Ecco come nelle altre città non si va in... buca

Con il venir meno delle misure di confinamento imposte dalla pandemia, le città tornano a confrontarsi con i problemi di sempre. Riprendono a circolare le auto, in giro si vedono sempre più moto, ciclomotori, biciclette, monopattini e... buche stradali. Ovunque l'asfalto è disseminato di crepe, fessure, radici fuori terra, rattoppi, avvallamenti e gobbe.

Mobilità dolce? La realtà è un amaro percorso ad ostacoli che caratterizza comuni grandi e piccoli. Le strade dissestate sono pericolose per chi va in auto e pericolosissime per chi va su due ruote. Quanto ai pedoni, poi, i marciapiedi sono una roulette russa.

Ogni anno gli incidenti causati dalla cattiva manutenzione stradale costano milioni di euro alle pubbliche amministrazioni inadempienti. Si tratta in media di circa 3.700 euro per ogni incidente. Nel 2020 il gruppo assicurativo Marsh&McLennan ha condotto uno studio approfondito del fenomeno su un campione di 66 Comuni, di piccole e grandi dimensioni. Ebbene, il 54 per cento dei sinistri denunciati deriva proprio da insidie stradali, sconnessioni e buche.

La manutenzione stradale dovrebbe essere permanente ma così non è. In molte città gli attivisti di "guerriglia gardening" riempiono le buche con terra e fiori, per renderle visibili. Succede a Roma, all'Appio Tuscolano, o in Galizia. Più caustico invece l'intervento dell'artista britannico Wansky, che qualche anno fa disegnava con la vernice fluorescente enormi peni intorno alle buche stradali di Manchester. L'effetto era immediato, perché le buche venivano immediatamente colmate di asfalto. Talvolta gli amministratori pubblici si vergognano.

Forse anche per evitare proteste così clamorose, a Vicenza hanno deciso che prevenire con la tecnologia è meglio che curare e risarcire. Così il Comune ha affidato ad un'azienda brianzola il compito di fare una mappa dettagliata delle buche disseminate sui 560 chilometri di strade cittadine. Un'auto simile a quelle usate da Google per lo StreetView, dotata di sensori GPS, accelerometri e macchine fotografiche, ha percorso in lungo e in largo la città analizzando l'asfalto grazie al sistema Anomaleet.

La piattaforma informatica analizza i dati ed è in grado di rilevare ogni anomalia dell'asfalto e prevedere anche l'evoluzione nel tempo delle piccole buche. Questa soluzione è stata adottata da numerosi comuni lombardi, dove il sistema è stato installato sulle auto di servizio e della polizia locale. Se si interviene prima si risparmia e si evitano incidenti e contenzioso.

Ci sono buoni esempi anche all'estero. A Boston, negli USA, il monitoraggio costante delle buche si fa con la app Street Bump e con l'aiuto dei cittadini. L'app permette di rilevare automaticamente ogni sobbalzo provocato dalle buche stradali durante il percorso in automobile, grazie all'accelerometro presente in ogni smartphone. La stessa app geolocalizza la buca e invia la segnalazione all'ufficio tecnico comunale. A York e Thurrock, nel Regno Unito, sui camion per la raccolta dei rifiuti sono stati installati antenne GPS, telecamere ad alta definizione, accelerometri e altri sensori in grado di dare un allarme preventivo, cioè prima che la buca o la voragine si formi.

Sempre meglio degli alert gridati dal motociclista Ugo Tognazzi nell'indimenticabile film di Luciano Salce "Il Federale" (1961): "Buca!", "Buca con acqua"!


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