Ca. Co. festival cartoni e comix fuori dagli schemi

Esiste uno spazio nascosto all’interno del variegato mondo delle arti grafiche, un luogo di confine in cui si scardinano gli stilemi di genere e si abbattono i luoghi comuni professionali. Il termine più centrato per denominarlo è “underground”, una zona sotterranea in cui gravitano i nuovi talenti, le giovani promesse, gli eroi alternativi e i grandi autori di domani. Ma questo sottobosco delle produzioni indipendenti non è facile da raggiungere, soprattutto nell’ambito dell’arte contemporanea e tanto più in territori di “confine” come quelli del Sud Italia. A Bari, da ormai 10 anni, ci pensa il Ca.Co. Festival, la manifestazione nata per raccontare Cartoon & Comix (da qui l’acronimo Ca.Co.) ma poi espansa a livello crossmediale verso fumetto, street art, musica alternativa e molto altro ancora. «Il Ca.Co. è nato nel 2012 - racconta il direttore artistico Tommaso Liuzzi - grazie alla sinergia di varie soggettività che avevano l’esigenza di portare nuove energie. L’intenzione era quella di far conoscere la scena underground del fumetto, ma anche quella musicale, in una città che un tempo era arida da questo punto di vista».

Un’operazione decisamente riuscita, per un festival che in 10 edizioni ha trovato un posto di rilievo nel network nazionale ed europeo dedicato a questo tipo di arti. Il Ca.Co. nasce dunque per far discutere, proporre la conoscenza di artisti decisamente nuovi e innovativi, distanti dai soliti canali di divulgazione e diffusione ma ben integrati nelle logiche di promozione digitale. La location scelta per una manifestazione così indipendente è stata l’Ex Caserma Liberata, nello specifico alcuni locali della Rossani di Bari che vengono completamente autogestiti e che dal 1 al 5 giugno diverranno sede di incontri, workshop, mostre e performance aperti a tutta la città.

«Abbiamo scelto l’Ex Caserma Liberata perché è uno spazio libero dai pregiudizi, dove ognuno può esprimere al meglio la sua creatività», spiega Liuzzi. E in effetti le opere e gli artisti selezionati fluttuano in uno spazio completamente libero da qualunque rigidità creativa. Tra i nomi di quest’anno svetta innanzitutto Blu, lo street artist che, con le sue opere, si è imposto all’attenzione internazionale e che è stato definito il “Banksy italiano”. È suo il manifesto dell’edizione 2022, che come ogni anno non passa certamente inosservato per le vie del capoluogo barese grazie a un approccio quasi eccentrico.

Il programma di quest’anno parte però con una fase di “prefestival”, il cosiddetto Ca.Co. diffuso, che si sviluppa nei locali più attivi di Bari con la presentazione del libro “Bagarre erotique” di Klou Bagarre e le mostre personali di Guillermo Calderon al Noise e Angela Fernandez a GramignArci. Il Ca.Co. si pone dunque l’obiettivo di coinvolgere anche il resto della città, come racconta il direttore artistico: «Da anni trasformiamo varie attività commerciali in gallerie d’arte. Il 4 giugno, inoltre, si terrà il laboratorio di Parate Strampalate, che culminerà in serata con una parata di tutti noi, organizzatori e autori, quando indosseremo le maschere che avremo costruito nel pomeriggio».

Lo stimolo più potente è infatti quello della cooperazione, della creazione di partnership, della scoperta di autori emergenti e di nuove strade stilistiche. In tutto in ambito prettamente underground, una scena vivissima e prolifica, in cui i criteri di ricerca funzionano proprio con la ricerca sul campo e il contatto via Web.

«Negli anni abbiamo costruito dei rapporti con tanti artisti in tutto il mondo e tramite questi contatti scopriamo sempre nuove perle da invitare qui da noi»: conferma Liuzzi, che ha inserito il Ca.Co. in un network internazionale. «In principio eravamo in contatto - incalza- con il Crack, al Forte Prenestino di Roma. Dopo essere diventato il centro della scena dell’illustrazione underground nel mondo e grazie all’incontro con le persone che organizzano festival in tutto il globo, è nato un network per supportare ogni festival nella sua realizzazione, sia dalla parte promozionale sia nell’organizzazione e nella connettività tra le persone. Alcuni protagonisti del network sono il Festival Tenderete di Valencia, Gutter di Barcellona, Novo Doba di Belgrado, Angouleme Off di Angouleme, Uè a Napoli e tanti altri».

Per una città eternamente alla ricerca dell’inserimento nelle dinamiche di extra confine, il Ca. Co. è effettivamente un esempio di buona pratica, per di più realizzato senza fini commerciali ma solo ed esclusivamente con l’intento di scoprire ciò che di bello e interessante c’è nel variegato mondo delle arti visuali, e non solo. «Anche nella grafica ci sono le mode - spiega Tommaso Liuzzi - noi cerchiamo di dare nuove visioni a un contesto troppo spesso appiattito dall’omogeneità grafica. Quest’anno, ad esempio avremo le mostre degli artisti internazionali Satomi Kazunori e Aude Nasr, performance di musica visionaria, proiezioni a cura del collettivo 2LP, workshop per novizi ed esperti nonché l’ormai classica Comic Battle, che in passato ha lanciato la carriera di artisti di successo come Rughi e Elías Taño». Al Ca.Co. partecipano artisti locali e internazionali, nonché visitatori di qualunque tipo: dall’appassionato del fumetto all’onnivoro visuale, dall’esperto di cinema iraniano al curioso di street art, con un particolare appeal per le nuove generazioni.

«Il nostro pubblico è eterogeneo - conferma Liuzzi - il nostro festival coinvolge persone giovani nell’animo. Per tanti anni gli illustratori locali non partecipavano al Ca.Co., adesso invece rappresentano una base solida del festival. L’apporto internazionale crea un interscambio che offre agli artisti locali più impulso e permette loro di ampliare i propri orizzonti relazionali e grafici».

Visitare il Ca.Co. significa innanzitutto farsi affascinare da opere fresche e spesso violentemente d’effetto, dai colori felicemente accesi o dalle linee fuggevolmente urticanti. Temi e visioni schivano regole o premeditazioni, sebbene siano assolutamente calati nel nostro contemporaneo sociale ed artistico. Aggregazione, tolleranza, controcultura, resistenza sono alcune delle parole chiave del mondo che ruota attorno al Ca.Co., ma il senso della manifestazione è quello prettamente votato alla collaborazione e al superamento delle differenze. «Vorremmo riuscire ad organizzare sempre più eventi - conclude Tommaso Liuzzi - coinvolgendo sempre più persone. Vorremmo che il festival fosse un appuntamento che duri tutto l’anno». Un ottimo auspicio, nelle mani non solo degli artisti e organizzatori, ma di quella realtà socioculturale pugliese che intende andare oltre i rigidi schematismi dei media più allineati.

Un'esposizione per tre stelle underground

Nel vasto programma dell’edizione 2022, il Ca.Co. realizzerà 3 esposizioni dedicate ad altrettante stelle del firmamento underground. Radiocat è un progetto nato come modalità espressiva degli universi interiori attraverso l’autopubblicazione, in cui l’illustrazione e la poesia diventano un esercizio introspettivo che utilizza tecniche come l’acquerello, l’inchiostro cinese, l’illustrazione digitale, la serigrafia, l’incisione a timbro, etc. La giapponese Satomi Kazunori (nella foto) spinge l’idea del manga oltre gli schemi dello storytelling, insistendo sui colori e le soluzioni oniriche. Aude Nasr è invece un’illustratrice e fotografa attualmente residente a Parigi ma che lavora sia nella regione araba che nelle sue diaspore. Il suo è un mondo di esplorazioni notturne, dove la malinconia esprime il rapporto col suo popolo e le comunità con cui è solidale.

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