Cinema, musica e spettacolo: si studia

Può un semplice corso di laurea cambiare il volto di una città? Di base, le possibilità di rispondere affermativamente a una domanda del genere sarebbero pochissime, ma nel caso del DAMS aumentano esponenzialmente, tanto più se il territorio di riferimento è quello barese. Ma partiamo dall’inizio. Da pochi giorni l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ha annunciato ufficialmente la nascita del DAMS a Bari, un acronimo che per l’ateneo pugliese si caratterizza come Discipline dell’Audiovisivo, della Musica e dello Spettacolo. Già dal nome è chiara non solo la determinazione a distinguersi dal notissimo DAMS di Bologna – il primo esperimento italiano in ambito accademico dedicato alle discipline delle arti, della musica e dello spettacolo – ma anche la risolutezza a insistere sull’ambito dell’audiovisivo. Una scelta quantomai opportuna, dato che l’iniziativa barese nasce proprio da una ricognizione propedeutica su quanto il territorio già offre in termini di domanda dei privati e offerta istituzionale.

Di base, infatti, la costituzione di un nuovo corso di laurea non dovrebbe mai prescindere da una duplice condizione: l’ideazione di un percorso di studi volto a creare un profilo di alto livello formativo e la capacità di formare giovani professionisti in grado di dare valore aggiunto alla filiera di settore. Per il DAMS barese i primi passi sono stati fatti a regola d’arte, una premessa essenziale in una regione che funge da esempio nazionale di investimento nel mondo della creatività. «Il DAMS nasce all’interno del nuovo Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica - ci spiega Riccardo Viel, Coordinatore del Consiglio di Interclasse delle Lauree in Lettere - e il suo intento è di far vedere come sia importante una visione interdisciplinare delle materie umanistiche con le aree scientifiche e tecniche. Vogliamo aprirci all’interrelazione e quella del DAMS è un’operazione dal grande potenziale, che potrà rivelarsi trainante per l’innovazione delle discipline umanistiche».

In effetti, in un territorio che conta realtà come il Teatro Pubblico Pugliese, Apulia Film Commission, Puglia Sounds, i Distretti Produttivi legati alla creatività, all’editoria e alla comunicazione, le possibilità di ramificazione sono esorbitanti.

«Finalmente Uniba, una delle più importati università del Meridione, apre ai media studies - conferma Federico Zecca, professore di cinema e media audiovisivi - e per di più in un territorio ricchissimo per queste tematiche. La scommessa è quella di far nascere un corso di studi evoluto, che ponga il cinema all’interno di un universo più ampio. Questo DAMS nasce proprio da un’interlocuzione con Apulia Film Commission, poi seguita da molte altre realtà dell’impresa culturale. Abbiamo realizzato incontri con numerosi stakeholder, e sia il Rettore che il nuovo Dipartimento ci hanno permesso di recepire al meglio queste interlocuzioni. Con questa impostazione, il corso di Bari avrà sicuramente un’enorme potenzialità di impiego, perché il territorio è come una spugna».

L’obiettivo, dunque, è quello di formare dei quadri produttivi che possano potenziare e agevolare lo sviluppo delle industrie creative pugliesi, ponendosi in interlocuzione con realtà di caratura nazionale e internazionale. Il lavoro svolto nell’ultimo decennio a livello privato e istituzionale ha infatti aperto enormi spazi di crescita per l’audiovisivo e lo spettacolo dal vivo, ponendo Bari e la Puglia fra le mete più blasonate delle produzioni planetarie.

La strategia da seguire secondo il prof. Paolo Ponzio, Direttore del Dipartimento di ricerca e innovazione umanistica, è chiara: «Prevedo che da qui a due anni, quando si comincerà a pensare alla laurea magistrale, si configurino figure che possano reggere il confronto con un mercato in evoluzione, che ha bisogno sia di professionalità tecniche che di professionalità imprenditoriali. Si formeranno anche critici d’arte, di musica, ma soprattutto persone che siano in grado di gestire il futuro delle imprese culturali e creative».

Il metodo è semplice ma efficace: si intende unire la formazione più classicamente accademica, quella che oggi afferisce a Scienze dello spettacolo, con l’apprendimento di competenze “pratiche”, da ottenere con tirocini e laboratori realizzati in collaborazione con le imprese del territorio (e non solo). In questo senso il prof. Viel è chiaro: «Vogliamo un DAMS aperto, in diretto dialogo col territorio. Non intendiamo appoggiare semplici velleità, bensì costruire profili assolutamente spendibili nel mondo del lavoro». Lo stesso dicasi per il prof. Zecca: «Il nostro DAMS è un progetto ambizioso, in cui uno studente deve poter seguire un percorso formativo articolato, che dalla triennale arrivi alla magistrale e poi passi al dottorato di ricerca. L’industria si è sviluppata enormemente, soprattutto con l’esplosione delle piattaforme, c’è un’esasperazione quantitativa grazie a film, serie tv e videoclip. Si tratta di un universo dalle grandi potenzialità».

Si torna dunque al quesito iniziale: può un corso di laurea cambiare il volto di una città? Bari è pronta a svilupparsi in maniera coerente rispetto alle aspettative dei giovani che proverranno da fuori regione per seguire un percorso così articolato?

«La città universitaria si crea quando si invertono alcune idee», spiegano all’unisono Viel e Zecca. «Non dobbiamo cercare di trattenere gli studenti, bensì di attrarre coloro che vengono da fuori. A quel punto Uniba può attivare un importante processo sociale e politico, a cui le istituzioni devono dar seguito». Dello stesso parere è anche il prof. Ponzio, che è anche stato alla guida dell’attuazione del piano strategico della cultura della Regione Puglia: «Noi speriamo che, anche attraverso il DAMS, le istituzioni locali possano a incominciare ad aprirsi a politiche attive, che possano far diventare Bari una vera città universitaria. Gli studenti, infatti, scelgono la sede di studio non solo in base ai corsi da seguire, ma anche ai servizi offerti dal territorio. Guardando proprio agli spazi e alle discipline umanistiche, stiamo ora dialogando con la Regione per sviluppare sintonie finalizzate al pieno utilizzo degli spazi culturali della città». La propulsività dell’università e – soprattutto – quella dei giovani che sceglieranno Bari come rampa di lancio del proprio futuro potranno essere carburante prezioso per uno sprint del capoluogo pugliese. Quel che serve, ovviamente, è un reale affiatamento fra le istituzioni e una importante visione a medio/lungo termine. Non resta che credere nelle potenzialità dell’industria creativa regionale e iniziare a lavorare da subito, così da rendere Bari il luogo dei desideri per coloro che vedono nella cultura il proprio futuro umano e professionale.


Il nuovo Dams nasce con due percorsi

Il nuovo DAMS di Bari – Discipline dell’Audiovisivo, della Musica e dello Spettacolo – nasce all’interno del Dipartimento ricerca e innovazione umanistica e prevede due percorsi principali, il primo legato al mondo del cinema e il secondo alle realtà performative, specialmente in campo teatrale e musicale. Sarà dedicato all’insegnamento teorico e pratico, con studi di carattere letterario, sociologico, estetico e antropologico, ma le parole d’ordine principali saranno interdisciplinarietà e contaminazione. I principali sbocchi occupazionali consentiranno ai giovani di lavorare come tecnici e creativi della produzione, esperti della distribuzione e della promozione del cinema a dello spettacolo, curatori e organizzatori di eventi (cinematografici, teatrali e musicali), nonché educatori e divulgatori culturali.

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