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Il piccolo mondo pugliese: immigrati da 167 Paesi

«Al 31 dicembre 2020 sono residenti in Puglia 135.356 cittadini stranieri, il 3,4% di tutti i residenti in regione, un dato rimasto pressoché costante nel corso degli ultimi tre anni». Esordisce così il capitolo dedicato alla Puglia del Rapporto immigrazione 2021, redatto dal Centro studi e ricerche Idos, curato da Antonio Ciniero dell’Università del Salento e promosso dalla Cgil Puglia per quanto riguarda la nostra regione.

Il rapporto dice che nel 2020 la popolazione straniera in Puglia è cresciuta dell’1,2%, con la provincia di Bari praticamente costante (-0,4%) rispetto all’anno precedente. L’area metropolitana del capoluogo di regione, infatti, è la macro-area pugliese che ospita più cittadini stranieri (40.995), seguita da quelle di Foggia (31.180), Lecce (26.206), Taranto (14.405), Brindisi (11.707) e Bat (10.903). «In tutte le province – è scritto nel rapporto - si riscontra un sostanziale equilibrio di genere tra i residenti stranieri, solo nelle province di Brindisi e, con maggiore evidenza, in quella di Foggia c'è una leggera prevalenza di uomini (il 51,6% degli stranieri residenti nel brindisino e il 53,8% di quelli residenti nel foggiano)».

Guardando la “geografia dell’immigrazione”, si capisce che la Puglia è una sorta di planisfero in piccolo. Dal documento emerge come siano ben 167 i paesi stranieri rappresentati dagli immigrati nella nostra regione: «La maggioranza assoluta, il 54,8%, è di origine europea (il 33,9% proviene da un paese dell'Ue) – si legge. II secondo continente per numero di residenti è l'Africa, con il 23,7%, seguito dall'Asia con il 18,1%; dal continente americano proviene, invece, solo il 3,3% degli stranieri residenti in regione. I primi cinque paesi per numero di residenti sono Romania (33.970, il 25,1% del totale dei residenti stranieri), Albania (20.850, 15,4%), Marocco (10.106, 7,5%), Cina (6.032, 4,5%) e Senegal (4.625, 3,4%)».

Uno degli aspetti maggiormente interessanti sottolineati dallo studio è l’impatto che ha avuto òa pandemia di Covid-19 sulle dinamiche migratorie nel Tacco dello Stivale. Nei mesi più difficili della crisi sanitaria, molta della retorica politica ha messo l’accento sul parallelismo tra “italiani richiusi in casa e porti aperti agli immigrati”, ma i dati sembrano smentire questa posizione. Le misure di contenimento del contagio adottate dal governo nazionale, infatti, hanno avuto un’incidenza concreta anche sulle dinamiche dell’immigrazione: «Nel 2020 – si legge - le iscrizioni anagrafiche dall'estero sono infatti diminuite di 2.564 unità (-27,0%) rispetto all'anno precedente (da 9.501 a 6.937)». E ancora: «Con riferimento ai dati relativi ai primi rilasci di permessi di soggiorno, invece, emerge che, se nel 2019 i permessi rilasciati per la prima volta erano stati complessivamente 4.909, nel 2020 sono scesi a 3.716 (-24,3%). Tale decremento ha riguardato tutte le tipologie di permesso. Rispetto all'anno precedente, infatti, i permessi rilasciati per motivi di studio sono diminuiti del 69,4%, quelli per motivi famigliari del 31,1%, quelli rilasciati per motivi di lavoro del 34,0% e quelli rilasciati per protezione internazionale ed ex umanitaria del 46,8%».

L’effetto pandemia si è fatto, inoltre, sentire anche sulle dinamiche relative all’occupazione. I dati Istat della rilevazione sulle forze di lavoro dicono che il numero complessivo degli occupati in Puglia nell’ultimo anno è diminuito dell'1%, per un totale di 1.221.004 occupati al 31 dicembre 2020. La percentuale delle donne e degli stranieri sugli occupati, tuttavia, è rimasta stabile: le donne sono il 35,6% e gli stranieri ii 4,4%.

Cresce, invece, del 2% «La quota delle donne tra gli occupati stranieri, che raggiunge il 42,9% - specifica l’analisi condotta all’interno del rapporto. II numero complessivo dei disoccupati in Puglia è diminuito del 7,6% tra il dicembre 2019 e il dicembre 2020. Al 31 dicembre di quest'ultimo anno risultano essere disoccupati 199.384 pugliesi contro i 215.827 dell'anno precedente. La quota delle donne tra i disoccupati a rimasta pressoché stabile: passa dal 43,4% del 2019 al 43,6% del 2020, cosi come la quota degli stranieri sui disoccupati, che passa dal 7,4% al 7,9%. Sono i dati relativi alla quota delle disoccupate straniere che sembrano evidenziare maggiormente le ricadute negative della pandemia sul mercato del lavoro».

Guardando alle tipologie di lavoro, la gran parte degli occupati stranieri (87,8%) svolge un lavoro di tipo dipendente. Il 63% è occupato nei servizi (tra cui il 27,7% nei servizi domestici), il 25,9% in agricoltura e l'11,2% nell'industria, tra cui il 6,7% nelle costruzioni. Rispetto alla tipologia professionale, il 51,3% degli occupati stranieri svolge un lavoro manuale non qualificato, il 30,4% è impiegato come addetto alle vendite o servizi alle persone, il 16,2% svolge un lavoro manuale specializzato e solo il 2,1% svolge una professione intellettuale o tecnica o e inquadrato come dirigente.

Resta la forbice retributiva tra italiani e stranieri, un divario che il Covid ha contribuito ad acuire. «Rispetto all'anno precedente, nel 2020 la retribuzione mensile percepita dai lavoratori stranieri in Puglia è diminuita mediamente di 63 euro: è infatti pari a 848 euro mentre era di 911 euro nel 2019. Per quelli italiani invece la diminuzione è stata molto più contenuta (pari a 4 euro), per una retribuzione media di 1.260 euro».

Da ultimo, è interessante valutare il sistema dell’integrazione degli stranieri nel contesto territoriale. «La scuola è uno dei luoghi in cui, più che altrove, è possibile vedere la dimensione policulturale che caratterizza la regione – sottolinea il report immigrazione. Nell'anno scolastico 2019/2020 sono 18.745 gli studenti con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole di ogni ordine e grado della Puglia; la metà di essi a nata in Italia (50,8%) e complessivamente rappresentano il 3,2% degli studenti pugliesi. La scuola primaria concentra il maggior numero di studenti stranieri (6.338, di cui il 59,2% a nato in Italia), seguita dalla scuola secondaria di II grado (4.934 e 28,7%), dalla secondaria di I grado (3.949 e 45,3%) e dalla scuola dell'infanzia (3.524 e 72,6%). Gli studenti stranieri delle scuole secondarie di II grado si dividono in misura proporzionale tra i licei (32,9%), le scuole professionali (31,5%) e gli istituti tecnici (35,6%). Nei licei, gli studenti non italiani rappresentano I'1,7% dei 95.812 iscritti, nelle scuole tecniche sono il 2,8% e nelle scuole professionali il 3,9%».

C'È ANCHE BARI NEL PROGETTO PER I RIFUGIATI


C’è anche Bari nella rete di “Community matching”, il progetto dell’Unhcr e di Refugees welcome Italia Onlus, che punta a promuovere l’integrazione delle persone rifugiate attraverso l’attivazione di relazioni di tutoraggio fra volontari e rifugiati.

Valorizzando il ruolo delle comunità in una società più accogliente, solidale, attenta alle diversità, il progetto vuole contribuire ad affrontare le nuove sfide poste dall’arrivo delle persone ucraine in Italia.

“Community matching” può dare una risposta efficace anche alle esigenze delle persone in fuga dall’Ucraina, permettendo di strutturare la solidarietà di tanti cittadini e favorendo processi di integrazione sul territorio.

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