Il nostro Sud recupera solo se rispetta i suoi valori

Siamo ciò che vogliamo essere, per nostra scelta, incapaci di trovare il filo conduttore di un comportamento che metta al primo posto i valori. Siamo una società calpestata dalla politica e dalla malavita. Siamo una società diseducata dalla televisione e da una cultura che crea cittadini omologati su livelli di mediocrità.

Bari e la Puglia non sono diverse dal resto dell’Italia: giravolte continue dei rappresentanti del popolo, gente delle istituzioni a braccetto con la mafia, giovani uccisi per un nonnulla, il titolare di una pizzeria aggredito e chiuso nel bagagliaio di un’auto tra l’indifferenza di chi vede e non si degna di chiamare la polizia … Tanta robaccia, mentre la tv (stavolta Mediaset) ci propina ancora la solita fiction-spazzatura (“Una famiglia perbene”) che dipinge situazioni baresi gonfiate che peggio non si può.

Siamo in un periodo buio, di involuzione, di deterioramento totale, con la pandemia che fa il resto, pro- vaccino e no-vax, disoccupati in aumento e furbetti dietro ogni angolo. Siamo come tutti, come tutti i cittadini di questa Italia bella da morire, ma senza una stella polare che ci guidi? Sì, ma non è un motivo per tirare i remi in barca. Noi siamo il Sud che deve colmare il gap con il Nord e non si può permettere derive qualunquistiche e delinquenziali. Noi abbiamo il dovere di essere migliori degli altri, noi siamo quelle formiche che devono affrettare il passo verso un futuro migliore.

Cosa facciamo? Ci stracciamo le vesti e incoraggiamo l’esodo verso un’isola sconosciuta, dove splende il sole e donne e uomini lavorano ogni giorno, inneggiando alla virtù? Utopia. E con l’utopia non si cambia il mondo. Piuttosto consoliamoci con le “cose” che vanno: ci sono!

La prima è che non abbiamo dimenticato il dovere dell’accoglienza: nel Salento sono sbarcati 22 migranti e la gara di solidarietà è stata immediata. E, alla fine, i chiedenti-aiuto sono stati accompagnati al Centro don Tonino Bello di Otranto.

La seconda riguarda un’intervista che ci riconcilia con la sana e retta Magistratura e con il vero giornalismo (raro in tempi di tappetini stesi al servizio dei potenti o dei partiti). Massimiliano Sisto di TRM, una tv che si sta elevando per format originali e diversi, ha lungamente dialogato con Renato Nitti, procuratore della Repubblica di Trani: domande puntuali e risposte di un uomo che ha conoscenza reale della mafia tranese e della Bat e che rivela impegno e coraggio, pur dovendo far fronte a carenze di organico.

Insomma, non tutto è perso e ricordiamoci: siamo ciò che vogliamo essere. Le scelte giuste dipendono da noi.


Scrivi all'autore