Il turismo è una risorsa solo se il cliente è soddisfatto

Il Covid 19, maledetto virus, sta affossando l’economia italiana, già malmessa da anni per il debito pubblico. 

«Sarà l’occasione per rinascere», hanno detto e continuano a dire gli ottimisti, quelli che… sanno vedere catarsi e miracoli. Il Sud e la Puglia, in eterna sofferenza, non ci credono molto, ma cercano di sintonizzarsi sulla tv (oggi fa opinione solo lei), continuando a puntare sul turismo fatto di mare e di trulli, con uno slogan tipo “Riparti dalle meraviglie”. Ci sta. E ci sta anche “l’offerta grandi città”, come Bari, Lecce, Taranto e Brindisi. O quella dei borghi. 

Al di là dei luoghi comuni, un po’ ripetitivi e noiosi, ho apprezzato un video realizzato dai ragazzi della scuola media “Nicola Zingarelli” di Bari, sotto la guida del regista Alessandro Piva che, da campano, conosce la città meglio dei baresi. Un elogio a Bari vecchia e “alle sue pietre levigate dal vento e dalla storia”, ma anche un inno alle geometrie di luce del quartiere Murattiano, alle “tante facce” e ai “molti volti” della città, a partire dal “sorriso sdentato degli scogli”. Un video che è vera poesia, con “il marchio di sale” che si imprime sulla pelle dei baresi, interpreti in un luogo che fa “sinfonia imperfetta stonata e maestosa”. 

Ecco, questo video può essere il logo fresco di un capoluogo che deve continuare a crescere mettendo in secondo piano panzerotti e birra. Bari ha tante ricchezze artistiche, tesori nascosti o dimenticati, che deve saper valorizzare in modo moderno. 

Turismo, d’accordo. Puntiamoci forte, ma impariamo a essere veri professionisti del settore: abbiamo la materia prima (il mare di Polignano, Monopoli, del Salento, del Gargano, la Valle d’Itria…), ma replichiamo vecchi errori, quali instabilità nei prezzi e scarsa attenzione generale al cliente che ancora viene visto come un pollo da spennare.

Il disastro-Gallipoli è sotto gli occhi di tutti: da Ibiza di Puglia retrocessa a location-bruttura dei ragazzi ospitati in nero nei garage della sporcizia e della droga. Quando si sbaglia, è difficile risalire la china perché la concorrenza, anche straniera, è enorme. 

In più la Puglia non riesce ancora ad offrire un pacchetto complessivo accattivante: il mare o i trulli non bastano, se il contorno restano feste patronali e sagre senza senso, in luoghi fra l’altro da aggiungere su strade da Far West.

L’imperativo categorico deve essere: aiutiamoci da soli! Ogni operatore turistico deve fare la sua parte, magari copiando i maghi della Romagna o quelli nascenti della Croazia. I conti tornano solo lavorando sulla distanza: il presto e tanto non ha mai funzionato. Per raccogliere occorre una buona semina. 


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