Le ultime

C'è "Un Panda sulla Luna" che vuole renderci felici

Non sono gli anni della lettura. Del pensiero. Del ragionamento. I numeri dicono che l’Italia è uno dei Paesi in cui si legge meno in tutta Europa. Il nostro dibattito pubblico ha relegato la lettura ad impegno secondario, di fatto scaricando la responsabilità di trasmetterne l’importanza alla sola scuola elementare. Prendere un libro in mano e concedersi qualche minuto di relax davanti alle parole scritte da qualcuno è ormai considerato un passatempo elitario.

Stando agli ultimi dati, presentati al Salone del libro di Torino, le fasce più deboli della popolazione e chi vive nel Sud leggono meno. Tra l’altro, la fascia d’età 15-17 anni è quella dove si registra il calo più robusto. Sintomatico dei cittadini che si formano. Ma, allo stesso tempo, “oltre al calo dei lettori, c’è una preoccupante polarizzazione sempre più netta tra chi legge da sempre e lo ha fatto in questi mesi di più, acquistando più libri e dedicandoci più tempo, e chi alla lettura non si avvicina” si legge nel report presentato al Lingotto. Tra i lettori, il 55% ha letto da uno a tre libri, il 23% ha letto da 6 a 4 libri, il 14% da 11 a 7 e il 9% più di 12 libri. I forti lettori leggono mediamente 17 libri l’anno, 3 in più di quanti non ne leggessero nel 2020. Un business di pochi.

In un panorama non propriamente luminoso, immaginare un investimento nel settore sembra quasi una follia. Ecco perché si chiama “Un panda sulla luna” la libreria di Vito Marinelli e Gabriele Torchetti, nata nel cuore di Terlizzi. Un nome che già di per sé, impone immaginazione. Ormai protagonista nel panorama nazionale, la genesi di questa realtà nasconde tanti step. Tanti sogni. E tante chiavi di lettura nascoste. Esattamente come fa un bel libro. “E’ il mio compagno Gabriele il primo ad avere avuto l’idea – racconta Marinelli, a lungo giornalista Rai – nel 2019 dopo che lui aveva aperto un profilo Facebook e Instagram con questo nome in cui si occupava di recensioni editoriali e librarie, abbiamo deciso insieme di mettere su un’associazione culturale. Siamo partiti proprio da Terlizzi, con l’intento di promuovere la lettura e la cultura del libro”. Poi il cronista continua: “Nel settembre del 2019 abbiamo realizzato il nostro primo incontro. La prima che è venuta a presentare sotto questo nome è stata Rita Lopez, archeologa barese ormai da tempo a Roma. Noi l’abbiamo considerata la madrina di questo progetto”.

Quella di “Un panda sulla luna” è una storia che ad oggi si compone in tre capitoli. “Il secondo passaggio è stato sicuramente l’incontro con il Mat di Terlizzi, l’ex mattatoio divenuto un laboratorio urbano sotto la guida della presidenza Vendola – spiega Marinelli – con loro è iniziata una partnership. Ci hanno ospitato regolarmente. Poi nel 2019 abbiamo avuto la possibilità di parlare con Gabriella Genisi, autrice di Lolita Lobosco. È stata lei ad inaugurare la collaborazione con il Mat”. Comincia il nuovo anno ed ecco l’incubo pandemia, lo stop imposto a tutto il mondo e i progetti che si rallentano. “Nel 2020, dopo il Covid, noi ci siamo inventati «Equinozio d’autore», un festival che si tiene a ridosso dell’equinozio d’autunno” racconta l’ex giornalista Rai. Nel racconto del rapporto tra il XXI secolo e la lettura, una traccia è forte. Quella della novità letteraria. “Noi non abbiamo le case editrici mainstream – racconta – preferiamo lasciarlo alle librerie classiche. Ci proponiamo come avamposto culturale, dedicato alla promozione di scrittori e scrittrici fuori dalle normali linee di distribuzione”. Tra i titoli più venduti, i due proprietari ne citano alcuni contraddistinti da un forte valore sociale. “Direi «Le Cattive», di Camilla Sosa Villada. È una scrittrice transessuale. Mi piace parlare anche di Kent Haruf che racconta l’America della provincia. Di lui è piaciuto molto «Le nostre anime di notte» - poi Marinelli conclude – vorrei citare anche i testi di Jón Kalman Stefánsson che sono molto richiesti. Lui è islandese”.

Rispetto al progetto, continua: “Per noi il terzo step è stata l’apertura di una libreria indipendente. Abbiamo visto questo spazio all’interno del Mat, dal gennaio 2021 abbiamo iniziato i lavori. E a novembre siamo nati”. E sul futuro poi: “Noi vorremmo aprire un portale dedicato alla letteratura indipendente – e sull’ipotesi di essere loro stessi editori – è un passaggio a cui tanto pensiamo. Dobbiamo capirne la fattibilità”.

Sul momento storico del settore, i due appassionati del mondo letterario hanno le idee chiare. “Noi siamo stati dei pazzi ad aprire in pieno covid in un settore così di nicchia. Però devo dire che proprio la rivoluzionarietà della nostra idea ci ha premiato. Il nome ha fatto la nostra fortuna, su questo non c’è dubbio. Penso che anche il momento abbia aiutato, nella crisi di questi tempi l’innovazione che abbiamo portato ci sta premiando”. Il successo di un progetto che si inserisce in un business tutt’altro che di moda è semplice: “Si tratta di avere un rapporto di vicinanza con il lettore, anche con quello indeciso. Spesso le persone vanno un po’ coccolate, le nostre più grosse soddisfazioni sono quelle di aver fatto entrare in libreria persone che non ci erano mai entrate prima. Abbiamo convinto i nostri clienti che la lettura non ti rende migliore, ti rende solo più felice”. E sui titoli indipendenti: “Abbiamo cominciato a frequentare gli appuntamenti nazionali più importanti. Il festival della letteratura di Mantova o il Salone di Torino. A Roma c’è una kermesse che si chiama «Più libri più liberi», riferimento assoluto per l’editoria indipendente. Quando hanno capito la bontà del nostro progetto, non abbiamo avuto nessuna difficoltà ad entrare nel circuito. In Puglia forse siamo non siamo gli unici ma se ne contano non più di due o tre”. Ad aprire le porte ai due pugliesi è stato il panda. «Sicuramente il nome simpatico del nostro progetto ci ha aiutato moltissimo, le case editrici che ci hanno visti arrivare con il bigliettino raffigurante un panda seduto sulla luna ci hanno subito preso in simpatia. La gente si è sciolta. Il merito è tutto di Gabriele, lui ha inventato questo nome. Ormai siamo conosciuti, a Torino ci hanno accolto come punto di riferimento. Siamo quelli del Panda sulla Luna. Dopo solo un anno è una bella soddisfazione”. Un grande investimento, ma guai a chiamarli imprenditori: “Noi siamo cultori del libro. Vorrei che fossimo conosciuti per la passione, non per le competenze di marketing. È l’anima del progetto che fa la differenza”. In vista di Natale, un consiglio per gli acquisti: “Ai lettori oggi suggerisco Mostruosa maternità di Romanna Petri per Giulio Perrone Edizioni, l’abbiamo ospitata anche noi a settembre 2021. È un testo agghiacciante ma stupendo. Sono racconti ispirati a personaggi veri, di donne che per qualunque forma di dolore vissuto sulla propria pelle, hanno ucciso il frutto del loro amore. Sono diventate infanticide”.

Così proviamo a risalire le classifiche

Tornare a leggere come disobbedienza civile. C’è stato un momento in cui questo paese ha derogato il compito di formare. Concedendo la lettura all’élite. Spostando l’attenzione sempre altrove, lasciando che editori e lettori combattessero crociate personalissime. Il Sud poi, queste classifiche non se le lascia mai scappare. Ecco allora che al Mezzogiorno i numeri sono crescenti. Eppure dal basso, lì dove emergono le esigenze più viscerali della società civile, qualcosa sta emergendo. Ecco allora che co-working, librerie, esperienze di cittadinanza attiva cominciano a spuntare. Da Liberrima e Lungomare di libri, Bari la sua risposta la sta mettendo in piedi. Dal privato al pubblico, perché non sia una crociata, ma la consueta rivoluzione gentile di cui si ha ben più bisogno. Sempre di più in città si realizzano iniziative dal sapore letterario, per permettere a tutti per davvero di rispolverare alcune vecchie tradizioni. In nome del progresso tecnologico e dei nuovi interessi, il libro è finito in soffitta. Il paragone è certo ingeneroso. Agli input delle luci di un monitor, bisognerebbe rispondere con gli input della mente.

I numeri dicono tanto, è giusto che la cosa pubblichi si occupi dei cittadini. E’ necessario che i cittadini investano su loro stessi però.

Scrivi all'autore

wave