Il cibo, i pugliesi e la critica che va di...

“Trmon” o il più nobile “trimone” ancora alla ribalta. Il termine in vernacolo barese valorizzato da Michele Emiliano e nei giorni scorsi scomodato, a mo’ di insulto, all’indirizzo di Lorenzo Biagiarelli, esperto di cucina e viaggi e compagno di Selvaggia Lucarelli, forse avrà l’onore di essere citato come neologismo dalla Treccani.

Incipit di colore a parte, la questione dibattuta racconta molte verità, la prima gira attorno alle virtù che ci vantiamo di avere e che, nei fatti, non abbiamo. Veniamo al dunque: Biagiarelli viene in Valle d’Itria e scrive in un post: «In Valle d'Itria ho mangiato male. Quasi ovunque. Mangiar male ha tanti significati, quindi chiarisco: ho mangiato a volte male, a volte tremendamente sotto le aspettative, a volte in maniera sciatta e raffazzonata, altre in maniera pretenziosa e prezzolata, a volte nemmeno male ma con una mensa talmente scialba da non averne, in fin dei conti, nemmeno il ricordo».

Incauto signorino di un Lorenzo Biagiarelli, come ti permetti? E via: l’esperto di cucina è stato assalito da commenti, qualcuno favorevole, altri colmi di ingiurie, con “trmon” ripetuto fino alla noia. Non ci siamo: il diritto di critica è un diritto, anche perché, nella fattispecie, Biagiarelli è persona intelligente e perbene e lo dimostra con la replica: «Io sulla mia opinione posso mettere la mano sul fuoco. Spero che possiate fare altrettanto con le vostre. Lo spero davvero perché la Valle d'Itria è un posto meraviglioso ed è casa vostra e renderla splendente o, al contrario, un vuoto simulacro per turisti spendaccioni è un potere che avete solo voi».

Allora? Impariamo ad accettare le critiche e mettiamo da parte un provincialismo di base, duro da superare: in molti ristoranti di Puglia, Bari compresa, c’è improvvisazione in tutti i sensi: poca tipizzazione del menu, personale non sempre all’altezza e prezzi spropositati. Poi ci sono anche eccellenze, e ci pare ovvio.

Per favore, smettiamola di scadere nel genere villano, con la ripetizione a iosa di parole all’apparenza simpatiche. E, ancora, Emiliano lasci perdere diatribe di serie B. Un presidente di Regione, con tanti veri problemi da risolvere, non può usare i social per “bacchettare” l’esperto di cucina: «Ho trovato molto interessante quello che ha scritto e se le fa piacere vorrei approfondire il suo giudizio».

Approfondire? Ma no… La letteratura barese e pugliese “sul mangiare” francamente ha rotto. A Bari e in Puglia abbiamo altro da pubblicizzare. Molto altro. Parliamo meno di orecchiette, panzeotti e di altre specialità, già santificate a sufficienza nelle fiction televisive.


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