Il cemento cresce e il pianeta presenta il conto

Mi è rimasto negli occhi il fotogramma di quell'uomo che il 23 agosto scorso è stato travolto e trascinato dall'acqua che ha trasformato in un fiume in piena le strade del centro storico di Verona. L'uomo alza le braccia, l'acqua sta per arrivargli alla gola, ha lo sguardo terrorizzato. Abbiamo sentito poi il suo racconto ai telegiornali. Le parole di un sopravvissuto che ringrazia quanti gli hanno salvato la vita. Fino a qualche anno fa queste immagini arrivavano da molto lontano, da paesi in cui i fenomeni atmosferici violenti sono consuetudine in determinati momenti dell'anno. Gli esperti parlano di tropicalizzazione del clima e i numeri elaborati da Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database sono impressionanti. 

Durante l'estate che si sta concludendo l'Italia è stata interessata da centinaia di eventi estremi fra nubifragi, trombe d’aria, tempeste di fulmini e grandinate. 

L'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma e le cause sono ben chiare. Dice Coldiretti che i cambiamenti climatici hanno fatto esplodere il pericolo idrogeologico su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dalla la perdita negli ultimi 25 anni di oltre un quarto della superficie agricola utilizzabile in Italia. Per non parlare delle vittime. 

Il presidente nazionale della Società italiana di geologia ambientale (Sigea), Antonello Fiore, ricorda che negli ultimi sessant'anni a causa di frane e inondazioni sono morte più di 1700 persone e oltre 320mila sono rimaste senza una casa. Il dissesto idrogeologico, sottolinea il geologo Fiore, è un concorso di colpe: abbandono delle campagne, edilizia distratta dagli interessi economici, abusivismo edilizio, assenza di manutenzione dei corsi d’acqua, incendi boschivi, cambiamenti climatici. 

L'emergenza Covid 19 ha fatto passare in secondo piano la attualità dei temi ambientali ma le conseguenze del cambiamento climatico ci incalzano. Per fortuna c'è un leader mondiale che, pur solitario, non demorde e sottolinea il pericolo dell'inazione. 

È Papa Francesco, che il primo giorno di settembre ha ribadito la necessità di "riparare la Terra". Sì, ha usato proprio il verbo riparare, perché "le foreste si dissolvono, il suolo è eroso, i campi spariscono, i deserti avanzano, i mari diventano acidi e le tempeste si intensificano". 

E mentre il Papa dice che dobbiamo "riparare" la Terra, noi continuiamo imperterriti a divorarla, cementificarla, impermeabilizzarla. Il rapporto 2020 Ispra - Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente non induce all'ottimismo. Il consumo di suolo in Italia va avanti ad alta velocità, al ritmo di 16 ettari al giorno. Gli incrementi maggiori di consumo di suolo nell'ultimo anno si sono verificati in Veneto (785 ettari in più), Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). Sapete qual è la provincia italiana a più alto consumo di suolo? Verona con 252 ettari di nuovo suolo artificiale negli ultimi dodici mesi. 


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