Il rione Carrassi è terra di nessuno? No, è dei clan

Si è tornato a sparare nelle vie interne di Carrassi. Lo avevamo previsto quando, poco dopo il lockdown, è stato scarcerato il capobastone della famiglia Diomede. Quella piazza, importante per lo spaccio e per il racket sul commercio, si è subito riempita degli scagnozzi armati – giovanissimi – dei Diomede. Prima hanno vigilato affinché nessuno attentasse alla vita del loro capo, poi hanno ripulito le strade dai pusher e dagli sgherri del clan avverso, gli Anemolo delle case popolari di Picone, infine hanno cominciato a vendicare il voltabandiera di alcuni ex passati con i nemici. Nell’escalation della guerra, manca soltanto il morto.


Di chi la responsabilità? Solo dei clan? No. Non è così. Per oltre un anno abbiamo segnalato, anche da queste pagine, che via Buccari ed altri luoghi di Carrassi sono diventati una delle più importanti piazze di spaccio della città. Abbiamo segnalato la presenza di pusher e clienti dal primo pomeriggio lungo i locali di via Buccari. Abbiamo, inoltre, fatto notare che il clan Anemolo si è letteralmente appropriato di pezzi di suolo pubblico davanti al loro fortilizio di Picone, per piazzarvi automobili blindate.


Nello stesso tempo, abbiamo fatto notare che nelle scuole superiori di Carrassi si spaccia meglio che per strada e che nei bassi del quadrilatero che va da via Isonzo (strada tristemente nota per aver dato i natali alla prima, grande e vera guerra di mafia a Bari) a via Sabotino possono esservi arsenali a disposizione delle due famiglie contendenti.


Nonostante le ripetute allerte lanciate, non abbiamo registrato un indurimento della repressione né un’attenzione particolare da parte di alcuno: eppure, gli estremi per sanzionare e segnalare quel che avveniva c’erano tutti. Ora, alla riapertura, all’uscita dal lockdown, ci auguriamo tutti che si prenda in seria considerazione la condiziona mafiosa di Carrassi, che essendo il secondo polo commerciale della città è un rione a forte presenza di classe media (più del murattiano e del Libertà) merita di ricevere maggiore attenzione da parte delle Istituzioni locali e dalle forze dell’ordine.


Ci auguriamo, per esempio, di vedere i cani antidroga cominciare a circolare alla sera per via Buccari, davanti alle scuole al mattino, nel parco di Largo 2 Giugno e nei giardini della Chiesa Russa ad ogni ora.


Ci auguriamo che siano molto più severi i controlli sugli esercizi commerciali e della somministrazione di bevande in mano ai clan. Ci auguriamo che si perquisiscano le abitazioni di quei criminali, anche ai domiciliari, dove è più facile che si nascondano le armi. Armi che, se lasciate correre libere di mano in mano come sta accadendo adesso, torneranno a sporcare di sangue l’asfalto del rione.

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