Il traguardo è la nuova “normalità”


La verità è che a questo punto dell’emergenza Coronavirus ci ritroviamo in una sorta di “limbo”, bloccati come siamo tra la voglia di normalità e il timore di ricadere nella trappola della quarantena.

Quello che è certo è che dobbiamo navigare a vista. La fase cominciata lo scorso 4 maggio poteva produrre effetti negativi che di fatto non si sono verificati (visto che sono trascorsi oltre 20 giorni) anche se l’indicazione dell’ultimo week end è stata tanto liberatoria quanto potenzialmente pericolosa.

I numeri del contagio scendono un po’ dappertutto. Perfino in Lombardia, dove fino allo scorso sabato si contava più della metà dei nuovi casi nazionali. E francamente, detto con tutto il rispetto per i virologi, non è chiaro se per il combinato disposto del lockdown e dei primi caldi o solo per il primo. Anche in Puglia tutto sommato le cose vanno bene, anche se restano alcuni interrogativi a cui non sono arrivate risposte concrete, triturate sull’altare dall’agone politico a cui il presidente (e assessore alla Sanità) Michele Emiliano ha destinato il responsabile della task force epidemiologica, il prof. Pierluigi Lopalco, che si è dovuto confrontare con l’europarlamentare Raffaele Fitto.

Ma, numeri a parte, sembra innegabile che si stia tornando ad un pizzico di normalità: si parla delle serate in pizzeria, si parla dell’estate, si sono aperte le prime spiagge. Perfino la Lega ha pensato bene di provare una fuga in avanti annunciando la candidatura alle prossime elezioni regionali di un candidato dimezzato, come il celebre Visconte di Italo Calvino. È Nuccio Altieri, che piace poco perfino a parte dei leghisti e che nel resto del centrodestra non viene ritenuto competitivo contro una “corazzata” come quella del presidente uscente Michele Emiliano.

Proprio Emiliano, peraltro, guarda al futuro a prescindere dalla data delle elezioni. Nella sua visione della Puglia che verrà ha deciso di affidare ad un pool di sette esperti la “ricostruzione”. Nel suo modo di intendere i mesi a venire, pensa ovviamente ai danni causati dal Covid-19 Coronavirus; secondo i suoi avversari politici, si dovrebbe ricostruire in realtà una sorta di “post Emiliano” per i danni che la sua presidenza avrebbe provocato alla regione, soprattutto in tema di sanità ordinaria e di agricoltura.

I sette esperti sono Maria Grazia Chiuri, Massimo Bray, Massimo Inguscio, Pierluigi Lopalco, Pasquale Preziosa, Salvatore Rossi, Alessandro Sannino. Faranno parte di quello che è stato chiamato “Gruppo strategico di Ripartenza”. Avranno il compito di elaborare e proporre misure necessarie per favorire la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive e disegnare un modello di sviluppo per la Puglia dei prossimi anni. Su questo, però, avremo modo di fare valutazioni. Il tempo potrebbe essere poco, se si dovesse votare nei prossimi mesi. Sempre che Emiliano non spunti la riconferma.

Eppure la lotta al Coronavirus è tutt’altro che terminata. Anche in questo caso siamo in una sorta di stallo, quasi in attesa del rush finale: ormai i contagi si sono stabilizzati, i focolai sono stati in parte domati ed in parte sono sotto controllo. I numeri dicono che si dovrà faticare ancora un po’ per arrivare allo “zero” e se non avessimo timore di far inutilmente innervosire il prof. Lopalco (che, giustamente nella sua ottica, preferirebbe “discutere” con gli esperti come lui…) suggeriremmo di evitare di dare il bollettino quotidiano, soprattutto in virtù del fatto che ogni tanto un aggiustamento del database finisce col mettere sottosopra i conti e le percentuali. E siccome i giornalisti, non essendo epidemiologi, possono avere solo quelli come riferimento, si rischia di non capirci più nulla.

Prendiamo, ad esempio, l’ultima settimana, quella da lunedì 18 a domenica 24 maggio. La media dei contagi rispetto ai tamponi è stata dello 0,68%, superiore rispetto allo 0,54% della settimana precedente. “Colpa” di un riallineamento del database, appunto, che ha fatto registrare 27 casi tutti insieme venerdì 22 maggio.

Quindi, dice il prof. Lopalco, tutto sotto controllo. Non c’è motivo di non credergli, ovviamente. Anche perché martedì 26 maggio abbiamo avuto solo due casi su oltre 2200 tamponi.

Solo che se è stato necessario “riallineare” il database vuole anche dire che i dati ufficializzati nei giorni precedenti non erano quelli giusti. Di qui la considerazione: non è meglio, a questo punto, fornire un dato settimanale invece di sette quotidiani? Così quando si riallinea il database non si spaventa nessuno. Anche perché se guardiamo il dettaglio dei singoli casi scopriamo che siamo passati dai 66 complessivi della settimana precedente ai 79 di quella chiusasi domenica 24 maggio. Come dovremmo pensarla?


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