Criminalità: Bari "sale" di 6 posti

Saliamo di posizione, scaliamo la classifica per fortuna "solo" di 6 gradini. Non è una bella cosa perché si tratta della classifica de Il Sole24 ore dei primi 6 mesi del 2021 elaborata sui cosiddetti “delitti emersi” quelli che provengono cioè dalle denunce in possesso di tutte le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, corpo forestale dello Stato, polizia locale, provinciale, guardia di finanza e guardia costiera), rapportate alla popolazione residente.

Una classifica quindi che mette sullo stesso piano 106 province italiane dai territori diversificati e dalle storie e culture diverse. Si può trovare Bari come Oristano, come Lucca o Rimini. Ci possono quindi essere luoghi più inclini alla denuncia rispetto ad altri in cui la popolazione tende a ‘sopportare’ senza denunciare.

Nel 2020 Bari era al 27esimo posto, in questi primi sei mesi del 2021 invece conquista il 21esimo.

Da questa classifica, la Puglia ne esce abbastanza con le ossa rotte se consideriamo alcuni specifici parametri. Partiamo però da quella generale che posiziona il capoluogo al 21esimo posto: 3.310 denunce su 100mila abitanti.

Naturalmente il primo dato che balza agli occhi è che stiamo considerando le denunce sapendo benissimo di aver a che fare con l’emersione dall’illegalità e non con i reati. Spesso infatti, soprattutto in zone ad alto contenuto di criminalità, le denunce non si fanno proprio per timore di ritorsioni in primis e per scarsa fiducia nei confronti delle forze dell’ordine.

Se ti scippano la borsa e hai bisogno dei documenti nuovi, devi presentare denuncia, se ti rubano l’auto o il motorino la fai per avere il rimborso dell’assicurazione o per evitare che le tue targhe finiscano chissà dove, ma se sei un imprenditore e ti vengono a chiedere il pizzo? E se sei vittima di estorsione? E se qualcuno ha minacciato la tua famiglia o ti ha spiegato ‘con le buone’ che se non stai al ricatto ti brucia il negozio? Allora la vittima inizia a stilare una lista di pro e contro e forse per paura decide di tacere. Ecco perché le classifiche in questo caso, come in altri in cui ci si deve rapportare alla criminalità, vanno prese con le pinze. Pinze alla mano quindi vediamo come ce la passiamo a Bari nel ventaglio colorato delle diverse tipologie di reati. Innanzitutto partiamo dai reati che ci portano ai vertici della classifica e cioè: furti di autovetture che ci assegna un bel terzo posto e usura per il quale conquistiamo un bel nono posto. È bene sottolineare che al primo posto dei furti di auto c’è una conterranea, un’altra pugliese: la BAT, mentre per intercettare il secondo dobbiamo spostarci in Campania a Napoli. Sappiamo che in alcune cittadine della BAT c’è ormai una sorta di specializzazione nei furti di autovetture contro cui è difficile mettersi in competizione, però evidentemente vogliamo comunque avvicinarci al vincitore. Spesso le auto vengono “cannibalizzate” - termine terribile ormai all’ordine del giorno sulla stampa - che indica la procedura di smontarla letteralmente e recuperare alcuni pezzi di ricambio che verranno poi venduti al mercato nero. Naturalmente esistono anche altre pratiche come quella del “cavallo di ritorno” e cioè una sorta di sequestro che finisce poi con il pagamento di un riscatto per riottenere l’auto. Cambiando argomento, la regina indiscussa delle estorsioni è invece Foggia con 173 denunce ogni centomila abitanti quindi un bel 28%. Questo dato la fa schizzare all’11esimo posto della classifica nazionale mentre le altre province sono ben lontane dal podio. In generale queste sono le posizioni della Puglia: la Bat è al 64esimo posto, Brindisi al 52esimo, Lecce al 67esimo e Taranto al 72esimo. Nella rosa di reati considerati dalla classifica de Il sole24ore i reati classici (quelli legati allo spaccio di stupefacenti ad esempio) posizionano le città pugliesi in zone diverse della classifica. Passiamo infatti da Brindisi che raggiunge un significativo 15esimo posto con 290 denunce, a Bari che invece si posiziona al 41esimo con 721 denunce. Un capitolo a parte merita il reato di "associazione di tipo mafioso”dove la Puglia da il meglio di sè. Foggia infatti si trova al 3 posto della classifica nazionale, Lecce al quinto, Bari al tredicesimo. La tipologia di reato che a Bari commettiamo di meno invece, sono gli omicidi volontari che portano il capoluogo pugliese all’84esimo posto della classifica mentre con le diverse tipologia di furti, con strappo (il classico scippo) o senza strappo andiamo al 14esimo posto. Meglio va con le violenze sessuali con 6 denunce ogni 100mila abitanti o reati come spaccio di stupefacenti o rapine, per i quali la classifica ci pone al 41esimo per il primo e al 21esimo per il secondo.

Questo quindi il quadro locale ma che succede invece nella classifica nazionale?

Chi conquista il podio in Italia? In questo caso sono tre città del Nord e Centro-Nord ad aggiudicarsi le prime tre posizioni: Milano, Bologna e Rimini.

Naturalmente non ci si deve stupire se al primo posto c’è Milano. Si tratta di una grande città dove risulta che molti stranieri che compiono piccoli o grandi reati (da considerare anche la manovalanza dei clan) e ci sono nel contempo molte denunce da parte dei cittadini. Stupisce invece il secondo posto di Bologna dove (a quanto pare) si consumano molti furti di diversa tipologia, violenze sessuali ed estorsioni. Qui le forze dell’ordine hanno raccolto 4.636 denunce ogni 10mila abitanti. Terzo posto per Rimini che brilla anche lei per i furti, le estorsioni, le violenze sessuali e le rapine.

Naturalmente non possiamo parlare del 2021 senza analizzare cosa è accaduto nell’anno precedente segnato dall’emergenza Coronavirus e dal lockdown della scorsa primavera. Gente bloccata tra le mura domestiche ha significato certamente una flessione di alcune tipologie di reati come i furti in casa o negli esercizi commerciali. Dopo la brusca flessione di marzo e aprile, infatti, anche ladri e rapinatori sono tornati alle loro faccende quotidiane.

Se rispetto al 2019 i furti risultano comunque in calo del 36%, nei primi sei mesi 2021 tornano a salire in particolare i furti con strappo (+35%), di motocicli (+17%) e di autovetture (+16%). Riprendono in parallelo le rapine (+6%), anche se con numeri ancora ridotti, in particolare per quelle in banca che sono solo 37 nei primi sei mesi del 2021, contro le 145 dello stesso periodo 2019. Continua invece il calo dei furti in abitazione (-39% rispetto a due anni fa).

In conclusione una classifica resta sempre una classifica, è uno specchio della società che serve a far riflettere, la svolta potrebbe essere rappresentata da maggiori controlli e da pene adeguate, solo in quel caso aumenterebbero le denunce e diminuirebbe la paura percepita da parte dei cittadini. Nel frattempo accontentiamoci dei numeri.


covid: impennata delle frodi informatiche

Cambia il mezzo con cui si consuma ma la truffa o l’estorsione restano sempre una pratica odiosa da combattere. Sono circa ottocento i reati informatici consumati ogni giorno nei primi sei mesi del 2021. A dirlo è Allianz che ha condotto una ricerca con Il Sole24ore per capire come si è evoluto il crimine negli ultimi anni.

Mentre l'emergenza sanitaria ha catalizzato ogni attenzione, sul web è esplosa l'emergenza cybersicurezza.

Complice il Covid che ci ha costretti tra le mura domestiche, il crimine “digitale” fatto di frodi informatiche (+28% rispetto al primo semestre 2019) o delitti informatici (+52%), è arrivato a tallonare i reati classici, come i furti. Secondo lo studio infatti sul totale dei reati denunciati oggi il cosiddetto cybercrime incide per oltre il 15%, superando i livelli pre-pandemia. E il capoluogo pugliese? Bari si posiziona circa a metà classifica conquistando un 61esimo posto con 308 denunciati. Naturalmente si tratta di un problema mondiale contro cui tutti, prima o poi, faremo i conti. Sono infatti in crescita a livello globale gli attacchi informatici che criptano i dati e i sistemi delle aziende, con richiesta di pagamento di un riscatto. Ci sono addirittura gruppi di hacker che vendono o affittano i loro strumenti di hacking a terzi, gestendo questa attività illecita come un business. Loro come un’agenzia forniscono infatti una serie di servizi di supporto adottando poi le tattiche di “doppia estorsione”. Un affare per chi lo fa, meno per chi lo subisce.


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