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Emiliano: "Il blitz di calderoli è fallito"

Il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha parlato senza mezzi termini di un vero e proprio “blitz fallito” subito dopo la Conferenza Stato-Regioni (di cui è vicepresidente) in cui il ministro Calderoli ha provato a far passare una bozza sull’Autonomia differenziata incostituzionale e palesemente a favore di tre regioni a scapito del resto del Paese.

“Se fosse passata – ha detto Emiliano alla “Gazzetta” - ogni regione avrebbe potuto scegliere come al supermercato quali materie chiedere al Governo e quelle su cui legiferare in modo diverso dallo Stato o dalle altre Regioni. Insomma, una babele che avrebbe costretto i cittadini italiani, anche in materie importanti come scuola, trasporti, energia, ad avere doveri e diritti diversi a seconda della residenza, come avveniva nell’Italia pre-risorgimentale”.

Senza peli sulla lingua anche il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo: “Crediamo che tutta la classe dirigente del Mezzogiorno – ha sostenuto in una nota – ogni attore istituzionale, sociale ed economico debba prendere parola contro un progetto, quello di autonomia differenziata, che grazie alla bozza Calderoli si è svelato in tutto il suo portato egoistico, divisivo del Paese, vessatorio nei confronti di quei territori dove non è garantita uniformità nell’esigibilità di diritti costituzionali, dalla salute all’istruzione alla mobilità, a prescindere da dove si nasce o si sceglie di vivere”.

Va al sodo il meridionalista e già direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Lino Patruno: "Se le tre regioni secessioniste se ne andassero – ha scritto – dovrebbero accollarsi la parte di debito pubblico dello Stato da loro sottoscritto con Bot, Btp e compagnia. Lo sanno? Come certificato da tutte le classifiche europee, le Regioni italiane più ricche (appunto Lombardia, Veneto ed Emilia) perdono continuamente posizioni rispetto a quelle più sviluppate del continente. Un declino che vogliono far pagare al Sud continuando a sottrargli risorse. E come potranno i parlamentari del Sud appena eletti dire al Sud (del quale essi stessi fanno parte con le loro famiglie): scusate, ma dovete digerire questo «pacco» che vi (e ci) condannerà a essere per sempre i poveri del Paese?”.

Insomma, a chi vuol andare via sfugge un dettaglio che mette d’accordo gli economisti: da soli non si va da nessuna parte. Nell’immediato ci sarebbero anche dei (falsi) vantaggi, poi seguirebbe una crescita inevitabilmente minore rispetto al resto d’Europa. Conviene davvero?


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