Diplomati e lettura Puglia indietro anche al Sud

Partiamo da qualche statistica utilizzando il recente rapporto BES (Benessere Equo e Solidale) 2022 dell’Istat, con dati campionari che si riferiscono al 2021.
Scelgo 3 indicatori fra i numerosi disponibili, a scopo meramente dimostrativo: riguardano i diplomati superiori, la lettura, la frequentazione di biblioteche. Sono cioè indicatori sensibili che rientrano nell’ampio comparto dell’istruzione e della cultura dal cui andamento dipende il futuro di un Paese.
Le persone da 25 a 64 anni con diploma di scuola superiore sono il 62.7% in Italia, il 66.2% nel Nord, il 55.2% nel Sud e il 51.7% in Puglia.
Le persone da 6 anni in su che leggono almeno 4 libri all’anno e i quotidiani almeno 3 volte a settimana sono il 36.6% in Italia, il 43.5% nel Nord, il 24.1% nel Sud e il 24.6 in Puglia.
Le presone da 3 anni in su che sono entrate almeno una volta l’anno in una biblioteca sono il 7.4 % in Italia, il 10.6% nel Nord, il 3.8% nel Sud e il 3.4% in Puglia.
Domanda: con questi numeri cosa è la nostra Puglia? Risposta: per lo più un fanalino di coda anche rispetto al Sud aggregato!
Difronte ad uno zoccolo strutturale così “deteriorato” le azioni di contrasto da svolgere dovrebbero essere calibrate di conseguenza.
Ragioniamo ad esempio sulla lettura di libri, dentro o fuori delle biblioteche. Pensiamo sul serio che una regione come la Puglia, seconda - a quanto sembra – solo alla Toscana in fatto di numero di festival e rassegne librarie, possa risalire la china in questo modo? Chi ci crede commette un errore o si comporta da medico pietoso. Le politiche per la lettura, infatti, dovrebbero essere di tutt’altro tenore. Soprattutto dovrebbero stornare l’equivoco esiziale (amplificato da kermesse del tipo di quella del “Libro Possibile”) per cui il libro viene banalizzato ad una merce di rapido consumo oppure ad un pretesto “di vetrina” per il business turistico. Se tutti noi offriamo ai giovani e ai giovanissimi questa immagine della cultura e del libro (occasione di passerelle, di narrazioni vacue mordi-e-fuggi) cosa possiamo mai attenderci da loro? Esattamente una idea vacua e mordi-e-fuggi della lettura, il che significa per i più scartarla a beneficio di occasioni più accattivanti.
Eppure a Bari, ad esempio, se riempiamo il Lungomare di qualche casetta con esposizione di libri, ci sembra di aver fatto un grande sforzo progettuale, mentre, in realtà, contribuiamo solo ad “ornare” qualche luogo topico. E poi a passeggiare su e giù lungo quelle casette saranno sempre gli stessi mentre la lettura resta al palo.
Probabilmente questo mio ragionamento è poco digeribile per tanti. Per invertire la marcia avremmo bisogno di coraggiose visioni e di autentici leader o statisti che dir si voglia: che mancano, tanto che l’Italia si è trasformata irrimediabilmente in una Italietta come ben hanno scritto, nella loro contro-storia economica della seconda Repubblica, Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro.


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