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Disoccupazione sconfitta: tutti comparse di filmcomiscion

Da qualche parte al sud, anno 2026. Giovanni era gratificato dal suo lavoro. Dopo trent’anni aveva finalmente trovato pace ed equilibrio, la paga era buona e sicura e non era più costretto a uscire ogni notte con il gozzo a sfidare la sorte e le intemperie per prendere qualche pesce. Che i pesci, poi, era un pezzo che non finivano nella rete. Mica poteva portare al ristorante bottiglie di plastica e ciarpame che – quelli sì - abbondavano. Meno male che la filmcomiscion aveva pensato pure a rassettare il mare prima dell’alba, quando ancora i turisti non si erano svegliati per andare in spiaggia a passare la giornata. Che bravi, quelli della filmcomiscion! Con i soldi del piennerreerre avevano preso a nolo le chiatte idrovore elettriche che una notte sì e l’altra no aspiravano la monnezza marina e pulivano l’acqua dagli idrocarburi e dai colibatteri davanti a ogni lido. Così di giorno il mare sembrava da cartolina. Ormai arrivavano così tanti turisti che era inutile costruire i depuratori, che poi l’inverno a che cavolo servono?

Giovanni faceva la comparsa con un contratto a tempo indeterminato. Quattro mesi di lavoro pieno pieno, dall’alba al tramonto, e otto con qualche chiamata per eventi fescion straordinari. La paga però arrivava tutti i mesi e c’era pure la tredicesima. Che bravi, quelli della filmcomiscion! Lui era orgoglioso di far parte della più grande, ricca e potente azienda della sua regione, con migliaia di dipendenti e uffici sparsi in tutte le lochescion di vacanza.

Giovanni usciva presto, ogni mattina. Dopo essersi vestito da pescatore, si metteva sul molo a rammagliare la rete, oppure saliva sul gozzo e remava verso l’uscita del porto, oppure sbatteva sugli scogli i polpi scongelati. L’importante è che ci fossero i turisti a fotografare lui e i suoi colleghi. Uanderful! Mervejé! Maravijoso! Underbar!

Che bello sentire tutte quelle lingue giargianesi. Giovanni era una comparsa senior e poteva interpretare più ruoli a seconda della bisogna. Gli avevano fatto un corso fullimmerscion e gli avevano insegnato a usare qualche parola in inglese: “non troppe, sennò si perde l’autenticità”, gli aveva detto il tutor. Giovanni era contento ed orgoglioso di vivere nel suo bel paesino sistemato apposta apposta per ospitare i turisti. Tutto il centro storico era un gioiello, con i vicoli pieni di graziosi ristorantini e deliziosi bedendbrecfast, con i pumi colorati sui balconi e le botteghe degli artigiani. Che poi pure gli artigiani erano comparse della filmcomiscion. Anche a loro avevano fatto la fullimmerscion per imparare la gestualità e far venire belli i video e le foto per tiktok e instagram. Quelli che prima abitavano nel centro storico erano stati trasferiti in periferia. Bisognava far posto ai turisti. Pure Giovanni ormai abitava lì. Che bravi, quelli della filmcomiscion!


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