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Croce e i liberali un legame con Bari che ha cento anni

Ricorrono nel 2022 i cento anni dalla nascita del Partito Liberale Italiano (congresso di Bologna dell'ottobre del 1922), una storia che ha visto protagonisti anche non pochi uomini pugliesi, in un partito, il Pli, che, pur non assumendo quasi mai grandi ruoli da diretto protagonista nella storia repubblicana, di sicuro è stato più volte nell'area governativa, rappresentando una collocazione politica molto legata ad elaborazioni culturali e di pensiero. Non certo un partito di massa, insomma. Eppure, con la fine delle grandi ideologie totalitarie del '900 (o che comunque avevano portato ad esiti totalitari ed antidemocratici), tra la fine del secolo scorso e l'inizio dell'attuale, ci fu una corsa a riconoscere una presunta 'vittoria' del liberalismo, un momento in cui molti, dopo vite segnate da radicamenti politici ben noti, si definirono, appunto, "liberali", con tutta la confusione che questo comportò e comporta ancora. Altre elaborazioni potrebbero approfondire il dubbio sulla reale natura di queste conversioni improvvise, così come mettiamo da parte anche ogni considerazione possibile in merito al liberalismo, ideologia non meno vecchia di quelle responsabili dei drammi del XX secolo, certo viva ancora oggi ma non senza responsabilità, si pensi alle conseguenze di un certo liberismo anarcoide ("lo stato minimo" di Nozick, ad esempio) o a quelle del cosiddetto "liberismo selvaggio", magari filocapitalista. Di sicuro, però, la storia dei liberali italiani è una storia di libertà, forse ai primordi anche filtrata attraverso una compromissione di alcuni settori con certi residuali ambiti fascisti ma poi, come non poteva che essere, improntata al rispetto della democrazia e del pluralismo. Ma nel 2022 ricorrono anche i settant'anni dalla morte di Benedetto Croce (1866-1952), che del Partito Liberale è stato tra i massimi esponenti.

Personalità dall'immensa cultura e detentrice di una vastissima bibliografia personale su più campi di ricerca e studio, Croce è stato legatissimo anche alla città di Bari. Valga su questo il ricorrente pensiero ai suoi rapporti con gli editori Laterza. Rapporti umani, culturali, politici. Croce uomo sicuramente conservatore ma unito ai Laterza dall'antifascismo. Anche su questa ultima dimensione crociana, insomma sulla natura, specie iniziale, del suo rapporto con Mussolini e col fascismo, potremmo discutere, tuttavia, ricordando qui i suoi contatti con Bari, la questione ci interessa poco. Il Croce antifascista è il Croce, anzi, essenzialmente barese, non a caso ricordato in queste settimane in città. Impossibile non citare il famoso Congresso antifascista di Bari dei partiti e movimenti del Cln del gennaio del 1944. Messo a punto nel teatro Piccinni, costituì, a livello nazionale, la scossa organizzativa necessaria ai partiti antifascisti. E Croce fu di sicuro tra gli ispiratori principali di quella determinante e delicata fase. La doppia ricorrenza inerente il Pli e Croce ci ha spinto ad ascoltare la voce di Emilio Toma, avvocato amministrativista, tra i più significativi liberali di Bari e di Puglia (molti incarichi anche sul nazionale), la cui vita culturale e politica è immediatamente identificabile con le stesse vicende del partito. Lo abbiamo ascoltato. "Essere liberale per me, sulla scorta di quanto disse Valerio Zanone al nostro congresso di Firenze del 1981, significa rinunciare all’illusione della società perfetta, ma cercare ogni giorno di correggerne qualche imperfezione", attacca così Toma. E poi: "Ai cattolici che promettevano il paradiso nel regno dei cieli e ai comunisti che lo stesso paradiso promettevano in terra (nel frattempo, nei regimi d’oltre cortina, garantendo però l’inferno) i liberali rispondevano affermando che il pensiero liberale aveva anche creato istituzioni e sistemi politici imperfetti e in parte ancora segnati da diseguaglianze ma di certo era quello che, sino ad allora e ad ora, ha dato i migliori risultati in termini di libertà ed accrescimento del benessere economico e sociale di una nazione".

A Toma abbiamo poi chiesto di ricordare i liberali pugliesi più importanti.

"Negli anni 70, quando sono entrato nel partito, era ancora viva, nei più grandi, la memoria di Benedetto Croce, il cui magistero ha di molto influenzato la cultura politica liberale e in particolare quella meridionale -ricorda il nostro interlocutore-. La Puglia ha poi dato al Partito Liberale esponenti di rilievo e caratura nazionale".

Non facile fare una sintesi, Toma ci prova. Ne viene fuori una lezione di storia liberale pugliese.

"Non posso non ricordare -rammenta Toma- Giovanni Cassandro, barlettano, che pure partecipò a quel congresso storico crociano e nell’immediato dopoguerra fu segretario nazionale del Pli e poi giudice della Corte costituzionale. Negli anni '70 era ancora forte nel Pli pugliese l’impronta del fratello più piccolo, Manlio Livio Cassandro, parlamentare e vicesegretario del partito, tragicamente scomparso nel 1973. Su sponde diverse rispetto a quelle dei Cassandro (molto vicini a Giovanni Malagodi -grande leader nazionale del Pli, ndr-) c’era a Lecce Ennio Bonea, docente universitario alla Facoltà di Lettere, parlamentare anch’egli e soprattutto leader della corrente di Presenza Liberale, minoritaria ma molto incisiva nella dialettica interna, su posizioni di antagonismo a Malagodi e non molto dissimili da quelle di Rinnovamento Liberale che aveva come leader Zanone". E i principali nomi baresi?

"Nel mio ricordo a Bari, pur se con sensibilità diverse, ecco Pasquale Calvario, tra i padri costituenti dello Statuto della Regione Puglia nella prima consiliatura, poi assessore alla Cultura e tributarista di profilo nazionale. Ernesto Bosna è stata un'altra figura importante, docente alla facoltà di Magistero: lui ed i fratelli giornalisti Antonio e Franco Sorrentino mantenevano un costante riferimento all’insegnamento crociano".

I ricordi sono un fiume in piena.

Ecco ancora Toma: "Negli anni successivi si affermarono nuove leadership e tra queste a Bari quella di Nicola Di Cagno, dagli anni '70 in Consiglio comunale e poi in Regione dal 1985, prima come Presidente del Consiglio e poi come assessore al Bilancio, docente di Ragioneria e abbandonata la politica, preside della facoltà di Economia e Commercio di Lecce. E Peppino Petrelli, carismatico medico di Locorotondo, dove il Pli per decenni raggiungeva percentuali a due cifre? Penso poi a Liborio Milano, contadino e vero tribuno ad Acquaviva delle Fonti; a Savino Melillo, spostandoci da Bari a Foggia, esponente di Rinnovamento Liberale, parlamentare dal 1983 e più volte sottosegretario; a Taranto c'erano Glauco Ferrante e Valentino Stola; a Lecce Antonio Tamborrino, in Consiglio comunale tanti anni e a Brindisi Piero Giustizieri, pure in Consiglio comunale e assessore".

Infine, un pensiero commosso.

"Da ultimo -chiude Toma- voglio ricordare quello che considero un mio fratello maggiore, un combattente generoso e indomito, di elevata cultura e preparazione cui non arrise in politica il successo che pure avrebbe con merito potuto conseguire, se solo la sorte gli fosse stata appena amica: il compianto Tommaso Francavilla, di Castellana Grotte, segretario provinciale del partito, leader nazionale della Gioventù Liberale e dopo anche del partito nella direzione nazionale".

Sorrentino e Bari: un amore grandissimo

Abbiamo accennato nel pezzo a Franco Sorrentino, liberale doc barese. Nato nella sua amata città il 18 giugno del 1923, è mancato il 14 giugno del 2001. L'anno prossimo ricorrerà dunque il primo centenario della nascita del giornalista, scrittore e politico pugliese. Figura poliedrica, attivissimo come opinionista televisivo, incarnava l'anima profonda barese, innamorato com'era della sua comunità. E benvoluto fu anche dalla città stessa, che lo elesse, assieme agli altri paesi dell'area barese, al ruolo di presidente della Provincia di Bari, carica che ha tenuto dal 1995 al 2000. Fu colonna di Puglia, di cui fu vicedirettore, quotidiano fondato dal suo amico carissimo Mario Gismondi. Celebre la sua rubrica "Francamente" su RtgPuglia. Molto letti e seguiti anche i suoi libri. Crociano fino al midollo, eletto per il Pli al Consiglio comunale di Bari nel 1990, fu poi anche vicesindaco per poco, nel '93. Nel '95, come detto, l'elezione a presidente della Provincia col centrodestra, anni in cui la compagine conservatrice aveva 'in mano' anche la Regione (con Salvatore Distaso presidente) ed il Comune (sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia).

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