Cara piccola UE schiacciata nella morsa di USA e Cina

“Something is rotten in the state of Denmark» (c’è del marcio in Danimrca): lo scrive Shakespeare nella Tragedy of Hamlet. È la frase che mi viene sempre in mente quando si verifica qualcosa di importante, sul serio importante a livello geopolitico. La Danimarca è l’Italia ovviamente e il “marcio” è nel fatto che il sistema dei partiti sostanzialmente si disinteressa della geopolitica. Ciò che accade nel Mondo non è oggetto di discussioni con gli elettori, non entra nei programmi “politici”, non suscita contrapposizioni, insomma viene quasi ignorato. Poco male in caso di questioni secondarie ma gravissimo quando la questione è il Quad (l’alleanza USA-India-Giappone-Australia stipulata nel 2008 e rilanciata nel 2018) e ora l’Aukus (il patto USA-Australia-UK di settembre di quest’anno 2021). Entrambe nuove alleanze politico-economico-militari che vedono gli USA quale regista strategico nel delineare una intesa generale che coinvolge (in alcuni casi coinvolgerà) Corea del Sud, Australia, Indonesia, UK, Filippine, Singapore, Giappone, India e Canada: cioè il cuore dello scacchiere indo-pacifico. L’importanza di tutto ciò è nel fatto che l’indo-pacifico è l’area di maggiore intensità economica del Globo anche perché in essa insiste appieno la Cina, un Paese di 1,4 miliardi di abitanti.

Il problema per noi italiani è che l’Aukus segnala in modo eclatante non tanto l’incrinarsi dei rapporti fra Biden e Macron per causa del noto “sfregio” della commessa di sottomarini tradizionali annullata e sostituita con quelli a propulsione nucleare (strappo sempre riparabile con altri accordi commerciali, peraltro già in itinere a quanto sembra), ma ben altro: e cioè che per gli USA (in ciò d’accordo democratici e repubblicani) l’Europa non è più un alleato totalmente affidabile nella competizione fra Occidente e Oriente. Perché? Innanzitutto perché il Paese europeo più importante, la Germania (con la Merkel e si presume anche con chi la sostituirà), ha interessi commerciali molto forti con la Cina e quindi non se la sente di fronteggiarla in termini di “avversario geopolitico”. Inoltre perché l’UE non possiede una autentica forza militare autosufficiente né come tale né considerata quali singoli membri, salvo la Francia ma anche per quest’ultima in misura non granché rilevante.

D’altra parte abbiamo tutti ascoltato il balbettio di Ursula von der Leyen all’indomani dello “sfregio” verso la Francia: non ha saputo dichiarare altro che chiedere che gli USA si scusassero con Macron! L’Italia d’altronde è del tutto fuori da questa partita essendo praticamente il posto di ministro degli esteri quasi vacante data l’irrilevanza di chi lo occupa attualmente.

La maggioranza delle Nazioni dello scacchiere indo-pacifico sono preoccupate per la crescente potenza tentacolare cinese, un colosso dove non c’è democrazia, tanto da guardare con favore all’azione USA. E noi? La Cina ci è sul serio così lontana?


Scrivi all'autore