Delitto alla Regione: hanno ucciso la vergogna

Come si dice: se non fosse una cosa tremendamente seria, ci sarebbe da ridere. E nella vicenda della sottospecie di trattamento di fine rapporto dei consiglieri regionali pugliesi (approvato con un emendamento infilato in un ordine del giorno) ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. L'hanno chiamato "trattamento indennitario" e con il tradizionale TFR ha una differenza sostanziale giacché, a differenza dei comuni mortali, per riceverla non avrebbero accantonato un solo euro frutto del loro... lavoro. Un "gruzzoletto" a costo zero, interamente pagato dai contribuenti.

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova": il noto aforisma è dell'altrettanto nota scrittrice Agatha Christie, autrice di gialli capaci di condurci in complicate indagini per svelare l'identità dell'omicida.

In questo caso gli indizi ci sono tutti e c'è anche la vittima: la vergogna. Sì, la vergogna è morta e a banchettare è l'ipocrisia che, incredibile a dirsi, continua a sorprendere e a far leva sull'ingenuità di alcuni e sulla complicità di altri.

Primo indizio: qualcuno ha preparato e presentato l'emendamento.

Secondo indizio: qualcun altro lo ha inserito nel ddl per i debiti fuori bilancio.

Terzo indizio: erano in 40 in aula il 27 luglio e, particolare non trascurabile, l'emendamento l'hanno votato all'unanimità, senza neanche discuterlo. Una volta “scoperti”, hanno dato vita a una sequenza di singolari dichiarazioni: per dirla alla veneziana pezo el tacón del buso (peggio la pezza del buco)

Non c'è da stupirsene più di tanto, in realtà, giacché viviamo un'epoca in cui, per dirla con il sociologo della comunicazione Derrick de Kerckhove, la gente non vuole più capire, ma semplicemente sorprendersi di continuo. È uno degli effetti della trasformazione digitale che ci ha resi dipendenti da informazioni tossiche, infondate e prive di ragionevolezza. La politica ci sguazza.

Infatti, di sorprenderci ci hanno sorpreso. Lo hanno fatto quei consiglieri che, a mezza bocca, hanno detto che non sapevano cosa avessero approvato. Ma come? Avete votato la vostra indennità e non lo sapevate? Se davvero fosse vero, sarebbe più grave di quanto pensassimo perché diventa legittimo chiedersi se hanno contezza del loro ruolo e se possiamo fidarci di ciò che approvano.

D'altra parte, non poteva mancare in questa rassegna il presidente Emiliano che, in fatto di colpi di teatro, è una specie di fuoriclasse.

A dire il vero, questa volta si è trattato di un colpetto: lui a quella seduta era assente e ha candidamente detto che nessuno lo aveva interpellato prima.

Ma come? Il nostro presidente regionale, che tutto sa e tutto controlla, è stato tenuto all'oscuro di un provvedimento così importante e delicato (peraltro, sprovvisto di copertura finanziaria), nel momento in cui i pugliesi si leccano le ferite per una crisi profonda che ha radici che vanno ben oltre i danni prodotti dalla pandemia? Anche in questo caso, se fosse vero, allora sarebbe anche peggio, perché significherebbe che la situazione è del tutto fuori controllo e al posto di Emiliano ci chiederemmo se e quante altre gliene hanno combinate a sua... insaputa.

Dunque, una cosa (grave) ora la sappiamo per certa: alla Regione votano all'unanimità emendamenti di cui in tanti ignorano i contenuti. E bisogna dare atto, senza esitazione, ad Antonella Laricchia, capogruppo regionale del M5S, di aver acceso i riflettori su una vicenda intrisa di supponenza, di ipocrisia e di... fantasia.

Ancora una volta ci viene in soccorso la grande giallista britannica: "La fantasia è un'ottima serva, ma una pessima padrona. La spiegazione più semplice quasi sempre si rivela esatta". Alla prova dei fatti.


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