Le ultime

Investimenti e consumi: le statistiche danno i... numeri

Siamo in una economia di guerra, come abbiamo scritto già qualche mese fa, e come ci comportiamo? Come spendiamo i nostri soldi (reali e ipotetici, cioè quelli che potremmo guadagnare in futuro)?

Incrociando le indagini effettuate dall’Osservatorio di Findomestic sui consumi e da Facile.it e Mutui.it sui mutui per l’acquisto della prima casa, viene fuori un pugliese che bada al sodo, che spende i propri soldi, soprattutto quelli che non ha, nel mattone e riduce le altre spese, cominciando da quelle in beni durevoli, partendo dall’auto, e proseguendo con i mobili, i computer e tutti i prodotti di information technology.

Sarà vero? O siamo alle solite con le indagini statistiche, per cui (per dirla con Trilussa) “io mangio un pollo, tu digiuni, per la statistica abbiamo mangiato mezzo pollo a testa”? Beh, soprattutto per le richieste di mutuo i dati sono diversi perché non si tratta di fare soltanto la media. Vediamoli.

Nei primi 7 mesi del 2022 in Puglia la richiesta di finanziamenti per l’acquisto della prima casa è cresciuta del 5,8%, con un importo medio di 121.191 euro. Ma mentre a Bari l’importo medio è stato di 134.377 euro (qui rispunta la storia del pollo) nella Bat è stato di 125.568 euro, e così via a scendere nelle altre province, fino ad arrivare all’ultimo posto di Taranto con 108.508 euro.

Interessante è il dettaglio dei tassi scelti, perché la dice lunga sulla percezione che c’è rispetto alle vicende economiche globali, soprattutto in relazione alla guerra in Ucraina, e alle conseguenze sul costo del denaro, che ha visto prima il timore di aumenti dei tassi di interesse e poi l’invitabile conferma. Netta la crescita di mutui a tasso variabile, notoriamente più convenienti nel breve periodo rispetto a quelli a tasso fisso. Fino a luglio scorso Facile.it ha registrato in Puglia il 25% delle richieste di mutuo a tasso variabile presentate alle banche, mentre soprattutto nei primi mesi dell’anno 9 richiedenti su 10 sceglievano il mutuo a tasso fisso. Nel solo mese di luglio le richieste di mutui tasso fisso sono calate del 27%, mentre la quota di quelle a tasso variabile ha raggiunto il 45%.

Sono aumentati gli under 36 che richiedono un mutuo, grazie alle agevolazioni loro riservate fino alla fine dell’anno e contenute nel Fondo Garanzia Mutui Prima casa, introdotto con il “Decreto Sostegni bis”. Quindi, il richiedente medio ora ha di poco superato i 38 anni (l’anno scorso aveva 41 anni) e chiede un mutuo con una durata media di 24 anni. A conferma che, nonostante le difficoltà, se si introducono incentivi adeguati, la voglia di realizzare il proprio progetto di vita riprende corpo.

Tutto questo un po’ a scapito dei consumi di beni durevoli. Perché se nelle ricche province di Modena, Trento, Monza-Brianza si registra la spesa media più alta per famiglia nell’acquisto di beni durevoli nel 2021, con cifre che sfiorano i 3.500 euro a famiglia, bisogna arrivare al 77.mo posto per trovare Bari (seconda città del meridione dopo Cagliari 75.ma) con una spesa media per famiglia di 2.326 euro. Inutile dire che la coda della classifica vede soltanto città meridionali o delle isole. Aldilà di una facile lettura legata alle disponibilità economiche delle famiglie del Sud, ci piace pensare, corroborati anche dai dati relativi ai mutui, che sia anche una scelta di vita, di priorità alle quali dare importanza. Che se a Foggia la spesa media di una famiglia per acquistare un’auto nuova sia appena di 276 euro, se a Lecce e a Taranto spendono mediamente 405 e 388 euro in mobili, non sia soltanto perché c’è minore disponibilità di soldi, ma sono anche scelte che vanno in direzioni meno effimere e consumistiche, orientate invece a costruire il proprio futuro.

Con buona pace per le statistiche.

Scrivi all'autore

wave