese civile, non pagarle non è tra le ipotesi in discussione. Quello che però si può appuntare è una mancanza di servizi pubblici di qualità, rapportate alle tasse pagate. È la storia di Bari dove gli interventi si finanziano con fondi europei, le tasse destinate ai servizi però non sembrano non migliorarli mai. Ecco allora che la cosa pubblica deve dimostrarsi all’altezza del ruolo. Mobilità pubblica, mantenimento degli spazi comuni e strutture free access. È la sfida che l’amministrazione deve lanciare all’evasione fiscale. In un mondo in cui il pagamento dovrà essere sempre più digitale, chi guida la macchina dovrà dimostrare che ogni tassa pagata rappresenta una miglioria per la condizione di vita di tutto. Rappresenterebbe il più forte incentivo a combattere tutti dalla stessa parte la stessa battaglia.

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