I nostri bimbi sono le luci del Natale


Se nemmeno il Grinch, il folletto verde che abitava sul fantastico monte Briciolaio, è riuscito a rubare il Natale ai bambini non ce la farà di certo il Covid-19. Tra zone arancioni e rosse, diventate “magicamente” gialle, il momento più atteso dell’anno è sempre più vicino. D’altronde da metà novembre, decisamente in anticipo, le vetrine dei negozi prima e le case poi, si sono illuminate. Bisogno di serenità? Forse sì, perché il Natale porta con sé gioia e spensieratezza di cui, tra mascherine, distanziamenti forzati e tamponi, abbiamo tutti bisogno. Viverlo al meglio, nei limiti del buonsenso, resta l’obiettivo di tutti per dimenticare un anno complicato. Al centro delle feste ci sono certamente i più piccoli. 

Il Natale è una delle festività senza dubbio più sentite dai bambini. Ecco perché, nonostante la situazione che stiamo vivendo, è fondamentale che i più grandi riescano a ricreare la magia di questa festività, rispettando magari i riti e le tradizioni vissute in passato. Se le case di Babbo Natale costruite nelle piazze delle città e a cui i nostri piccoli erano abituati, resteranno chiuse sino a data da destinarsi, occorrerà armarsi di fantasia per ricostruire, almeno nella testa dei piccoli, il magico paesaggio innevato dove vive Babbo Natale con i suoi el-fi, le sue renne e la sua slitta volante. Lo ha spiegato senza mezzi termini Le Figaro: quest’anno occorre reinventare il Natale con un pizzico di creatività e – perché no? – con una buona connessione a internet. 

Servirà anche questa per ricongiungersi, almeno virtualmente, con la famiglia allargata: cugini, zii e spesso anche nonni. Ma il Natale è anche attesa. Una magica attesa che quest’anno va curata nei dettagli. Ed ecco lunghe lettere per Babbo Natale arricchite da decorazioni e disegni o calendari dell’Avvento fatti in casa che aiutano i bambini ad entrare nell’atmosfera, anche se sono piccoli e non percepiscono il trascorrere del tempo. 

Piccole cose per le quali, solo sino allo scorso anno, non c’era tempo ma che per questo 2020 diventano importanti per la loro serenità. Il Natale è sinonimo di famiglia, allegria, doni e magia, le emozioni ad esso legate sono così forti che la sola vista di immagini legate ad alberi, luci e slitte ha il potere di rendere più felici. Ecco perché anticipare a novembre luminarie e decorazioni in molti negozi e abitazioni, è stato un modo per cacciare via la tristezza di una pandemia che dura ormai da mesi. La casa ha acquisito un nuovo valore durante il lockdown anche agli occhi del bambino, che ora la vive come un rifugio ancora più di prima. Renderla più bella in vista del Natale significa sopperire in qualche modo alle rinunce che bisogna accettare appena si varca quella soglia. 

I bambini sono tornati a scuola, si stanno sottoponendo ai tamponi, si sono adeguati alle restrizioni e stanno gestendo nel modo migliore, gli effetti del post lockdown. Per questo meritano un Natale sereno, il più possibile simile a quello che hanno sempre vissuto. Non serve parlare di Covid a tutti i costi, anche perché sono immersi nello stesso contesto sociale degli adulti e quindi sono già “preparati”. I piccoli hanno una capacità di adattarsi che gli adulti faticano a tirare fuori: i grandi ragionano per schemi, a volte per preconcetti, i bambini invece hanno una mente più flessibile. Sentono i genitori, ascoltano i telegiornali, hanno già il contesto a cui riferirsi per trovare la spinta ad adattarsi nel modo migliore. Non è detto quindi che per loro questo eventuale cambio di routine natalizia debba essere uno shock.

Se, invece, il piccolo pone una domanda diretta perché magari ha una routine natalizia che aspetta con entusiasmo (un visita dei nonni o un viaggio) bisogna sempre dire la verità, senza accentuare ansie o dare certezze. Il periodo che anticipa il Natale non sarà, quindi, diverso da quanto vissuto dai genitori durante il lockdown che hanno dovuto gestire al meglio un periodo di emergenza con i figli a casa. Non dimentichiamo che non esistono solo le paure dei bambini, ma anche quelle degli adulti: l’importante è non trasferirle ai figli. Senza riunioni di famiglia, senza vacanze e magari senza parenti o amici intorno, i piccoli hanno capito che la costante sono la mamma, il papà e, se ci sono, i fratelli: una certezza che non sarà mai scardinata an-che se questo potrà essere un Natale diverso. 

“Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce. Lasciamola entrare nel nostro cuore: tendiamo la mano a chi ha più bisogno, così Dio nascerà nuova-mente in noi e in mezzo a noi”, ha detto qualche giorno fa Papa Francesco. Magari quest’anno si potrebbe tornare a dare un significato più semplice e profondo al Natale, un senso anche più intimo e religioso. 

E poi se l’ometto verde non è riuscito a spegnere le luci del Natale con il suo profondo odio verso la festa più luminosa di sempre, potrebbe non riuscirci anche il Covid, se si insegnasse proprio ai bambini a tenere accese quelle luci, magari stretti attorno a un tavolo con mamma e papà e con l’affetto di chi sarà lontano, solo per amore. E per loro, per tutti i bambini, resta sempre una grande certezza: Babbo Natale arriverà anche quest’anno, sulla sua slitta volante, guidata da Rudolph, e accompagnato dai suoi elfi. Perché in cielo, state certi che, nessuno li fermerà. 


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