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Ecco le letture per conoscere il nostro Sud

Leggere, leggere, leggere. Specie d'estate, sotto l'ombrellone o meno che sia, quale miglior amico del libro? Vi proponiamo ora sei ipotesi di lettura per l'estate, stagione ormai più che nel suo vivo. Sei libri più, nel box, una rivista culturale.

Eccoci con una partenza dedicata al mondo del nostro Sud, un Sud che deve seriamente riflettere sulle proprie potenzialità. È questo il messaggio che Lino Patruno, giornalista, ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, straordinario divulgatore, da tempo cerca di lanciare, con la grinta che lo contraddistingue. E però il suo freschissimo di stampa (Magenes edizioni) "Imparate dal Sud. Lezione di sviluppo all'Italia" segna un determinante cambio d'ottica. Infatti, dopo alcune pubblicazioni di successo destinate a smentire la vulgata sul Sud inconcludente e magari anche piagnone ed altre ad evidenziare quanto invece di positivo ci fosse 'anche' al Sud, ora Patruno ci dice invece che dal Sud tutta l'Italia non ha che da imparare. "Si può avere la sfacciataggine di dire che bisogna imparare dal Sud? Sì - ci dice Patruno nella parte più sinteticamente efficace del suo libro-. Perché l'Italia deve prendere lezioni dall'incredibile capacità del Sud di fare il più col meno, di crescere nonostante tutto: un Sud sorprendentemente ad alta tecnologia con aziende che si fanno strada nel mondo, con personaggi da copertina e con primati misconosciuti. E con uno stile di vita altrove tanto perduto e tanto ricercato: il Sud sta vincendo perché è rimasto Sud, e questo libro è un viaggio attraverso tutto ciò che è riuscito a fare controcorrente e attraverso ciò che potrebbe ancora fare. Così Patruno.

Rimanendo sul Sud e sulla sua storia ecco un volume di divulgazione storica, un agile studio di Gianvito Armenise, valido ed appassionato studioso di storia, pugliese di Modugno. "Mario Arpino. Il diplomatico di Ferdinando II di Borbone", il suo titolo. Il libro contribuisce alla diffusione della conoscenza di una figura, quella del diplomatico di prestigio Giuseppe Mario Arpino (1804-1855), mai passata al setaccio biografico come invece, appunto, Armenise fa. Un saggio frutto del lavoro di archivio, che arriva ad ipotesi nuove su alcuni momenti della vita di Arpino, relativamente anche a passaggi dirimenti per la storia del Regno di Napoli del tempo. Una vita che consente ad Armenise anche di instradarsi lungo percorsi di necessaria rivisitazione storica. Si pensi al tema del presunto isolamento internazionale del Regno delle Due Sicilie, qui smentito categoricamente.

Il Sud regna anche nelle pagine dell'ultimo libro di Gianni Spinelli, giornalista, scrittore e opinionista. Siamo di fronte ad un altro suo romanzo, come il precedente "La scatola di cuoio", grande successo editoriale. L'ambientazione è lucana, a Craco, il fascinoso "borgo fantasma" in provincia di Matera. Craco, nelle pagine a firma Spinelli, si rianima e diventa la residenza di artisti provenienti da diverse parti del mondo: Mali, Francia, Cina, Inghilterra e Italia. Sono diverse centinaia tra musicisti, pittori, scultori, scrittori, poeti, attori, danzatori, ballerini, fotografi, registi di teatro e di cinema, chef e filosofi e danno vita a “Craco Blues”, la città del desiderio. Due le mission: trasmettere la bellezza e aiutare il Mali salvando il blues. Craco diventa praticamente un eden. Si creano mostre, si organizzano concerti, si mettono in scena opere teatrali: l’ormai ex "paese fantasma" diventa meta di visitatori alla ricerca della purezza e di un mondo diverso. Una favola moderna –ed anche amara– per far rivivere un antico borgo abbandonato con la cultura e l’amore per l’ambiente. su questa difficile contemporaneità.

Più Sud, inoltre, di quello raccontato da Valentino Losito, poi, davvero non ce n'è. L'ex giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e ex presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti, da qualche anno ormai anche prolifico scrittore e poeta, presenta, per SECOP edizioni, un suo particolare elogio della siesta, del mito mediterraneo della cosiddetta "controra". Pagine delicate, tenui, come nello stile di Losito. Racconti dell'anima, un'anima antica, riscoperta e da riscoprire. Ecco "Zitti zitti, piano piano", edito per l'appunto dalla casa editrice pugliese a guida Peppino Piacente.

"La controra -scrive Losito- è rimasta a lungo per me una vecchia soffitta abitata nei lunghi pomeriggi estivi dell’infanzia e poi rinchiusa con tutto il suo carico di ricordi e di mistero. Un antro, quasi una 'selva oscura', un luogo della memoria abbandonato, rimosso e consegnato ad un muto ed indescrivibile racconto. Una soffitta con il suo armadio decrepito i suoi bauli sparsi e i molti oggetti impolverati e illuminati dalla poca luce proveniente da una piccola finestra".

Ecco poi un romanzo di formazione, modello antico. Ci riferiamo al testo "Il ragazzo che rubava le parole", di Antonio Del Giudice, giornalista originario di Andria, con alle spalle almeno quarant'anni di lavoro di rilievo nelle redazioni dei maggiori quotidiani italiani. L'opera racconta le vicende di Andrea, nato nel dopoguerra in un Sud Italia povero e pieno di contraddizioni, politiche e umane (ancora il nostro Sud!). Dalla ribellione alle regole della clausura di un collegio religioso, alla scoperta della vita durante gli anni del liceo e poi l'università. Infine il lavoro a Milano e l'amore che fugge. "Sullo sfondo -leggiamo nelle note della quarta di copertina del libro- le vicende politiche di una Italia che ancora si divide tra nostalgici del regime e antifascisti convinti. Il percorso di una vita ancora in bilico tra consapevolezza delle necessità reali e incoscienza dei sentimenti".

Un paese, infine, una realtà apparentemente ristretta, è presente anche in un lavoro pregevole di Lara Carbonara, docente e scrittrice pugliese, con all'attivo diversi volumi di narrativa, dedicati in specie al pubblico dei più giovani ma con riflessioni assai utili anche al mondo degli adulti.

"Saintes Maries de la Mer. Delle radici il vento": il libro si chiama così, apparso per Kubera edizioni. Ben presto ci si accorge che il paese si fa simbolo importante, fuor d'ogni delimitazione.

"L'aria si riempie dell'odore pungente dell'incenso, il paese diventa utero di un popolo che ha bisogno di santi a cui rivolgersi e voti da stringere. Un racconto intenso narrato da una bambina. I suoi occhi accolgono differenze culturali che riesce a comprendere solo attraverso le parole degli adulti. La sua vita errante, la sua casa mai fissa, la fierezza dell'appartenenza, l'essere figlia del vento". Si legge così nella scheda di presentazione al testo.

Buona lettura, allora! E buona estate!

Così Sparviero ''canta'' la sua Napoli

Nerone è stato uno dei primi cantanti napoletani? Federico II fu costretto a promulgare un editto per bloccare le serenate notturne napoletane? ‘O sole mio è una canzone nata all’ombra del Vesuvio o a migliaia di chilometri da Napoli? Paul McCartney delle canzoni italiane conosceva solo “Chella là”?

Queste e tante altre curiosità raccontate in un romanzo che è un atto d’amore nei confronti di Napoli e della sua musica, con informazioni sugli autori e sulle “storie” dei grandi classici della canzone napoletana

Si intitola “Vedi Napoli e poi canta” l’ultimo libro del giornalista Vincenzo Sparviero che per la prima volta si cimenta in un romanzo, ambientato a Napoli, città dove ha vissuto per un certo tempo e che ama molto. La prefazione è di Albano Carrisi, il cantante che ha trasmesso all’autore l’amore per i grandi classici della canzone napoletana in virtù di una trentennale amicizia.

Uno spunto biografico per raccontarela storia della canzone napoletanagrazie ad illuminanti incontri con cantanti, maestri di musica e tanti altri personaggi che l’autore ha inserito nel suo lavoro insieme con una originale descrizione delle bellezze monumentali e artistiche della città partenopea. Un libro che è stata anche un’occasione per raccontare aneddoti e curiosità legati alla canzone napoletana e ai grandi poeti e musicisti che – soprattutto nel secolo scorso - hanno creato melodie e versi “immortali” conosciuti in tutto il mondo.


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