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Economia sostenibile: ecco un esempio da far... circolare

Dare nuova vita ai rifiuti, quelli che si possono riciclare, è l’abbiccì dell’economia circolare. Chiudere il ciclo dei rifiuti richiede impegno e investimenti nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica. I nuovi prodotti devono essere utili e richiesti dal mercato. A Brescia ci stanno provando con un asfalto-non-asfalto a base di grafene e plastiche dure (quelle delle custodie per i CD, ad esempio). Con questo prodotto stanno per essere ripavimentate le strade interne del termovalorizzatore di Brescia gestito da A2A.

Rispetto alla pavimentazione tradizionale verrà riutilizzata una tonnellata di plastiche dure e saranno risparmiate 10 tonnellate di bitume e 215 tonnellate di materie prime estratte dalle cave (ghiaia, ghiaietto, ciottoli), evitando consumo di suolo e consentendo così di dimezzare il numero dei viaggi degli automezzi necessari per il trasporto di questi materiali. L’opera permetterà di ridurre i consumi energetici di circa 47.000 kWh, corrispondenti al fabbisogno mensile di 210 famiglie e di abbattere del 50 per cento le emissioni di CO2.

La tecnologia è tutta italiana ed è il risultato di una ricerca durata sei anni, condotta da Iterchimica in collaborazione con A2A, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Directa Plus. L’impiego dell’additivo Gipave offre migliori prestazioni di resistenza, aumenta del 50 per cento la vita utile della pavimentazione rispetto alle migliori tecnologie attualmente utilizzate sul mercato e riduce gli impatti ambientali.

A proposito di rifiuti, il termovalorizzatore A2A di Brescia recupera ogni anno energia elettrica e termica da circa 700mila tonnellate di rifiuti non riciclabili, evitando lo smaltimento in discarica e, al tempo stesso, il consumo di combustibili fossili e le relative emissioni. I rifiuti permettono di produrre energia elettrica per soddisfare il fabbisogno di 200mila famiglie. Il termovalorizzatore di Brescia recupera il calore generato e lo convoglia, attraverso una rete di teleriscaldamento di oltre 630 chilometri, fino alle abitazioni dei singoli utenti. In tutto sono più di 60 mila appartamenti.

Già, ma l’inquinamento atmosferico? A Brescia sono in azione sei sistemi per monitorare le emissioni. Funzionano come laboratori che eseguono un’analisi chimica della composizione dei fumi in tempo reale, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno: monossido di carbonio, ossidi di azoto, carbonio organico totale, ammoniaca, acido cloridrico, biossido di zolfo, polveri, ossigeno, umidità, portata, pressione e temperatura dei fumi.

Per ogni ora di funzionamento dell’impianto ognuno dei sei laboratori automatici produce l’equivalente di novanta analisi chimiche per ciascuno dei dodici parametri monitorati. Si tratta di più di 55 milioni di dati analitici delle emissioni in un anno. I dati sono acquisiti da Arpa in maniera automatica e in tempo reale. La raccolta differenziata e il recupero di energia sono attività complementari che hanno per obiettivo l’azzeramento del ricorso alla discarica. A Brescia la raccolta differenziata è al 77,3 per cento ed è quasi raddoppiata in 10 anni.








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